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 MESSAGGIO DEL PARROCO   MESSAGGIO DEL PARROCO Riduci

 

IV Domenica del Tempo Ordinario

29 gennaio 2012 - Anno B 

Oggi siamo molto condizionati da mamma TV, dove il fenomeno apparire e sembrare è diventato un criterio di vita. Serate TV per la scelta di miss Italia, miss Padania, miss… veline e perfino le velone, il grande fratello …, quasi che l’ostentazione sfacciata della esteriorità, è ciò che conta nella vita e ti dà successo! Ma a furia di privilegiare l’apparire, il sembrare, figure dalla pelle abbronzata ed il corpo rifatto totalmente… passa in terzo piano (non in secondo piano!) l’umanità, l’intelligenza, il carattere delle persone! Quale “persona“ sarà mai in un corpo bello e perfetto, se non c’è neanche un po’ di sale in zucca? Se le superficialità sono alla base del vivere, riusciamo a capire come mai ai ns. giorni le relazioni, anche quelle importanti quali la famiglia, l’amicizia ... si sciolgono dopo poco tempo, e si parla di contatti e non d’incontri costruttivi e duraturi fra persone. Questa mentalità fa scuola, e sembra che abbia molti alunni, accompagnati da papà e mamme al festival dell’apparire! E poi si piange e ci si meraviglia se le relazioni, anche quelle più importanti, quali la famiglia, i contratti, gli amici, la parola data … si sciolgono presto, come neve al sole !

 


  
Dalla Santa Sede  Dalla Santa Sede Riduci

La testimonianza di una vittima di abusi, Mary Collins: la fede mi aiuta a superare l'orrore del passato
Sull’importanza dei risultati che dovranno emergere da questo Simposio, in particolare per proteggere le vittime degli abusi e prevenire che essi si possano ripetere, sentiamo la signora Mary Collins , già vittima di abusi sessuali da parte di un sacerdote, intervistata da Stefano Leszczynski : R. – The fact that the Church is holding a Symposium like this is just so important!… Il fatto stesso che la Chiesa abbia deciso di svolgere un simposio del genere è così importante! In quanto vittima, ho molto criticato la Chiesa, ho – se così vuole – sofferto per mano della mia stessa diocesi quando ho voluto portare la persona che aveva abusato di me davanti alla giustizia. Ma noi non possiamo vivere nel passato: dobbiamo andare avanti. E la cosa più importante – l’ unica cosa importante – è la sicurezza dei bambini. E da un simposio come questo, io spero che i leader della Chiesa possano trarre maggiore conoscenza e comprensione dell’argomento, e imparare come far sì che tutto questo possa non accadere, come mettere in atto strategie che possano prevenire tutto questo… Non sarà mai ripetuto abbastanza spesso quanto questo sia importante. Ho una grande preoccupazione, ed è che le linee-guida messe in pratica non siano sufficienti. E’ indispensabile che ci siano conseguenze per ogni membro della gerarchia ecclesiastica che non faccia mettere in pratica queste linee-guida. Non serve a nulla avere le parole sulla carta, se a queste poi non segue l’azione. E’ evidente che la questione degli abusi non è limitata alla Chiesa: è nella società. Ma se la Chiesa potesse indicare alla gerarchia come prevenire questo male terribile, questo darebbe un grande contributo alla guarigione e aiuterebbe le persone che hanno perso tanto – che sono state ferite profondamente dal modo in cui la Chiesa ha trattato questo fenomeno fino ad oggi – a ritrovare il rispetto. D. – Di cosa hanno bisogno i bambini che hanno subito abusi, quando si rendono conto che è successo qualcosa di sbagliato? R. – It’s not what the abuser does to you physically: it’s how they make you feel… Non è tanto quello che chi commette l’abuso ti fa fisicamente: è piuttosto come ti fa sentire psicologicamente. Mi feci un’opinione brutta di me stessa e per questo ho sviluppato una visione di me come di una persona cattiva, una persona indegna. Non volevo che nessuno ne sapesse niente. La gente si chiede: ma perché i bambini non raccontano quello che accade loro? E’ perché pensano che siano proprio loro ad aver fatto qualcosa di male, per questo non possono raccontare. Cresce dentro di loro la consapevolezza che c’è qualcosa in loro che è molto cattivo, che non va. Nel mio caso, questo ha portato a una forma grave di depressione: sono diventata fobica, mi sono venuti gli attacchi di panico, non riuscivo a rimanere al lavoro, non riuscivo a lavorare, ero continuamente ricoverata in ospedali psichiatrici… Ci ho messo 30 anni per riuscire a raccontare tutto ad un medico e a farmi aiutare. Quando sono stata capace di raccontare, di tornare indietro e affrontare questa faccenda, quindi da 15 anni a questa parte, non sono più caduta in depressione, non ho avuto stati di ansia. Quindi, secondo me, quanto prima si riesce a capire che un bambino è stato vittima di abuso – e quanto prima si riesce ad aiutarlo, facendolo parlare, aiutandolo con la terapia – tanto prima si riesce a salvare il resto della sua vita. D. – Com’è riuscita a rimanere cattolica e a riconciliarsi con quella stessa Chiesa che tanto l’aveva tradita? R. – I have tried very hard to work with the Church at home, I have worked on… Mi sono impegnata tanto a lavorare con la Chiesa, a casa, ho collaborato con il Comitato che ha steso le linee-guida per la tutela dei bambini, ho lavorato nella diocesi di Dublino per organizzare l’Ufficio per la tutela dei bambini… Eppure, ancora oggi, praticare la mia religione mi riesce molto, molto difficile. Io voglio essere cattolica, voglio rimanere nella Chiesa, mi ci attacco con le unghie e con i denti e voglio venire a termini con questa storia. Perché la mia speranza è che alla fine, la mia Chiesa riuscirà a rimediare. C’è tanta mancanza di rispetto e di fiducia a casa, nel mio Paese, è stato tutto così devastante… E quello che è stato tanto devastante non è stato scoprire che all’interno della Chiesa ci sono persone che commettono abusi: nella società succede ovunque, nelle squadre di calcio, tra gli allenatori di nuoto, tra gli insegnanti… E’ stato scoprire che queste persone erano protette da uomini che avrebbero dovuto proteggere i bambini: questo è quello che ha arrecato tanto danno alla fede e alla fiducia della gente ed è questo che ha fatto tanto male alla mia fede e alla mia fiducia. Ma non ho perso la mia fede in Dio e in Gesù: questo non è cambiato in alcuna maniera. Ma ho difficoltà a praticare la mia religione, tanta difficoltà. E tuttavia, rimango lì. (gf)...

Seconda giornata al Simposio sugli abusi del clero. Si preparano le linee-guida per aumentare la tutela dei minori
Riconoscere gli abusi sessuali, dare ascolto alle vittime, prevenire. Su questi temi prioritari per la Chiesa che cerca di rinnovarsi – come auspicato dallo stesso Benedetto XVI – si sono confrontati stamani i partecipanti al Simposio “Verso la guarigione e il rinnovamento”, in corso all’Università Gregoriana di Roma fino a giovedì prossimo. Il servizio è di Stefano Leszczynski : L’odierna sessione di lavoro si è aperta con l’intervento della signora Marie Collins, che in Irlanda fu vittima di abusi sessuali subiti in giovane età da parte di un sacerdote, cappellano in un ospedale. Nel terribile racconto della propria esperienza, la signora Collins ha sottolineato come la parte più dolorosa del trauma da lei subito sia stata quella di non riuscire a raccontare quanto le era occorso e di non essere riuscita in seguito a ottenere ascolto da parte delle autorità ecclesiastiche cui si era rivolta proprio per denunciare l’abuso. Spesso, ha sottolineato la psichiatra Sheila Hollins, le vittime e i superstiti dell’abuso sessuale a causa della loro giovane età non hanno neppure coscienza di come raccontare quanto loro accaduto, talvolta per la mancanza di conoscenza dei termini che possono indicare le parti del loro corpo che sono state violate. Di qui l’importanza sottolineata dagli specialisti dell’ascolto. Un chiaro invito in tal senso è stato rivolto, in particolare, ai vescovi e ai delegati delle 110 Conferenze episcopali rappresentate, con la raccomandazione di avvalersi anche dell’aiuto di personale specializzato. Mons. Steve Rossetti, psicologo e docente presso la Facoltà di teologia della Catholic University of America di Washington, ha concentrato il proprio intervento in particolare sulle misure da adottare nel settore della prevenzione. Mons. Steve Rossetti, ha compiuto una disamina degli errori più comuni commessi da alti esponenti della Chiesa e professionisti della psicologia nel lavoro con i responsabili di abusi sessuali. Il cambiamento in corso nella Chiesa non sarà rapido – ha ammesso – in quanto a livello mondiale è ancora necessario un radicale cambiamento culturale nei confronti del dramma degli abusi sui minori. Tuttavia, ha dichiarato mons. Rossetti, grazie alle linee-guida che emergeranno con il contributo di questo Simposio la Chiesa avrà finalmente tutti gli strumenti per divenire ciò che essa è chiamata ad essere: un’autorità nella promozione della sicurezza e del benessere dei bambini. Al termine della mattinata, il reverendo Desmond Nair ha potuto fornire una disamina di come la Chiesa sudafricana sia riuscita a intervenire nell’introduzione di norme comportamentali per prevenire gli abusi non solo nell’ambito della Chiesa, ma anche dell’intera società. Nel pomeriggio di oggi, è poi attesa la veglia penitenziale che si svolgerà presso la Chiesa di Sant’Ignazio in Roma, durante la quale verrà invocato il perdono delle vittime di abusi da parte di membri del clero....

Il Papa: nostra preoccupazione sia la guarigione delle vittime di abusi sessuali
Preoccupazione fondamentale nella comunità cristiana deve essere la guarigione delle vittime degli abusi sessuali commessi nell’ambito della Chiesa ed un profondo rinnovamento della Chiesa stessa a tutti i livelli. E’ l’auspicio espresso da Benedetto XVI nel messaggio, a firma del cardinale Tarcisio Bertone, inviato ai partecipanti del Simposio “Verso la guarigione e il rinnovamento” organizzato a Roma dall’Università Gregoriana. Ad aprire i lavori questa sera è stato il cardinale William Levada, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede con un intervento sulle priorità della Chiesa nell’eliminare e prevenire il flagello dell’abuso sessuale dei minori nell’intera società. Il servizio di Stefano Leszczynski L’attenzione prioritaria del Papa è ancora una volta per l’assistenza alle vittime di abusi sessuali da parte di esponenti del clero. A sottolinearlo è lo stesso Benedetto XVI nel messaggio di saluto ai partecipanti al Simposio “Verso la guarigione e il rinnovamento”organizzato a Roma dall’Università Gregoriana e incentrato sul tema della tutela da parte della Chiesa cattolica dei minori e degli adulti vulnerabili. Il Papa, si legge nel messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, esorta i partecipanti a “promuovere in tutta la Chiesa una cultura forte di tutela e di sostegno alle vittime. E parte proprio da questo concetto la prolusione di apertura dei lavori pronunciata dal cardinale William Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. D’importanza prioritaria nel lungo cammino verso una “rinnovata speranza” è per il porporato l’attenzione che la Chiesa deve riservare alle vittime degli abusi, a partire dalla capacità di ascoltare e riconoscere – come già fece Benedetto XVI il 19 marzo 2010 rivolgendosi alle vittime irlandesi – l’enormità del tradimento da loro sofferto. Allo stesso tempo la missione della Chiesa si deve concentrare sulla prevenzione. Un ambito nel quale non basta che la Chiesa di vita ad ‘un ambiente sicuro’ per i bambini, dovendo ugualmente investire risorse nella formazione dei sacerdoti e nel discernimento delle vocazioni. Tra i molti obblighi che spettano alle autorità ecclesiastiche nel prevenire, reprimere e punire gli abusi – ha sottolineato il cardinale Levada - resta ben chiaro l’obbligo di collaborare pienamente con l’autorità giudiziaria nella denuncia degli abusi sessuali. Obiettivo del Simposio, che vede riuniti i delegati da 110 conferenze episcopali e molti responsabili della leadership della Chiesa universale, è quello di aiutare i vescovi di tutto il mondo ad elaborare le linee guida sulla gestione delle accuse di abuso. Tutti, indistintamente, - ha ricordato il cardinale Levada - devono collaborare a questo scopo, come stabilito dalla Lettera circolare della Congregazione inviata nel maggio 2011 a tutte le Conferenze episcopali. ...

Benedetto XVI nel Messaggio per la Quaresima: ribadire con forza che il bene esiste e vince
“Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone”: è il tema scelto da Benedetto XVI per il Messaggio di Quaresima, presentato stamani in Sala Stampa Vaticana. Il servizio di Roberta Gisotti : Quaresima tempo propizio per riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità, rinnovando il proprio cammino di fede, “personale” e “comunitario”. In un percorso segnato da “preghiera”, “condivisione”, “silenzio”, “digiuno”, “in attesa” della “gioia pasquale”. Benedetto XVI raccomanda nel suo Messaggio anzitutto l’attenzione all'altro, quando invece spesso “prevale – biasima il Papa – “l’indifferenza, il disinteresse, che nascono dall’egoismo, mascherato da una parvenza di rispetto per la ‘sfera privata’”. “La cultura contemporanea sembra” infatti “aver smarrito il senso del bene e del male, mentre occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince, perché Dio è ‘buono e fa il bene’”. Non solo la ricchezza materiale e la sazietà impediscono uno sguardo amorevole verso il fratello ma anche “l’anteporre a tutto i propri interessi e le proprie preoccupazioni”. E se oggi in generale si è sensibili al bene fisico e materiale degli altri, “si tace invece quasi del tutto” sul bene spirituale dei fratelli. Rimprovera Benedetto XVI “quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene”. “Nel nostro mondo impregnato di individualismo – sollecita Benedetto XVI – è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità”. “C’è sempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e riconosce, che discerne e perdona, come ha fatto e fa Dio con ciascuno di noi”. Raccomanda, poi, il Papa il dono della reciprocità. “Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana!” “La nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale”. Infine, l’invito “a camminare insieme nella santità”. “I maestri spirituali ricordano che nella vita di fede chi non avanza retrocede”. “Tutti sentano l’urgenza – conclude Benedetto XVI – di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone”....

P. Lombardi: allo studio un viaggio di Benedetto XVI in Libano
Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, circa la notizia pubblicata dall’agenzia di informazione Sir su un prossimo viaggio del Papa in Libano ha affermato che “è vero che un tale viaggio è allo studio e il Papa desidera farlo in connessione con la pubblicazione dell’Esortazione postsinodale del Sinodo Speciale per il Medio Oriente". Tuttavia, specifica padre Lombardi, "non vi è ancora alcuna comunicazione ufficiale in materia.” Come riporta l'agenzia Sir, l'annuncio della possibile visita papale in Libano era stata fatta il 2 febbraio scorso, festa della Presentazione del Signore, dal patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, nel corso della celebrazione eucaristica per la comunità cattolica di espressione ebraica nella chiesa dedicata ai santi Simeone ed Anna a Gerusalemme. Benedetto XVI era stato invitato in Libano dal presidente del Consiglio libanese, Najib Mikati, ricevuto in udienza il 28 novembre 2011, e prima di lui, a febbraio 2011, dal presidente della Repubblica, Michael Suleiman. Il viaggio apostolico del Papa in Libano sarebbe il primo di Benedetto XVI in questo Paese, il terzo in Medio Oriente, dopo il viaggio del 2009 in Giordania, in Israele e nei Territori Occupati, e quello a Cipro nel 2010....

Il vicepremier irlandese Gilmore: i rapporti con la Santa Sede restano "molto forti"
Il ruolo della Repubblica d’Irlanda – che per il 2012 avrà la leadership dell’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea – e i rapporti diplomatici di Dublino con la Santa Sede, dopo la chiusura nei mesi scorsi della sede dell’ambasciata irlandese presso il Vaticano. Sono i temi che il vicepremier irlandese, Eamon Gilmor , presidente di turno dell’Osce, affronta in questa intervista esclusiva alla Radio Vaticana, realizzata da Enzo Farinella : R. – Well, our first priority is to use ... La nostra priorità è quella di utilizzare la presidenza per contribuire in maniera tangibile alla promozione della pace e della sicurezza europea e lo faremo condividendo la nostra esperienza di più di un decennio di pace duratura nel Nord Irlanda. La nostra seconda priorità è quella di promuovere la libertà in Internet nel 2012. Siamo molto preoccupati che diritti fondamentali come la libertà d’espressione e la libertà dei mezzi di comunicazione continui a essere minacciata in varie zone dell’Osce. Terzo, vogliamo dare priorità al buon governo, e in quel contesto evidenzieremo il lavoro del Criminal Assets Bureau (Commissione interna che collega polizia, fisco e dogana) che abbiamo in Irlanda e che si occupa di questioni come quelle del riciclaggio di denaro, delle strategie antiterrorismo e così via. D. – In varie parti del mondo – come Nigeria, Egitto e altri Paesi – le minoranze cristiane sono perseguitate. Cosa può fare l’Osce per raggiungere o consolidare la libertà religiosa nel mondo? R. – The promotion and defence if religious freedom is very much s priority ... La promozione e la difesa della libertà religiosa è davvero una priorità per l’Osce ed è una precisa priorità dell’Irlanda, in quanto presidente dell’Osce. Proporremo di affrontare la questione della libertà di religione e di credo, che rientra nella dimensione umana, tra gli eventi trattati dall’Osce nel 2012. Intendiamo esaminare strategie di governo per proteggere e promuovere il diritto fondamentale della libertà di credo religioso. Appoggeremo anche il continuo lavoro nel prevenire e rispondere all’intolleranza e alla discriminazione a sfondo religioso. Per questa ragione, ho nominato tre rappresentanti personali per trattare la questione della libertà religiosa e affrontare la discriminazione su base religiosa. Una dei rappresentanti personali è il giudice Catherine McGuinness, benemerito membro della Corte suprema irlandese, che ha alle spalle una grande carriera nella lotta alla discriminazione e avrà la precisa responsabilità di occuparsi dell’intolleranza e della discriminazione contro i cristiani. D. – Come lei sa, ci sono stati ampi dibattiti riguardo alla chiusura dell’ambasciata irlandese della Santa Sede. Cosa ci può dire al riguardo? Possiamo sperare presto in una nuova apertura? R. – Well as you know Ireland ... Come lei sa, l’Irlanda sta attraversando un periodo economico molto difficile al momento e la conseguenza di tutto questo è la riduzione della quantità di denaro utilizzabile da tutti i dipartimenti del governo, inclusi gli Affari esteri, e anche una significativa riduzione nel numero dello staff a nostra disposizione. Abbiamo un gruppo diplomatico davvero molto esiguo, distribuito in tutto il mondo. Abbiamo condotto un esame sulle nostre missioni diplomatiche e sulle nostre missioni all’estero e abbiamo deciso, purtroppo, in quel frangente di doverne chiudere tre. Una di queste è l’ambasciata della Santa Sede. Voglio evidenziare naturalmente che le nostre relazioni diplomatiche con la Santa Sede rimangono molto forti. Abbiamo nominato il segretario generale del nostro dipartimento, il più alto in grado, come ambasciatore irlandese della Santa Sede e ricoprirà questa sua funzione da Dublino. Spero che, nel corso del tempo, nel momento in cui la nostra situazione finanziaria ed economica migliorerà, si possa rivisitare l’intera questione sull’ubicazione delle nostre missioni, inclusa quella della Santa Sede. (ap)...

  
 50° di Ordinazione Sacerdotale Riduci


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Lettura documenti in formato PDF - sabato 27 agosto 2011

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