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News.vahttp://www.news.va/2014-10-31T15:00:21+00:00Il Papa ai carismatici: l'unità non è uniformità ma neanche perdere identità2014-10-31T15:00:21+00:00http://www.news.va/it/news/il-papa-ai-carismatici-lunita-non-e-uniformita-ma La Chiesa ha bisogno dello Spirito Santo. E’ quanto affermato da Papa Francesco nel discorso ai membri dell’associazione carismatica mondiale Catholic Fraternity ricevuti in occasione della loro 16.ma Conferenza internazionale. Il Pontefice ha ribadito che l’uniformità non è cattolica ed ha messo l’accento sull’ecumenismo del sangue che unisce i tanti cristiani martiri in varie parti del mondo. A guidare i carismatici, il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa. Presente anche il pastore Giovanni Traettino, amico di lunga data di Jorge Mario Bergoglio. Il servizio di Alessandro Gisotti: Condividere la stessa casa come testimonianza di unità. Papa Francesco ha iniziato il suo intervento ringraziando Catholic Fraternity e i movimenti carismatici cattolici riuniti nell’ICCRS per aver scelto di condividere lo stesso ufficio nel Palazzo San Calisto in Vaticano. Un segno che il Pontefice aveva chiesto in occasione del grande incontro allo Stadio Olimpico con il Rinnovamento Carismatico. Francesco ha centrato il suo intervento sul tema dell’unità nella diversità. “L’uniformità – ha detto – non è cattolica, non è cristiana”. Bisogna invece cercare “l’unità nella diversità. L’unità cattolica è diversa ma è una”: “L’unità non è uniformità, non è fare obbligatoriamente tutto insieme, né pensare allo stesso modo, neppure perdere l’identità”. “Unità nella diversità – ha soggiunto – è precisamente il contrario, è riconoscere e accettare con gioia i diversi doni che lo Spirito Santo dà ad ognuno e metterli al servizio di tutti nella Chiesa”: “L’unità è saper ascoltare, accettare le differenze, avere la libertà di pensare diversamente e manifestarlo! Con tutto il rispetto per l’altro che è il mio fratello. Non abbiate paura delle differenze!”. La Chiesa, ha soggiunto, “ha bisogno dello Spirito Santo”, “ogni cristiano, nella sua vita, ha bisogno di aprire il suo cuore all’azione santificante dello Spirito Santo”. E ha esortato il mondo carismatico a condividere questa esperienza, ad “essere testimoni di questo”. Francesco si è quindi soffermato sulla lode che, ha detto, “ci dà vita, perché è l’intimità con Dio”. Il Papa ha paragonato la preghiera alla respirazione. “Quando inspiriamo, nella preghiera – ha osservato – riceviamo l’aria nuova dello Spirito e nell’espirarlo annunciamo Gesù Cristo suscitato dallo stesso" Spirito Santo: “Nessuno può vivere senza respirare. Lo stesso è per il cristiano: senza la lode e senza la missione non vive da cristiano. E con la lode, l’ adorazione . Ma, si parla di adorare, si parla poco. 'Ma cosa si fa nella preghiera?' - 'Ma chiedo cose a Dio, ringrazio, ma si fa l’intercessione…' Ma l’adorazione, adorare Dio. Ma questo è parte di questa respirazione: la lode e l’adorazione”. Il Papa ha rammentato che è stato il Rinnovamento Carismatico che ha “ricordato alla Chiesa la necessità e l’importanza della preghiera di lode”. Insieme ad essa, ha detto ancora, “la preghiera di intercessione è oggi un grido al Padre per i nostri fratelli cristiani perseguitati e assassinati e per la pace nel nostro mondo sconvolto”: “Questo si deve fare e non dimenticare che oggi il sangue di Gesù, versato dai suoi molti martiri cristiani in varie parti del mondo, ci interpella e ci spinge all’unità. Per i persecutori, noi non siamo divisi, non siamo luterani, ortodossi, evangelici, cattolici… No! Siamo uno! Per i persecutori siamo cristiani! Non interessa oltre. Questo è l’ecumenismo del sangue che oggi si vive”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/10/31/AFP3656068_LancioGrande.jpg" title=""/> <p><span style="line-height: 1.6;">La Chiesa ha bisogno dello Spirito Santo. E’ quanto affermato da Papa Francesco nel discorso ai membri dell’associazione carismatica mondiale Catholic Fraternity ricevuti in occasione della loro 16.ma Conferenza internazionale. Il Pontefice ha ribadito che l’uniformità non è cattolica ed ha messo l’accento sull’ecumenismo del sangue che unisce i tanti cristiani martiri in varie parti del mondo. A guidare i carismatici, il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa. Presente anche il pastore Giovanni Traettino, amico di lunga data di Jorge Mario Bergoglio. Il servizio di </span><strong style="line-height: 1.6;">Alessandro Gisotti:</strong></p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_2511037" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00451219.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Condividere la stessa casa come testimonianza di unità. Papa Francesco ha iniziato il suo intervento ringraziando </span><em style="line-height: 1.6;">Catholic Fraternity</em><span style="line-height: 1.6;"> e i movimenti carismatici cattolici riuniti nell’ICCRS per aver scelto di condividere lo stesso ufficio nel Palazzo San Calisto in Vaticano. Un segno che il Pontefice aveva chiesto in occasione del grande incontro allo Stadio Olimpico con il Rinnovamento Carismatico. Francesco ha centrato il suo intervento sul tema dell’unità nella diversità. “L’uniformità – ha detto – non è cattolica, non è cristiana”. Bisogna invece cercare “l’unità nella diversità. L’unità cattolica è diversa ma è una”:</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">“L’unità non è uniformità, non è fare obbligatoriamente tutto insieme, né pensare allo stesso modo, neppure perdere l’identità”.</strong></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Unità nella diversità – ha soggiunto – è precisamente il contrario, è riconoscere e accettare con gioia i diversi doni che lo Spirito Santo dà ad ognuno e metterli al servizio di tutti nella Chiesa”:</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">“L’unità è saper ascoltare, accettare le differenze, avere la libertà di pensare diversamente e manifestarlo! Con tutto il rispetto per l’altro che è il mio fratello. Non abbiate paura delle differenze!”.</strong></p> <p><span style="line-height: 1.6;">La Chiesa, ha soggiunto, “ha bisogno dello Spirito Santo”, “ogni cristiano, nella sua vita, ha bisogno di aprire il suo cuore all’azione santificante dello Spirito Santo”. E ha esortato il mondo carismatico a condividere questa esperienza, ad “essere testimoni di questo”. Francesco si è quindi soffermato sulla lode che, ha detto, “ci dà vita, perché è l’intimità con Dio”. Il Papa ha paragonato la preghiera alla respirazione. “Quando inspiriamo, nella preghiera – ha osservato – riceviamo l’aria nuova dello Spirito e nell’espirarlo annunciamo Gesù Cristo suscitato dallo stesso" Spirito Santo:</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">“Nessuno può vivere senza respirare. Lo stesso è per il cristiano: senza la lode e senza la missione non vive da cristiano. E con la lode, l’<em>adorazione</em>. Ma, si parla di adorare, si parla poco. 'Ma cosa si fa nella preghiera?' - 'Ma chiedo cose a Dio, ringrazio, ma si fa l’intercessione…' Ma l’adorazione, adorare Dio. Ma questo è parte di questa respirazione: la lode e l’adorazione”.</strong></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Il Papa ha rammentato che è stato il Rinnovamento Carismatico che ha “ricordato alla Chiesa la necessità e l’importanza della preghiera di lode”. Insieme ad essa, ha detto ancora, “la preghiera di intercessione è oggi un grido al Padre per i nostri fratelli cristiani perseguitati e assassinati e per la pace nel nostro mondo sconvolto”:</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">“Questo si deve fare e non dimenticare che oggi il sangue di Gesù, versato dai suoi molti martiri cristiani in varie parti del mondo, ci interpella e ci spinge all’unità. Per i persecutori, noi non siamo divisi, non siamo luterani, ortodossi, evangelici, cattolici… No! Siamo uno! Per i persecutori siamo cristiani! Non interessa oltre. Questo è l’ecumenismo del sangue che oggi si vive”.</strong></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/31/il_papa_ai_carismatici_la_chiesa_ha_bisogno_dello_spirito/1109863">(Da Radio Vaticana)</a>Missione di mons. Dal Toso, segretario di Cor Unum, a Damasco2014-10-31T14:46:22+00:00http://www.news.va/it/news/missione-di-mons-dal-toso-segretario-di-cor-unum-a Il segretario del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, mons. Giampietro Dal Toso, ha concluso oggi una visita a Damasco, iniziata il 28 ottobre scorso, per prendere parte alla riunione dell'assemblea dei vescovi cattolici in Siria.  Il presule ha incontrato anche diverse istituzioni, in particolare cattoliche, che in questo momento di crisi stanno realizzando attività di assistenza umanitaria nel paese. Nei suoi incontri si è particolarmente apprezzato l'impegno del Santo Padre e della Santa Sede per sostenere le comunità cristiane e tutta la popolazione che soffre per le conseguenze del conflitto e per invitare le diverse parti al dialogo e alla riconciliazione. Si è anche sottolineato l'importante ruolo degli organismi cattolici di aiuto, di cui è beneficiaria tutta la popolazione siriana. Anche grazie al generoso contributo della comunità internazionale, di fronte alle crescenti necessità, tale aiuto dovrà intensificarsi in futuro. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/10/29/AFP3650851_LancioGrande.jpg" title=""/> <p><span style="line-height: 1.6;">Il segretario del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, mons. Giampietro Dal Toso, ha concluso oggi una visita a Damasco, iniziata il 28 ottobre scorso, per prendere parte alla riunione dell'assemblea dei vescovi cattolici in Siria. </span><span style="line-height: 1.6;">Il presule ha incontrato anche diverse istituzioni, in particolare cattoliche, che in questo momento di crisi stanno realizzando attività di assistenza umanitaria nel paese. Nei suoi incontri si è particolarmente apprezzato l'impegno del Santo Padre e della Santa Sede per sostenere le comunità cristiane e tutta la popolazione che soffre per le conseguenze del conflitto e per invitare le diverse parti al dialogo e alla riconciliazione.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Si è anche sottolineato l'importante ruolo degli organismi cattolici di aiuto, di cui è beneficiaria tutta la popolazione siriana. Anche grazie al generoso contributo della comunità internazionale, di fronte alle crescenti necessità, tale aiuto dovrà intensificarsi in futuro.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/31/missione_di_mons_dal_toso_a_damasco/1109875">(Da Radio Vaticana)</a>Il Papa: l'amore, non l'attaccamento alla legge, apre le porte della speranza2014-10-31T13:34:23+00:00http://www.news.va/it/news/il-papa-lamore-non-lattaccamento-alla-legge-apre-l Cristiani così attaccati alla legge da trascurare la giustizia e cristiani legati all’amore che danno pieno compimento alla legge: ne ha parlato Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il servizio di Sergio Centofanti : Nel Vangelo del giorno, Gesù chiede ai farisei se sia lecito o no guarire di sabato, ma loro non rispondono. Lui, allora, prende per mano un malato e lo guarisce. I farisei – nota il Papa – messi di fronte alla verità, tacevano ”ma poi sparlavano dietro … e cercavano come farlo cadere”. Gesù rimprovera questa gente che “era tanto attaccata alla legge, che aveva dimenticato la giustizia” e negava perfino l’aiuto ai genitori anziani con la scusa di aver dato tutto in dono al Tempio. Ma “chi è più importante? – chiede il Papa - Il quarto Comandamento o il Tempio?“: “Questa strada di vivere attaccati alla legge, li allontanava dall’amore e dalla giustizia. Curavano la legge, trascuravano la giustizia. Curavano la legge, trascuravano l’amore. Erano modelli: erano i modelli. E Gesù per questa gente soltanto trova una parola: ipocriti. Da una parte, vai in tutto il mondo cercando proseliti: voi cercate. E poi? Chiudete la porta. Uomini di chiusura, uomini tanto attaccati alla legge, alla lettera della legge, non alla legge, ché la legge è amore; ma alla lettera della legge, che sempre chiudevano le porte della speranza, dell’amore, della salvezza … Uomini che soltanto sapevano chiudere”. “Il cammino per essere fedeli alla legge, senza trascurare la giustizia, senza trascurare l’amore” – ha proseguito il Papa citando la Lettera di San Paolo ai Filippesi – “è il cammino inverso: dall’amore all’integrità; dall’amore al discernimento; dall’amore alla legge”: “Questa è la strada che ci insegna Gesù, totalmente opposta a quella dei dottori della legge. E questa strada dall’amore alla giustizia, porta a Dio. Invece, l’altra strada, di essere attaccati soltanto alla legge, alla lettera della legge, porta alla chiusura, porta all’egoismo. La strada che va dall’amore alla conoscenza e al discernimento, al pieno compimento, porta alla santità, alla salvezza, all’incontro con Gesù. Invece, questa strada porta all’egoismo, alla superbia di sentirsi giusti, a quella santità fra virgolette delle apparenze, no? Gesù dice a questa gente: ‘Ma, a voi piace farvi vedere dalla gente come uomini di preghiera, di digiuno …’: farsi vedere, no? E per questo Gesù dice alla gente: ‘Ma, fate quello che dicono, ma non quello che fanno’”. Queste – osserva il Papa – “sono le due strade e ci sono piccoli gesti di Gesù che ci fanno capire questa strada dall’amore alla piena conoscenza e al discernimento”. Gesù ci prende per mano e ci guarisce: “Gesù si avvicina: la vicinanza è proprio la prova che noi andiamo sulla vera strada. Perché è proprio la strada che ha scelto Dio per salvarci: la vicinanza. Si avvicinò a noi, si è fatto uomo. La carne: la carne di Dio è il segno; la carne di Dio è il segno della vera giustizia. Dio che si è fatto uomo come uno di noi, e noi che dobbiamo farci come gli altri, come i bisognosi, come quelli che hanno bisogno del nostro aiuto”. “La carne di Gesù” – afferma il Papa -  “è il ponte che ci avvicina a Dio … non è la lettera della legge: no! Nella carne di Cristo, la legge ha il pieno compimento” ed “è una carne che sa soffrire, che ha dato la sua vita per noi”. “Che questi esempi, questo esempio di vicinanza di Gesù, dall’amore alla pienezza della legge – ha concluso Papa Francesco - ci aiutino a mai scivolare nell’ipocrisia: mai. E’ tanto brutto, un cristiano ipocrita. Tanto brutto. Che il Signore ci salvi da questo!”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/10/31/OSSROM11885_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Cristiani così attaccati alla legge da trascurare la giustizia e cristiani legati all’amore che danno pieno compimento alla legge: ne ha parlato Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il servizio di <strong>Sergio Centofanti</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_2510404" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00451180.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Nel Vangelo del giorno, Gesù chiede ai farisei se sia lecito o no guarire di sabato, ma loro non rispondono. Lui, allora, prende per mano un malato e lo guarisce. I farisei – nota il Papa – messi di fronte alla verità, tacevano ”ma poi sparlavano dietro … e cercavano come farlo cadere”. Gesù rimprovera questa gente che “era tanto attaccata alla legge, che aveva dimenticato la giustizia” e negava perfino l’aiuto ai genitori anziani con la scusa di aver dato tutto in dono al Tempio. Ma “chi è più importante? – chiede il Papa - Il quarto Comandamento o il Tempio?“:</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">“Questa strada di vivere attaccati alla legge, li allontanava dall’amore e dalla giustizia. Curavano la legge, trascuravano la giustizia. Curavano la legge, trascuravano l’amore. Erano modelli: erano i modelli. E Gesù per questa gente soltanto trova una parola: ipocriti. Da una parte, vai in tutto il mondo cercando proseliti: voi cercate. E poi? Chiudete la porta. Uomini di chiusura, uomini tanto attaccati alla legge, alla lettera della legge, non alla legge, ché la legge è amore; ma alla lettera della legge, che sempre chiudevano le porte della speranza, dell’amore, della salvezza … Uomini che soltanto sapevano chiudere”.</strong></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Il cammino per essere fedeli alla legge, senza trascurare la giustizia, senza trascurare l’amore” – ha proseguito il Papa citando la Lettera di San Paolo ai Filippesi – “è il cammino inverso: dall’amore all’integrità; dall’amore al discernimento; dall’amore alla legge”:</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">“Questa è la strada che ci insegna Gesù, totalmente opposta a quella dei dottori della legge. E questa strada dall’amore alla giustizia, porta a Dio. Invece, l’altra strada, di essere attaccati soltanto alla legge, alla lettera della legge, porta alla chiusura, porta all’egoismo. La strada che va dall’amore alla conoscenza e al discernimento, al pieno compimento, porta alla santità, alla salvezza, all’incontro con Gesù. Invece, questa strada porta all’egoismo, alla superbia di sentirsi giusti, a quella santità fra virgolette delle apparenze, no? Gesù dice a questa gente: ‘Ma, a voi piace farvi vedere dalla gente come uomini di preghiera, di digiuno …’: farsi vedere, no? E per questo Gesù dice alla gente: ‘Ma, fate quello che dicono, ma non quello che fanno’”.</strong></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Queste – osserva il Papa – “sono le due strade e ci sono piccoli gesti di Gesù che ci fanno capire questa strada dall’amore alla piena conoscenza e al discernimento”. Gesù ci prende per mano e ci guarisce:</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">“Gesù si avvicina: la vicinanza è proprio la prova che noi andiamo sulla vera strada. Perché è proprio la strada che ha scelto Dio per salvarci: la vicinanza. Si avvicinò a noi, si è fatto uomo. La carne: la carne di Dio è il segno; la carne di Dio è il segno della vera giustizia. Dio che si è fatto uomo come uno di noi, e noi che dobbiamo farci come gli altri, come i bisognosi, come quelli che hanno bisogno del nostro aiuto”.</strong></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“La carne di Gesù” – afferma il Papa -  “è il ponte che ci avvicina a Dio … non è la lettera della legge: no! Nella carne di Cristo, la legge ha il pieno compimento” ed “è una carne che sa soffrire, che ha dato la sua vita per noi”. “Che questi esempi, questo esempio di vicinanza di Gesù, dall’amore alla pienezza della legge – ha concluso Papa Francesco - ci aiutino a mai scivolare nell’ipocrisia: mai. E’ tanto brutto, un cristiano ipocrita. Tanto brutto. Che il Signore ci salvi da questo!”.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/31/papa_lamore_non_la_legge_apre_le_porte_della_speranza/1109831">(Da Radio Vaticana)</a>Video: Chi si attacca alla legge, trascura l’amore2014-10-31T12:23:18+00:00http://www.news.va/it/news/chi-si-attacca-alla-legge-trascura-lamore-2Nell’omelia della messa del mattino a Casa Santa Marta, Papa Francesco, commentando il Vangelo del giorno, ha sottolineato  che bisogna scegliere se essere così attaccati alla legge da trascurare la giustizia o essere cristiani legati all’amore che danno pieno compimento alla legge....<p>Nell’omelia della messa del mattino a Casa Santa Marta, Papa Francesco, commentando il Vangelo del giorno, ha sottolineato  che bisogna scegliere se essere così attaccati alla legge da trascurare la giustizia o essere cristiani legati all’amore che danno pieno compimento alla legge.</p>Martin Schulz dal Papa: Francesco, punto di riferimento anche per i non cattolici2014-10-30T15:59:26+00:00http://www.news.va/it/news/martin-schulz-dal-papa-francesco-punto-di-riferime A un mese dalla visita a Strasburgo, Papa Francesco ha ricevuto il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz .  Anne Preckel ha intervistato lo stesso presidente Schultz, chiedendogli innanzitutto quale sia la ragione di questa nuova visita al Pontefice: R. – Ich habe vor einem Jahr, als ich hier war, die Einladung die schon eine Reihe meiner … Un anno fa, quando sono venuto, ho ripetuto l’invito formulato già da molti miei predecessori, invitando il Papa al Parlamento Europeo e il Papa aveva accettato questo invito. Oggi sono venuto per parlare ancora una volta delle condizioni e delle circostanze nel cui ambito si svolgerà questa visita di indubbia importanza. Abbiamo convenuto che questa è un’occasione unica per ambedue le parti: noi riceveremo al Parlamento Europeo la personalità che probabilmente in questo momento storico è un punto di riferimento non solo per i cattolici ma per molte persone, un elemento di orientamento in un’epoca in cui molte persone, invece, sono veramente disorientate perché il mondo cammina a una velocità drammatica, talvolta anche in direzioni molto rischiose … Ecco, in questo contesto, il Papa è uno che dà coraggio alle persone con la sua linearità onesta. Dall’altro canto, il Papa incontra un Parlamento Europeo che ha guadagnato in sicurezza, consapevolezza, potere e influenza, nel quale siedono 750 deputati che rappresentano 507 milioni di persone in 28 Stati: un uditorio, quindi, che farà da cassa di risonanza per centinaia di milioni di persone … Insomma, penso che sarà un momento importante … D. – L’Europa è in crisi ed ecco che arriva un Papa che viene dall’America Latina, con il Vangelo della solidarietà, dell’apertura, con una cultura dell’incontro; parla anche di un’economia che uccide … Lei ha l’impressione che questo messaggio possa trovare, a Strasburgo, orecchie aperte? R. – Dessen bin ich mir ganz sicher. Wenn sie die Entschließungen und die Resolutionen … Ne sono sicuro. Osservi le decisioni e le risoluzioni del Parlamento Europeo: vedrà che il tema della giustizia sociale, della disoccupazione di massa, soprattutto quella giovanile – minaccia alla coesione sociale – ricorre molto spesso nei nostri dibattiti. Il Parlamento Europeo è la sede nella quale sono state decise le unioni bancarie: questo è solo un piccolo esempio; questo significa che la supervisione sulle banche, al fine di fermare questo capitalismo speculativo sfrenato, il contenimento dei bonus bancari … tutto questo è stato deciso nel Parlamento Europeo in direzione trasversale, cioè a cavallo di tutti i partiti. Si nota, dunque, la volontà di contenere questo capitalismo speculativo sfuggito al nostro controllo e che è in parte causa della crisi in cui tutti ci troviamo, soprattutto le piccole e medie imprese – che, per inciso, sono le colonne delle nostre economie – che ne risentono più di tutti. E’ opinione “trasversale”, ormai, cioè di tutti i partiti, che sia necessario riprendere il controllo di questa situazione. Quindi, questi messaggi sono importanti, ma non soltanto per il Parlamento Europeo. Sicuramente avranno una grande risonanza nel Parlamento Europeo, ma sono importanti per le nostre società in generale. D. – Che effetto fa il fatto che il Papa venga da un altro continente? R. – Ich wünschte mir, es hätten mehr Europäer diesen Blick auf Europa, den … Vorrei tanto che ci fossero più europei con quello sguardo sull’Europa che ha questo Papa latinoamericano! Papa Francesco – per come io lo comprendo – guarda al concetto di Europa e all’unione dei popoli non solo come un’occasione di politica della pace – questo sì, ovviamente – ma anche, nel mondo multipolare in cui viviamo, vede nell’Europa uno strumento, un’occasione. E io vorrei che ci fossero tanti cittadini europei a condividere questa opinione … D. – Il Papa ha pronunciato parole chiare del Papa sull’immigrazione. Proprio in questo momento, però, assistiamo ad una sorta di marcia indietro da parte dell’Europa per quanto riguarda la protezione dei profughi. Il primo novembre, “Mare Nostrum” sarà sostituito da “Triton” che prevede la tutela delle frontiere e minore attenzione alla tutela della vita. L’impressione è che quando si tratta della tutela dei propri confini, l’Europa non consideri la tutela della vita come un compito comune … R. – Ja, der Eindruck ist richtig und ich gehöre zu denjenigen die das am Meisten … Bè, l’impressione è giusta e sono tra i maggiori critici di questo atteggiamento. Pochi giorni fa sono stato a Lampedusa per constatare di persona la situazione sul posto. Ho visto anche quello che hanno fatto e fanno i soldati della marina italiana nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Voglio ribadire espressamente che non avrei mai immaginato di sperimentare tanta sensibilità umana da parte di soldati, come ho potuto constatare dai soldati e dagli ufficiali della Marina italiana, come dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, che conducono queste operazioni. Gli europei – tutti gli Stati membri, non soltanto le istituzioni – devono avere ben chiaro un concetto: dobbiamo guardare con sobrietà che lo scioglimento di interi Stati nelle nostre più prossime vicinanze fa sì che noi dobbiamo confrontarci con questi problemi e che dobbiamo portarli sotto controllo. Non possiamo continuare a vivere secondo quell’atteggiamento cinico per cui vediamo le persone morire in mare, ce ne rammarichiamo e poi torniamo alle nostre attività quotidiane … Abbiamo bisogno di una combinazione di aiuto umanitario, ma di aiuto umanitario nei Paesi di origine; è necessario anche una lotta alle ragioni per cui queste persone fuggono. Quindi, in termini chiari, l’Europa dovrà apportare modifiche sostanziali alla sua politica sui profughi. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/10/30/EPA1559415_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>A un mese dalla visita a Strasburgo, Papa Francesco ha ricevuto il presidente del Parlamento europeo, <strong>Martin Schulz</strong>. <span style="line-height: 1.6;"><strong>Anne Preckel</strong> ha intervistato lo stesso presidente Schultz, chiedendogli innanzitutto quale sia la ragione di questa nuova visita al Pontefice:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – Ich habe vor einem Jahr, als ich hier war, die Einladung die schon eine Reihe meiner …</span><br/> <span style="font-size: 13px; line-height: 1.6;">Un anno fa, quando sono venuto, ho ripetuto l’invito formulato già da molti miei predecessori, invitando il Papa al Parlamento Europeo e il Papa aveva accettato questo invito. Oggi sono venuto per parlare ancora una volta delle condizioni e delle circostanze nel cui ambito si svolgerà questa visita di indubbia importanza. Abbiamo convenuto che questa è un’occasione unica per ambedue le parti: noi riceveremo al Parlamento Europeo la personalità che probabilmente in questo momento storico è un punto di riferimento non solo per i cattolici ma per molte persone, un elemento di orientamento in un’epoca in cui molte persone, invece, sono veramente disorientate perché il mondo cammina a una velocità drammatica, talvolta anche in direzioni molto rischiose … Ecco, in questo contesto, il Papa è uno che dà coraggio alle persone con la sua linearità onesta. Dall’altro canto, il Papa incontra un Parlamento Europeo che ha guadagnato in sicurezza, consapevolezza, potere e influenza, nel quale siedono 750 deputati che rappresentano 507 milioni di persone in 28 Stati: un uditorio, quindi, che farà da cassa di risonanza per centinaia di milioni di persone … Insomma, penso che sarà un momento importante …</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">D. – L’Europa è in crisi ed ecco che arriva un Papa che viene dall’America Latina, con il Vangelo della solidarietà, dell’apertura, con una cultura dell’incontro; parla anche di un’economia che uccide … Lei ha l’impressione che questo messaggio possa trovare, a Strasburgo, orecchie aperte?</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – Dessen bin ich mir ganz sicher. Wenn sie die Entschließungen und die Resolutionen …</span><br/> <span style="font-size: 13px; line-height: 1.6;">Ne sono sicuro. Osservi le decisioni e le risoluzioni del Parlamento Europeo: vedrà che il tema della giustizia sociale, della disoccupazione di massa, soprattutto quella giovanile – minaccia alla coesione sociale – ricorre molto spesso nei nostri dibattiti. Il Parlamento Europeo è la sede nella quale sono state decise le unioni bancarie: questo è solo un piccolo esempio; questo significa che la supervisione sulle banche, al fine di fermare questo capitalismo speculativo sfrenato, il contenimento dei bonus bancari … tutto questo è stato deciso nel Parlamento Europeo in direzione trasversale, cioè a cavallo di tutti i partiti. Si nota, dunque, la volontà di contenere questo capitalismo speculativo sfuggito al nostro controllo e che è in parte causa della crisi in cui tutti ci troviamo, soprattutto le piccole e medie imprese – che, per inciso, sono le colonne delle nostre economie – che ne risentono più di tutti. E’ opinione “trasversale”, ormai, cioè di tutti i partiti, che sia necessario riprendere il controllo di questa situazione. Quindi, questi messaggi sono importanti, ma non soltanto per il Parlamento Europeo. Sicuramente avranno una grande risonanza nel Parlamento Europeo, ma sono importanti per le nostre società in generale.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">D. – Che effetto fa il fatto che il Papa venga da un altro continente?</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – Ich wünschte mir, es hätten mehr Europäer diesen Blick auf Europa, den …</span><br/> <span style="font-size: 13px; line-height: 1.6;">Vorrei tanto che ci fossero più europei con quello sguardo sull’Europa che ha questo Papa latinoamericano! Papa Francesco – per come io lo comprendo – guarda al concetto di Europa e all’unione dei popoli non solo come un’occasione di politica della pace – questo sì, ovviamente – ma anche, nel mondo multipolare in cui viviamo, vede nell’Europa uno strumento, un’occasione. E io vorrei che ci fossero tanti cittadini europei a condividere questa opinione …</span></p> <p>D. – Il Papa ha pronunciato parole chiare del Papa sull’immigrazione. Proprio in questo momento, però, assistiamo ad una sorta di marcia indietro da parte dell’Europa per quanto riguarda la protezione dei profughi. Il primo novembre, “Mare Nostrum” sarà sostituito da “Triton” che prevede la tutela delle frontiere e minore attenzione alla tutela della vita. L’impressione è che quando si tratta della tutela dei propri confini, l’Europa non consideri la tutela della vita come un compito comune …</p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – Ja, der Eindruck ist richtig und ich gehöre zu denjenigen die das am Meisten …</span><br/> <span style="font-size: 13px; line-height: 1.6;">Bè, l’impressione è giusta e sono tra i maggiori critici di questo atteggiamento. Pochi giorni fa sono stato a Lampedusa per constatare di persona la situazione sul posto. Ho visto anche quello che hanno fatto e fanno i soldati della marina italiana nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. Voglio ribadire espressamente che non avrei mai immaginato di sperimentare tanta sensibilità umana da parte di soldati, come ho potuto constatare dai soldati e dagli ufficiali della Marina italiana, come dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, che conducono queste operazioni. Gli europei – tutti gli Stati membri, non soltanto le istituzioni – devono avere ben chiaro un concetto: dobbiamo guardare con sobrietà che lo scioglimento di interi Stati nelle nostre più prossime vicinanze fa sì che noi </span><em style="font-size: 13px; line-height: 1.6;">dobbiamo</em><span style="font-size: 13px; line-height: 1.6;"> confrontarci con questi problemi e che dobbiamo portarli sotto controllo. Non possiamo continuare a vivere secondo quell’atteggiamento cinico per cui vediamo le persone morire in mare, ce ne rammarichiamo e poi torniamo alle nostre attività quotidiane … Abbiamo bisogno di una combinazione di aiuto umanitario, ma di aiuto umanitario nei Paesi di origine; è necessario anche una lotta alle ragioni per cui queste persone fuggono. Quindi, in termini chiari, l’Europa dovrà apportare modifiche sostanziali alla sua politica sui profughi.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/30/papa_francesco_riceve_martin_schulz/1109789">(Da Radio Vaticana)</a>Udienza ai vescovi veterocattolici dell’Unione di Utrecht - L’unità comincia trasformando il cuore2014-10-30T13:46:32+00:00http://www.news.va/it/news/udienza-ai-vescovi-veterocattolici-dellunione-di-u«Il cammino verso l’unità inizia con una trasformazione del cuore»: lo ha ricordato Papa Francesco alla delegazione della Conferenza internazionale dei vescovi veterocattolici dell’Unione di Utrecht ricevuta in udienza giovedì 30 ottobre. Rallegrandosi per il fatto che, grazie al lavoro dell’apposita commissione internazionale di dialogo, «è stato possibile costruire ponti di intesa reciproca e di collaborazione pratica», il Pontefice ha rimarcato anche una «crescente distanza su temi attinenti al ministero e al discernimento etico». Per questo ha proposto una riflessione sul «comune viaggio ecumenico» a partire dalla necessità «di perseverare in un sostanziale dialogo teologico e di continuare a camminare insieme, a pregare insieme e lavorare insieme in un più profondo spirito di conversione». «Nella nostra separazione — ha riconosciuto Francesco — vi sono stati, da entrambe le parti, gravi peccati e mancanze umane». C’è dunque bisogno «di rafforzare il nostro desiderio di riconciliazione e di pace», con un atteggiamento «di reciproco perdono e di umile pentimento», per intraprendere «un viaggio spirituale» — lungo il quale «il cambiamento è inevitabile» — che porti «dall’incontro all’amicizia, dall’amicizia alla fratellanza, dalla fratellanza alla comunione». Il Papa ha poi invitato alla collaborazione in vista di una «testimonianza credibile delle verità e dei valori del Vangelo» nel contesto religioso e culturale di un’Europa «confusa sulla propria identità e sulla propria vocazione» ma assetata di Dio....<p style="text-align: justify;">«Il cammino verso l’unità inizia con una trasformazione del cuore»: lo ha ricordato Papa Francesco alla delegazione della Conferenza internazionale dei vescovi veterocattolici dell’Unione di Utrecht ricevuta in udienza giovedì 30 ottobre.</p><p><img alt="" src="http://vaticanresources.s3.amazonaws.com:80/images%2F1f7b6d8f542293e28a4fa9775602fd6b.jpg" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" title=""/></p><p style="text-align: justify;">Rallegrandosi per il fatto che, grazie al lavoro dell’apposita commissione internazionale di dialogo, «è stato possibile costruire ponti di intesa reciproca e di collaborazione pratica», il Pontefice ha rimarcato anche una «crescente distanza su temi attinenti al ministero e al discernimento etico». Per questo ha proposto una riflessione sul «comune viaggio ecumenico» a partire dalla necessità «di perseverare in un sostanziale dialogo teologico e di continuare a camminare insieme, a pregare insieme e lavorare insieme in un più profondo spirito di conversione».</p><p style="text-align: justify;"> «Nella nostra separazione — ha riconosciuto Francesco — vi sono stati, da entrambe le parti, gravi peccati e mancanze umane». C’è dunque bisogno «di rafforzare il nostro desiderio di riconciliazione e di pace», con un atteggiamento «di reciproco perdono e di umile pentimento», per intraprendere «un viaggio spirituale» — lungo il quale «il cambiamento è inevitabile» — che porti «dall’incontro all’amicizia, dall’amicizia alla fratellanza, dalla fratellanza alla comunione». </p><p style="text-align: justify;"> Il Papa ha poi invitato alla collaborazione in vista di una «testimonianza credibile delle verità e dei valori del Vangelo» nel contesto religioso e culturale di un’Europa «confusa sulla propria identità e sulla propria vocazione» ma assetata di Dio.</p>

  
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