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News.vahttp://www.news.va/2016-07-26T16:45:35+00:00Arcivescovo di Rouen: sconvolto, ma non lasciamoci vincere dall'odio2016-07-26T16:45:35+00:00http://www.news.va/it/news/arcivescovo-di-rouen-sconvolto-ma-non-lasciamoci-v L’arcivescovo Rouen, mons. Dominique Lebrun , ha appreso la notizia dell’attacco contro una Chiesa della sua Diocesi a Cracovia, dove era con i suoi giovani per l’apertura della Gmg. Sconvolto, ha ovviamente deciso di tornare nella sua città. Manuella Affejee lo ha raggiunto telefonicamente per chiedergli cosa pensi di fare adesso: R. – C’est de crier vers Dieu et appeler tout le monde à prier vers Dieu … Vorrei gridare a Dio e chiedere a tutti di pregare Dio, non solo ai credenti ma a tutti! Mi trovavo nella piazza centrale di Cracovia, in quella bella atmosfera di gioia, di incontro e fratellanza. Anche se in questo momento sembra difficile dire una cosa del genere, è in realtà la risposta giusta al terrorismo, la risposta giusta all’omicidio, quella di riunirsi e vivere la fratellanza e l’incontro tra i popoli … So che è difficile, ma i giovani lo sanno fare, i giovani vogliono farlo! D. – Questo il messaggio che vuole dare ai giovani che ha accompagnato fino a Cracovia e che ora deve lasciare … Qual è stata la reazione dei giovani? R. – Nous avons fait mémoire du père Popieluszko, du bienheureux père Popieluszko … Noi abbiamo il ricordo di padre Popieluszko, del Beato padre Popieluszko: tre giorni fa eravamo sulla sua tomba con i nostri pellegrini di Rouen. Padre Popieluszko è stato assassinato nel 1984 sotto il regime comunista; abbiamo visto le immagini del suo corpo con i segni della violenza e della barbarie, nella certezza che il segno della croce è un segno di giustizia e di amore. Noi vogliamo stare dalla parte dell’amore. Credo che i giovani, che pure erano sotto shock e che ho visto con le lacrime agli occhi, decideranno di non vendicarsi … D. – Cosa può dirci di padre Jacques Hamel? R. – C’était 84 ans – c’est tout dire … C’était un homme qui était toujours au service … Aveva 84 anni – è tutto dire … Era un uomo sempre disponibile, era nella parrocchia di Saint Etienne de Gouvray che avevo appena visitato; amava le persone che aveva intorno, aveva donato la vita a Dio e agli altri e l’ha fatto fino alle estreme conseguenze. D. – Cosa fare adesso? Cosa chiederà alle autorità? R. – Nous allons prier et continuer à prier… Preghiamo e continueremo a pregare: ci rinsalderemo nella preghiera. Le autorità fanno quello che devono fare e bisogna rendere omaggio alle forze di sicurezza per il loro servizio: sono sottoposte a gravi prove … Allo stesso tempo, non vogliamo chiedere allo Stato una protezione particolare; lo Stato deve assumersi le proprie responsabilità, ma io non voglio pensare di pregare con le guardie intorno: non è possibile e soprattutto non si fa in Francia. Le chiese sono sempre aperte e questo deve continuare. D. – Mons. Lebrun, vuole aggiungere qualcosa ancora? R. –  C’est un appel que je lance à tous les hommes de bonne volonté … Un appello a tutti gli uomini di buona volontà: non fate di tutta l’erba un fascio, vivete nell’amore che non chiede vendetta … (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/07/26/REUTERS1570875_LancioGrande.JPG" title=""/> <p>L’arcivescovo Rouen, <strong>mons. Dominique Lebrun</strong>, ha appreso la notizia dell’attacco contro una Chiesa della sua Diocesi a Cracovia, dove era con i suoi giovani per l’apertura della Gmg. Sconvolto, ha ovviamente deciso di tornare nella sua città. <strong>Manuella Affejee</strong> lo ha raggiunto telefonicamente per chiedergli cosa pensi di fare adesso:</p> <p>R. – C’est de crier vers Dieu et appeler tout le monde à prier vers Dieu …<br/> <span style="line-height: 1.6;">Vorrei gridare a Dio e chiedere a tutti di pregare Dio, non solo ai credenti ma a tutti! Mi trovavo nella piazza centrale di Cracovia, in quella bella atmosfera di gioia, di incontro e fratellanza. Anche se in questo momento sembra difficile dire una cosa del genere, è in realtà la risposta giusta al terrorismo, la risposta giusta all’omicidio, quella di riunirsi e vivere la fratellanza e l’incontro tra i popoli … So che è difficile, ma i giovani lo </span><em style="line-height: 1.6;">sanno</em><span style="line-height: 1.6;"> fare, i giovani </span><em style="line-height: 1.6;">vogliono</em><span style="line-height: 1.6;"> farlo!</span></p> <p>D. – Questo il messaggio che vuole dare ai giovani che ha accompagnato fino a Cracovia e che ora deve lasciare … Qual è stata la reazione dei giovani?</p> <p>R. – Nous avons fait mémoire du père Popieluszko, du bienheureux père Popieluszko …<br/> <span style="line-height: 1.6;">Noi abbiamo il ricordo di padre Popieluszko, del Beato padre Popieluszko: tre giorni fa eravamo sulla sua tomba con i nostri pellegrini di Rouen. Padre Popieluszko è stato assassinato nel 1984 sotto il regime comunista; abbiamo visto le immagini del suo corpo con i segni della violenza e della barbarie, nella certezza che il segno della croce è un segno di giustizia e di amore. Noi vogliamo stare dalla parte dell’amore. Credo che i giovani, che pure erano sotto shock e che ho visto con le lacrime agli occhi, decideranno di non vendicarsi …</span></p> <p>D. – Cosa può dirci di padre Jacques Hamel?</p> <p>R. – C’était 84 ans – c’est tout dire … C’était un homme qui était toujours au service …<br/> <span style="line-height: 1.6;">Aveva 84 anni – è tutto dire … Era un uomo sempre disponibile, era nella parrocchia di Saint Etienne de Gouvray che avevo appena visitato; amava le persone che aveva intorno, aveva donato la vita a Dio e agli altri e l’ha fatto fino alle estreme conseguenze.</span></p> <p>D. – Cosa fare adesso? Cosa chiederà alle autorità?</p> <p>R. – Nous allons prier et continuer à prier…<br/> <span style="line-height: 1.6;">Preghiamo e continueremo a pregare: ci rinsalderemo nella preghiera. Le autorità fanno quello che devono fare e bisogna rendere omaggio alle forze di sicurezza per il loro servizio: sono sottoposte a gravi prove … Allo stesso tempo, non vogliamo chiedere allo Stato una protezione particolare; lo Stato deve assumersi le proprie responsabilità, ma io non voglio pensare di pregare con le guardie intorno: non è possibile e soprattutto non si fa in Francia. Le chiese sono sempre aperte e questo deve continuare.</span></p> <p>D. – Mons. Lebrun, vuole aggiungere qualcosa ancora?</p> <p>R. –  C’est un appel que je lance à tous les hommes de bonne volonté …<br/> <span style="line-height: 1.6;">Un appello a tutti gli uomini di buona volontà: non fate di tutta l’erba un fascio, vivete nell’amore che non chiede vendetta …</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/intervista_con_larcivescovo_di_rouen,_dominique_lebrun/1246885">(Da Radio Vaticana)</a>Gmg. I giovani: qui c'è un fuoco che trasforma il cuore2016-07-26T15:44:08+00:00http://www.news.va/it/news/gmg-i-giovani-qui-ce-un-fuoco-che-trasforma-il-cuo Mentre l’Europa inanella quotidiane notizie di orrore, Cracovia si pone sempre più come contraltare di fraternità: decine di migliaia di giovani che scelgono di lanciare dalla Gmg uno stesso messaggio di pace, anche se le lingue che lo formulano sono diverse. È quanto afferma Paola , giovane colombiana del team organizzativo della Giornata mondiale della gioventù, intervistata da una delle nostre inviate, Helene Destombes : R. – Malgré les différences culturelles et de langue, il y a un même esprit… Nonostante le differenze culturali e linguistiche, c’è uno stesso spirito: il sogno, il desiderio di partecipare a questa Giornata. Cracovia è una città molto, molto cattolica e credente. Per esempio, alla Messa domenicale ci sono tanti, tanti giovani e credo che questa sia una cosa che la Polonia può insegnare a noi tutti: il modo dei giovani di avvicinarsi a Dio. Io credo che qui ci sia un fuoco che trasforma il cuore, come recita la preghiera ufficiale della Giornata. Tutti questi giovani verranno per illuminare il loro spirito e il loro cuore”. Anche una giovane di Cuneo , volontaria nel comitato organizzatore del raduno di Cracovia, sottolinea al microfono dell’inviato Alessandro Gisotti la forza di coinvolgimento di una Gmg, che spinge spesso a fare in seguito delle forti scelte di vita e di impegno: “Io ho partecipato come pellegrina alla Gmg di Madrid:  Per me è stato un momento bellissimo! La mia fede è cresciuta molto e ho avuto l’occasione di incontrare altre persone da tutto il mondo… Ho imparato, più che altro a pregare, ecco... Ho iniziato a impegnarmi anche di più in parrocchia e ho deciso di fare questo servizio perché altri giovani possano vivere se non la stessa esperienza, almeno una esperienza bella come la mia. Come dire? E’ la convinzione che non si è mai soli davvero. Qui ci siamo ritrovati tutti insieme, senza conoscersi: ma siamo cresciuti, siamo diventati una vera famiglia”. Nelle parole di una giovane palestinese , intervistata da Helene Destombes , si coglie l’entusiasmo delle decine di migliaia di giovani che stanno affollando Cracovia: R. – En fait, moi je suis venue ici pour voir le Pape François pour participer… In realtà, sono venuta qui per vedere Papa Francesco e per partecipare a questo Anno giubilare della Misericordia, e anche per condividere momenti forti della fede con altri giovani. D. – Il tema della Gmg è quello della misericordia, e per questo si parla molto di riconciliazione. Dialogo e riconciliazione : cosa significano per te? R. – C’est super génial de voir des gens qui donnent leur… E’ fantastico che ci siano persone che danno la propria vita per salvarne altre, come ha fatto San Massimiliano Kolbe e che proprio in questo Anno Santo testimoniano della misericordia di Dio… D. – Qual è il messaggio che vorresti trasmettere a Papa Francesco? R. – Qu’il a choisi vraiment un bon thème pour l’Année de Miséricorde… Che il tema scelto per l’Anno della Misericordia è veramente bello: abbiamo veramente bisogno di misericordia, quest’anno, in particolare se guardo al mio Paese, alla Palestina che soffre molto a causa della guerra… (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/07/26/EPA2154009_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Mentre l’Europa inanella quotidiane notizie di orrore, Cracovia si pone sempre più come contraltare di fraternità: decine di migliaia di giovani che scelgono di lanciare dalla Gmg uno stesso messaggio di pace, anche se le lingue che lo formulano sono diverse. È quanto afferma <strong>Paola</strong>, giovane colombiana del team organizzativo della Giornata mondiale della gioventù, intervistata da una delle nostre inviate, <strong>Helene Destombes</strong>:</p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – Malgré les différences culturelles et de langue, il y a un même esprit…</span><br/> <span style="line-height: 1.6;">Nonostante le differenze culturali e linguistiche, c’è uno stesso spirito: il sogno, il desiderio di partecipare a questa Giornata. Cracovia è una città molto, molto cattolica e credente. Per esempio, alla Messa domenicale ci sono tanti, tanti giovani e credo che questa sia una cosa che la Polonia può insegnare a noi tutti: il modo dei giovani di avvicinarsi a Dio. Io credo che qui ci sia un fuoco che trasforma il cuore, come recita la preghiera ufficiale della Giornata. Tutti questi giovani verranno per illuminare il loro spirito e il loro cuore”.</span></p> <p>Anche una <strong>giovane di Cuneo</strong>, volontaria nel comitato organizzatore del raduno di Cracovia, sottolinea al microfono dell’inviato <strong>Alessandro Gisotti</strong> la forza di coinvolgimento di una Gmg, che spinge spesso a fare in seguito delle forti scelte di vita e di impegno:</p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Io ho partecipato come pellegrina alla Gmg di Madrid:  Per me è stato un momento bellissimo! La mia fede è cresciuta molto e ho avuto l’occasione di incontrare altre persone da tutto il mondo… Ho imparato, più che altro a pregare, ecco... Ho iniziato a impegnarmi anche di più in parrocchia e ho deciso di fare questo servizio perché altri giovani possano vivere se non la stessa esperienza, almeno una esperienza bella come la mia. Come dire? E’ la convinzione che non si è mai soli davvero. Qui ci siamo ritrovati tutti insieme, senza conoscersi: ma siamo cresciuti, siamo diventati una vera famiglia”.</span></p> <p>Nelle parole di una <strong>giovane palestinese</strong>, intervistata da <strong>Helene Destombes</strong>, si coglie l’entusiasmo delle decine di migliaia di giovani che stanno affollando Cracovia:</p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – En fait, moi je suis venue ici pour voir le Pape François pour participer…</span><br/> <span style="line-height: 1.6;">In realtà, sono venuta qui per vedere Papa Francesco e per partecipare a questo Anno giubilare della Misericordia, e anche per condividere momenti forti della fede con altri giovani.</span></p> <p>D. – Il tema della Gmg è quello della misericordia, e per questo si parla molto di riconciliazione. Dialogo e riconciliazione : cosa significano per te?</p> <p>R. – C’est super génial de voir des gens qui donnent leur…<br/> <span style="line-height: 1.6;">E’ fantastico che ci siano persone che danno la propria vita per salvarne altre, come ha fatto San Massimiliano Kolbe e che proprio in questo Anno Santo testimoniano della misericordia di Dio…</span></p> <p>D. – Qual è il messaggio che vorresti trasmettere a Papa Francesco?</p> <p>R. – Qu’il a choisi vraiment un bon thème pour l’Année de Miséricorde…<br/> <span style="line-height: 1.6;">Che il tema scelto per l’Anno della Misericordia è veramente bello: abbiamo veramente bisogno di misericordia, quest’anno, in particolare se guardo al mio Paese, alla Palestina che soffre molto a causa della guerra…</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/gmg_2016,_testimonianze_dei_giovani_da_cracovia/1246757">(Da Radio Vaticana)</a>Card. Dziwisz: Gmg sia segno di pace e di unità per il mondo2016-07-26T15:34:05+00:00http://www.news.va/it/news/card-dziwisz-gmg-sia-segno-di-pace-e-di-unita-per A Cracovia si registra un entusiasmo crescente pari alla folla di giovani che continua a raggiungere la città della Giornata mondiale della gioventù. L'arcivescovo che apre oggi il raduno, il  cardinale Stanislaw Dziwisz , auspica che la Gmg sia un grande segno di unità e di pace per il mondo. Le sue parole nell’intervista del nostro inviato, Alessandro Gisotti : R. – È una grande gioia. I giovani hanno risposto positivamente all’invito di Papa Francesco di venire qui a Cracovia, in Polonia. Per la prima volta, forse, arriveranno persone da tutti i Paesi del mondo, Paesi di cui non si conoscono nemmeno i nomi. Ma sono venuti, per la prima volta, da tutto il mondo. Ricordiamo che 25 anni fa a Czestochowa, per la prima volta, sono venuti i giovani dell’Est: erano in 200 mila da Russia, Ucraina. Per la prima volta questo raduno a Czestochowa era a livello internazionale. Adesso ancora di più. Cosa cercano i giovani? Cercano lo stare insieme, condividere la stessa fede, l’allegria e vogliono pregare tanto. Questo è interessante: insieme, vogliono pregare sulla base della fede comune, dell’allegria e della gioia di essere cristiani. D. – Molti dicono che questa è la Gmg dei due Papi; ovviamente di Papa Francesco che ha convocato i giovani di tutto il mondo qui, ma anche di San Giovanni Paolo II. Colpisce veder che in ogni angolo di una strada che si gira c’è un’immagine, un ricordo di Karol Wojtyla. Che cosa rappresenta per lei vedere questa Gmg che ha un Papa qui ed uno che dal Cielo benedice questi giovani? R. – Sulle fotografie non c’è Papa Francesco, perché lui non desidera questo, così come sulle medaglie. Papa Giovanni Paolo II non può proibire questo. Non può! Ma vogliamo mostrare due grandi Apostoli della Misericordia, perché nessuno sapeva che proprio queste giornate sarebbero cadute nell’Anno della Misericordia. Così anche lungo le strade, c’è immagine degli Apostoli: Faustina e Giovanni Paolo II. D. – Lei prima faceva riferimento a quella Gmg di Czestochowa, dove per la prima volta i giovani di un mondo che era separato hanno potuto finalmente unirsi ai giovani dell’altra parte del mondo. Anche oggi il mondo vive tante divisioni, anche l’Europa negli ultimi mesi vive momenti anche di terrore e di violenza. Che segno può dare allora una Gmg come questa, proprio in questo momento? R. – Io spero che possa essere un grande segno che parte dai giovani, uniti; dai giovani che vogliono la pace e che vivono con grande solidarietà e simpatia. Penso che da qui debba partire un grido per la pace e la buona convivenza  tra i popoli e le nazioni. È interessante: prima della Seconda Guerra Mondiale Gesù Cristo è apparso a suor Faustina dicendo che il mondo non avrebbe avuto la pace se non si fosse volto alla Misericordia. Adesso, di nuovo, questa devozione cresce in tutto il mondo. In che modo il Signore vorrebbe mostrare la strada? Volete la pace? Rivolgetevi alla Misericordia. Il nostro desiderio per compiere la volontà di Gesù, è dare alla gioventù che viene il fuoco della Misericordia, cioè il fuoco della pace e della convivenza pacifica tra i popoli e le nazioni. D. – Si chiede sempre cosa dà il Papa, cosa danno vescovi ai giovani. Che cosa pensa che invece i giovani, anche in questa Gmg, daranno alla Chiesa, anche al Papa, a lei, ai pastori della Polonia ma di tutto il mondo che sono qui e li accompagnano? Si dice addirittura che mai dopo il Concilio Vaticano c’è stato un evento che ha potuto riunire un così grande numero di vescovi … R. – Spero in un risveglio nella Chiesa. La Chiesa, soprattutto nei diversi Paesi, deve svegliarsi perché da parte dei giovani arriva il grido. Noi vogliamo una Chiesa autentica, povera e un grido per tornare all’autenticità della Chiesa dei primi secoli. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/07/26/RV17877_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>A Cracovia si registra un entusiasmo crescente pari alla folla di giovani che continua a raggiungere la città della Giornata mondiale della gioventù. L'arcivescovo che apre oggi il raduno, il <strong>cardinale Stanislaw Dziwisz</strong>, auspica che la Gmg sia un grande segno di unità e di pace per il mondo. Le sue parole nell’intervista del nostro inviato, <strong>Alessandro Gisotti</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_7774035" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540830.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540830.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – È una grande gioia. I giovani hanno risposto positivamente all’invito di Papa Francesco di venire qui a Cracovia, in Polonia. Per la prima volta, forse, arriveranno persone da tutti i Paesi del mondo, Paesi di cui non si conoscono nemmeno i nomi. Ma sono venuti, per la prima volta, da tutto il mondo. Ricordiamo che 25 anni fa a Czestochowa, per la prima volta, sono venuti i giovani dell’Est: erano in 200 mila da Russia, Ucraina. Per la prima volta questo raduno a Czestochowa era a livello internazionale. Adesso ancora di più. Cosa cercano i giovani? Cercano lo stare insieme, condividere la stessa fede, l’allegria e vogliono pregare tanto. Questo è interessante: insieme, vogliono pregare sulla base della fede comune, dell’allegria e della gioia di essere cristiani.</span></p> <p>D. – Molti dicono che questa è la Gmg dei due Papi; ovviamente di Papa Francesco che ha convocato i giovani di tutto il mondo qui, ma anche di San Giovanni Paolo II. Colpisce veder che in ogni angolo di una strada che si gira c’è un’immagine, un ricordo di Karol Wojtyla. Che cosa rappresenta per lei vedere questa Gmg che ha un Papa qui ed uno che dal Cielo benedice questi giovani?</p> <p>R. – Sulle fotografie non c’è Papa Francesco, perché lui non desidera questo, così come sulle medaglie. Papa Giovanni Paolo II non può proibire questo. Non può! Ma vogliamo mostrare due grandi Apostoli della Misericordia, perché nessuno sapeva che proprio queste giornate sarebbero cadute nell’Anno della Misericordia. Così anche lungo le strade, c’è immagine degli Apostoli: Faustina e Giovanni Paolo II.</p> <p>D. – Lei prima faceva riferimento a quella Gmg di Czestochowa, dove per la prima volta i giovani di un mondo che era separato hanno potuto finalmente unirsi ai giovani dell’altra parte del mondo. Anche oggi il mondo vive tante divisioni, anche l’Europa negli ultimi mesi vive momenti anche di terrore e di violenza. Che segno può dare allora una Gmg come questa, proprio in questo momento?</p> <p>R. – Io spero che possa essere un grande segno che parte dai giovani, uniti; dai giovani che vogliono la pace e che vivono con grande solidarietà e simpatia. Penso che da qui debba partire un grido per la pace e la buona convivenza  tra i popoli e le nazioni. È interessante: prima della Seconda Guerra Mondiale Gesù Cristo è apparso a suor Faustina dicendo che il mondo non avrebbe avuto la pace se non si fosse volto alla Misericordia. Adesso, di nuovo, questa devozione cresce in tutto il mondo. In che modo il Signore vorrebbe mostrare la strada? Volete la pace? Rivolgetevi alla Misericordia. Il nostro desiderio per compiere la volontà di Gesù, è dare alla gioventù che viene il fuoco della Misericordia, cioè il fuoco della pace e della convivenza pacifica tra i popoli e le nazioni.</p> <p>D. – Si chiede sempre cosa dà il Papa, cosa danno vescovi ai giovani. Che cosa pensa che invece i giovani, anche in questa Gmg, daranno alla Chiesa, anche al Papa, a lei, ai pastori della Polonia ma di tutto il mondo che sono qui e li accompagnano? Si dice addirittura che mai dopo il Concilio Vaticano c’è stato un evento che ha potuto riunire un così grande numero di vescovi …</p> <p>R. – Spero in un risveglio nella Chiesa. La Chiesa, soprattutto nei diversi Paesi, deve svegliarsi perché da parte dei giovani arriva il grido. Noi vogliamo una Chiesa autentica, povera e un grido per tornare all’autenticità della Chiesa dei primi secoli.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/card_dziwisz_gmg_sia_segno_di_pace_e_di_unità_per_il_mondo/1246838">(Da Radio Vaticana)</a>Vaticano: accordo di copperazione tra Aif e Banca d'Italia2016-07-26T15:15:29+00:00http://www.news.va/it/news/vaticano-accordo-di-copperazione-tra-aif-e-banca-d L’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) e la Banca d’Italia hanno concluso un accordo di cooperazione finalizzato a facilitare, su base di reciprocità, lo scambio di informazioni in materia di vigilanza finanziaria. “L’accordo – riferisce una nota pubblicata dalla Sala Stampa vaticana - consente ad entrambe le Autorità di ampliare i canali informativi per vigilare sui rapporti tra gli intermediari italiani e gli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano. Sono state previste, tra le altre, clausole sulla riservatezza e sull’utilizzo delle informazioni.  Questo accordo di cooperazione segue quello già siglato tra l’AIF e l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per l’Italia nel 2013 per la collaborazione nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”.  L’accordo è stato firmato, per l’AIF, dal presidente René Brülhart e dal direttore Tommaso Di Ruzza; e per la Banca d’Italia, dal governatore Ignazio Visco e dal capo del Dipartimento Vigilanza, Carmelo Barbagallo. “L’accordo stabilisce un canale istituzionale per lo scambio di informazioni tra l’AIF e la Banca d’Italia, che rafforza ulteriormente la cooperazione bilaterale tra Santa Sede e Italia nella comune lotta contro gli illeciti di natura finanziaria” ha affermato il presidente dell’AIF, Brülhart. “Si tratta di un importante passo con il quale le due Autorità di vigilanza potranno monitorare le relazioni tra i rispettivi enti vigilati, favorendo la trasparenza delle attività e la stabilità dei due sistemi finanziari, obiettivi cruciali considerato anche l’attuale scenario europeo e internazionale”, ha affermato il direttore dell’AIF, Di Ruzza. L’AIF è l’Autorità competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la vigilanza e regolamentazione finanziaria e per l’intelligence finanziaria, istituita da Papa Benedetto XVI il 30 dicembre 2010 e consolidata da Papa Francesco con lo Statuto del 15 novembre 2013. L’AIF ha sinora siglato accordi di cooperazione con le Autorità di vigilanza di vari Stati esteri, fra i quali Brasile, Germania, Lussemburgo, Polonia e Stati Uniti d’America. Nella funzione di Autorità competente per l’informazione finanziaria, è nel “Gruppo Egmont” dal 2013 e ha siglato accordi di cooperazione con le Unità di Informazione Finanziaria (UIF) di vari Stati esteri, fra i quali Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cipro, Cuba, Francia, Germania, Italia, Lichtenstein, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Paraguay, Perù, Polonia, Regno Unito, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Ungheria. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/04/28/AP3421179_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>L’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) e la Banca d’Italia hanno concluso un accordo di cooperazione finalizzato a facilitare, su base di reciprocità, lo scambio di informazioni in materia di vigilanza finanziaria. “L’accordo – riferisce una nota pubblicata dalla Sala Stampa vaticana - consente ad entrambe le Autorità di ampliare i canali informativi per vigilare sui rapporti tra gli intermediari italiani e gli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria nello Stato della Città del Vaticano. Sono state previste, tra le altre, clausole sulla riservatezza e sull’utilizzo delle informazioni. <span style="line-height: 1.6;">Questo accordo di cooperazione segue quello già siglato tra l’AIF e l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) per l’Italia nel 2013 per la collaborazione nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”. </span><span style="line-height: 1.6;">L’accordo è stato firmato, per l’AIF, dal presidente René Brülhart e dal direttore Tommaso Di Ruzza; e per la Banca d’Italia, dal governatore Ignazio Visco e dal capo del Dipartimento Vigilanza, Carmelo Barbagallo.</span></p> <p>“L’accordo stabilisce un canale istituzionale per lo scambio di informazioni tra l’AIF e la Banca d’Italia, che rafforza ulteriormente la cooperazione bilaterale tra Santa Sede e Italia nella comune lotta contro gli illeciti di natura finanziaria” ha affermato il presidente dell’AIF, Brülhart. “Si tratta di un importante passo con il quale le due Autorità di vigilanza potranno monitorare le relazioni tra i rispettivi enti vigilati, favorendo la trasparenza delle attività e la stabilità dei due sistemi finanziari, obiettivi cruciali considerato anche l’attuale scenario europeo e internazionale”, ha affermato il direttore dell’AIF, Di Ruzza.</p> <p>L’AIF è l’Autorità competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la vigilanza e regolamentazione finanziaria e per l’intelligence finanziaria, istituita da Papa Benedetto XVI il 30 dicembre 2010 e consolidata da Papa Francesco con lo Statuto del 15 novembre 2013.</p> <p>L’AIF ha sinora siglato accordi di cooperazione con le Autorità di vigilanza di vari Stati esteri, fra i quali Brasile, Germania, Lussemburgo, Polonia e Stati Uniti d’America. Nella funzione di Autorità competente per l’informazione finanziaria, è nel “Gruppo Egmont” dal 2013 e ha siglato accordi di cooperazione con le Unità di Informazione Finanziaria (UIF) di vari Stati esteri, fra i quali Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cipro, Cuba, Francia, Germania, Italia, Lichtenstein, Lussemburgo, Malta, Principato di Monaco, Norvegia, Paesi Bassi, Paraguay, Perù, Polonia, Regno Unito, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Ungheria.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/vaticano_accordo_di_copperazione_tra_aif_e_banca_ditalia/1246831">(Da Radio Vaticana)</a>A mons. Palombella e al Coro della Sistina l'ECHO Klassik 20162016-07-26T14:57:13+00:00http://www.news.va/it/news/a-mons-palombella-e-al-coro-della-sistina-lecho-kl Il Coro della Cappella Musicale Pontifica Sistina e il suo direttore, mons. Massimo Palombella, sono stati insigniti dell’“ECHO Klassik”, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali nel campo della musica classica, fondato nel 1994. A essere premiata in qualità di “Coir Performance of the Year” è stata l’opera “Cantate Domino”, il primo Cd registrato nella Cappella Sistina per la prestigiosa etichetta della “Deutsche grammophon”. Ad aggiudicarsi, assieme al Coro della Sistina, l’edizione 2016 del Premio sono stati anche alcuni dei massimi protagonisti della scena artistica, come il pianista russo Grigory Socholov e il violinista israeliano di origine polacca Pinchas Zuckerman. Come “Singer of the Year” premiata il soprano russo Anna Netrebko per la sua esecuzione del “Macbeth” di Giuseppe Verdi. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/12/10/ANSA918469_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Il Coro della Cappella Musicale Pontifica Sistina e il suo direttore, mons. Massimo Palombella, sono stati insigniti dell’“ECHO Klassik”, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali nel campo della musica classica, fondato nel 1994. A essere premiata in qualità di “Coir Performance of the Year” è stata l’opera “Cantate Domino”, il primo Cd registrato nella Cappella Sistina per la prestigiosa etichetta della “Deutsche grammophon”.</p> <p>Ad aggiudicarsi, assieme al Coro della Sistina, l’edizione 2016 del Premio sono stati anche alcuni dei massimi protagonisti della scena artistica, come il pianista russo Grigory Socholov e il violinista israeliano di origine polacca Pinchas Zuckerman. Come “Singer of the Year” premiata il soprano russo Anna Netrebko per la sua esecuzione del “Macbeth” di Giuseppe Verdi.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/a_mons_palombella_il_prestigioso_echo_klassik_2016/1246811">(Da Radio Vaticana)</a>Strage di disabili in Giappone: il dolore del Papa2016-07-26T14:24:08+00:00http://www.news.va/it/news/strage-di-disabili-in-giappone-il-dolore-del-papa Grande dolore il Papa ha espresso per la strage avvenuta stamani in Giappone, in un centro per disabili a Sagamihara, a circa 40 km a sud ovest di Tokyo, dove un uomo armato di coltello ha ucciso almeno 19 persone, ferendone oltre 40, alcune in modo grave. In un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, inviato all’arcivescovo di Tokyo Peter Takeo Okada, Papa Francesco esprime la sua vicinanza a quanti sono stati colpiti da questa tragedia, assicura le sue preghiere per le vittime e per la guarigione dei feriti. Quindi, in questo momento difficile, invoca la benedizione divina di pace e riconciliazione sulla nazione giapponese. Autore del massacro è un giovane 26enne, che fino allo scorso febbraio aveva lavorato nel centro e poi era stato licenziato. "Voglio liberare il mondo dai disabili", avrebbe detto l'aggressore che, secondo altre fonti, proponeva l'eutanasia per i portatori di handicap. L’allarme è scattato intorno alle 2.30 del mattino ora locale, quando dalla clinica che ospita 160 pazienti è partita la chiamata con richiesta di soccorso. Il killer dopo una breve fuga si è costituito in una stazione di polizia poco lontana dal luogo del massacro. L’arma con cui ha compiuto il delitto è stata ritrovata nella sua auto. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/07/26/EPA2154136_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Grande dolore il Papa ha espresso per la strage avvenuta stamani in Giappone, in un centro per disabili a Sagamihara, a circa 40 km a sud ovest di Tokyo, dove un uomo armato di coltello ha ucciso almeno 19 persone, ferendone oltre 40, alcune in modo grave.</p> <p>In un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, inviato all’arcivescovo di Tokyo Peter Takeo Okada, Papa Francesco esprime la sua vicinanza a quanti sono stati colpiti da questa tragedia, assicura le sue preghiere per le vittime e per la guarigione dei feriti. Quindi, in questo momento difficile, invoca la benedizione divina di pace e riconciliazione sulla nazione giapponese.</p> <p>Autore del massacro è un giovane 26enne, che fino allo scorso febbraio aveva lavorato nel centro e poi era stato licenziato. "Voglio liberare il mondo dai disabili", avrebbe detto l'aggressore che, secondo altre fonti, proponeva l'eutanasia per i portatori di handicap. L’allarme è scattato intorno alle 2.30 del mattino ora locale, quando dalla clinica che ospita 160 pazienti è partita la chiamata con richiesta di soccorso. Il killer dopo una breve fuga si è costituito in una stazione di polizia poco lontana dal luogo del massacro. L’arma con cui ha compiuto il delitto è stata ritrovata nella sua auto.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/strage_di_disabili_in_giappone_il_dolore_del_papa/1246801">(Da Radio Vaticana)</a>Papa: dolore e orrore per attacco a chiesa in Francia2016-07-26T12:58:19+00:00http://www.news.va/it/news/papa-dolore-e-orrore-per-attacco-a-chiesa-in-franc Dolore e orrore del Papa per quanto accaduto oggi in Francia, un anziano sacerdote e un fedele sgozzati da due uomini armati di coltello in una chiesa della Normandia. In un telegramma a firma del cardinal segretario di Stato Pietro Parolin, inviato all’arcivescovo Rouen, mons. Dominique Lebrun, il Papa si dice "sconvolto da questo atto di violenza" compiuto nel corso di una Messa, che è "azione liturgica che implora da Dio la sua pace per il mondo", e prega il Signore "di ispirare a tutti pensieri di riconciliazione e fraternità in questa nuova prova". Ascoltiamo  il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi : "E’ una nuova notizia terribile, che si aggiunge purtroppo ad una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione.  Seguiamo la situazione e attendiamo ulteriori informazioni per comprendere meglio ciò che è avvenuto. Il Papa è informato e partecipa al dolore e all’orrore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite. Siamo particolarmente colpiti perché questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l’amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e il coinvolgimento dei fedeli.  Siamo vicini alla Chiesa in Francia, alla Arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese". Da parte sua, il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha manifestato la sua partecipazione alla “grande prova che la comunità cattolica della Francia vive oggi” ed esprime “la sua comunione spirituale e la sua solidarietà nella speranza”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/07/26/AFP5560117_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Dolore e orrore del Papa per quanto accaduto oggi in Francia, un anziano sacerdote e un fedele sgozzati da due uomini armati di coltello in una chiesa della Normandia. In un telegramma a firma del cardinal segretario di Stato Pietro Parolin, inviato all’arcivescovo Rouen, mons. Dominique Lebrun, il Papa si dice "sconvolto da questo atto di violenza" compiuto nel corso di una Messa, che è "azione liturgica che implora da Dio la sua pace per il mondo", e prega il Signore "di ispirare a tutti pensieri di riconciliazione e fraternità in questa nuova prova". Ascoltiamo<span style="line-height: 1.6;"> il direttore della Sala Stampa vaticana, <strong>padre Federico Lombardi</strong>:</span></p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_7774307" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540847.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540847.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></p> <p>"E’ una nuova notizia terribile, che si aggiunge purtroppo ad una serie di violenze che in questi giorni ci hanno già sconvolto, creando immenso dolore e preoccupazione. <span style="line-height: 1.6;">Seguiamo la situazione e attendiamo ulteriori informazioni per comprendere meglio ciò che è avvenuto.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Il Papa è informato e partecipa al dolore e all’orrore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite.</span></p> <p>Siamo particolarmente colpiti perché questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l’amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e il coinvolgimento dei fedeli. <span style="line-height: 1.6;">Siamo vicini alla Chiesa in Francia, alla Arcidiocesi di Rouen, alla comunità colpita, al popolo francese".</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Da parte sua, il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha manifestato la sua partecipazione alla “grande prova che la comunità cattolica della Francia vive oggi” ed esprime “la sua comunione spirituale e la sua solidarietà nella speranza”.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/p_lombardi_orrore_del_papa_per_attacco_a_chiesa_a_rouen/1246755">(Da Radio Vaticana)</a>Papa: cari giovani restiamo uniti perché la Gmg porti frutto2016-07-26T09:03:12+00:00http://www.news.va/it/news/francesco-domani-a-cracovia-oggi-messa-di-apertura Tutto pronto a Cracovia per l’arrivo, domani, di Papa Francesco, che in un tweet lanciato dal suo account @Pontifex scrive: "Cari giovani, rimaniamo uniti nella preghiera perché questa GMG sia ricca di frutti spirituali. Ci vediamo domani".  Una visita lungamente attesa, in occasione della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù nel Giubileo della Misericordia. Per la prima volta, il Pontefice argentino sarà nella terra natale di San Giovanni Paolo II. E proprio a Karol Wojtyla “artefice delle Gmg” sarà dedicata la cerimonia di apertura dell’evento con la Messa presieduta, stasera, dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il servizio del nostro inviato in Polonia, Alessandro Gisotti : “Bisogna portare al mondo il fuoco della misericordia”. L’esortazione di San Giovanni Paolo II torna oggi a risuonare nella sua Cracovia. Proprio all’iniziatore, l’artefice della Gmg, è infatti dedicata – alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco in terra polacca – la cerimonia d’apertura della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul tema “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Prima della grande Messa celebrata dallo storico segretario di Karol Wojtyla, l’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, si svolgerà un suggestivo pellegrinaggio della “Fiamma della Misericordia” che da Łagiewniki, luogo che richiama immediatamente Santa Faustina Kowalska, arriverà al grande parco di Błonia, nel centro di Cracovia, dove verrà appunto celebrata la Messa d’inizio della Gmg. Nel suo percorso, la fiamma della misericordia toccherà tutti i luoghi significativi della vita di San Giovanni Paolo II dalla chiesa di San Floriano dove fu giovane sacerdote alla Cattedrale sulla Collina del Wawel che, dal 1963 al 1978, fu la “sua” chiesa quando era pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Alla Messa – in cui si prevede la partecipazione di oltre 500 mila giovani – saranno presenti, come è tradizione, i simboli della Giornata Mondiale della Gioventù: la Croce e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani, mentre alcuni giovani indosseranno le magliette con i loghi delle scorse edizioni delle Gmg. La città, con i suoi lunghi viali e grandi parchi, è già invasa pacificamente da una moltitudine di ragazzi festosi, mentre per garantire la sicurezza degli eventi le autorità hanno previsto lo schieramento di 40 mila membri delle forze dell’ordine. Con la cerimonia d’apertura di stasera si farà dunque visibile quel “mosaico di misericordia e armonia” di cui Francesco ha parlato pochi giorni fa nel videomessaggio alla Polonia. Un mosaico che domani, con l’arrivo del Papa, si arricchirà di una tessera fondamentale in questo Anno Santo che proprio a Cracovia, “capitale della divina misericordia”, vivrà il suo Giubileo dei Giovani. Grande, ovviamente, il risalto che tutti i media polacchi riservano alla visita imminente di Francesco, dieci anni dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI e 14 anni dopo l’ultima visita di Karol Wojtyla nella sua Polonia, visitata ben 9 volte durante il suo Pontificato. In qualche modo, il 15.mo viaggio apostolico internazionale di Papa Bergoglio si declina in tre dimensioni: oltre agli eventi della Gmg, infatti, emerge l’incontro del Papa con la Chiesa e la nazione polacca, nel 1050.mo anniversario del Battesimo della Polonia, e naturalmente la visita ad Auschwitz-Birkenau, contrassegnata dal silenzio e dalla preghiera. Un momento toccante, per il quale il Pontefice ha chiesto il “dono delle lacrime”, e che si preannuncia tra le tappe più significative non solo di questo viaggio, ma di tutto il Pontificato di Papa Francesco. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/07/25/EPA2153815_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Tutto pronto a Cracovia per l’arrivo, domani, di Papa Francesco, che in un tweet lanciato dal suo account @Pontifex scrive: "Cari giovani, rimaniamo uniti nella preghiera perché questa GMG sia ricca di frutti spirituali. Ci vediamo domani". <span style="line-height: 1.6;">Una visita lungamente attesa, in occasione della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù nel Giubileo della Misericordia. Per la prima volta, il Pontefice argentino sarà nella terra natale di San Giovanni Paolo II. E proprio a Karol Wojtyla “artefice delle Gmg” sarà dedicata la cerimonia di apertura dell’evento con la Messa presieduta, stasera, dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il servizio del nostro inviato in Polonia,</span><strong style="line-height: 1.6;"> Alessandro Gisotti</strong><span style="line-height: 1.6;">:</span></p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_7773463" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540786.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540786.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Bisogna portare al mondo il fuoco della misericordia”. L’esortazione di San Giovanni Paolo II torna oggi a risuonare nella sua Cracovia. Proprio all’iniziatore, l’artefice della Gmg, è infatti dedicata – alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco in terra polacca – la cerimonia d’apertura della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul tema “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Prima della grande Messa celebrata dallo storico segretario di Karol Wojtyla, l’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, si svolgerà un suggestivo pellegrinaggio della “Fiamma della Misericordia” che da Łagiewniki, luogo che richiama immediatamente Santa Faustina Kowalska, arriverà al grande parco di Błonia, nel centro di Cracovia, dove verrà appunto celebrata la Messa d’inizio della Gmg.</span></p> <p>Nel suo percorso, la fiamma della misericordia toccherà tutti i luoghi significativi della vita di San Giovanni Paolo II dalla chiesa di San Floriano dove fu giovane sacerdote alla Cattedrale sulla Collina del Wawel che, dal 1963 al 1978, fu la “sua” chiesa quando era pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Alla Messa – in cui si prevede la partecipazione di oltre 500 mila giovani – saranno presenti, come è tradizione, i simboli della Giornata Mondiale della Gioventù: la Croce e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani, mentre alcuni giovani indosseranno le magliette con i loghi delle scorse edizioni delle Gmg. La città, con i suoi lunghi viali e grandi parchi, è già invasa pacificamente da una moltitudine di ragazzi festosi, mentre per garantire la sicurezza degli eventi le autorità hanno previsto lo schieramento di 40 mila membri delle forze dell’ordine. Con la cerimonia d’apertura di stasera si farà dunque visibile quel “mosaico di misericordia e armonia” di cui Francesco ha parlato pochi giorni fa nel videomessaggio alla Polonia. Un mosaico che domani, con l’arrivo del Papa, si arricchirà di una tessera fondamentale in questo Anno Santo che proprio a Cracovia, “capitale della divina misericordia”, vivrà il suo Giubileo dei Giovani.</p> <p>Grande, ovviamente, il risalto che tutti i media polacchi riservano alla visita imminente di Francesco, dieci anni dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI e 14 anni dopo l’ultima visita di Karol Wojtyla nella sua Polonia, visitata ben 9 volte durante il suo Pontificato. In qualche modo, il 15.mo viaggio apostolico internazionale di Papa Bergoglio si declina in tre dimensioni: oltre agli eventi della Gmg, infatti, emerge l’incontro del Papa con la Chiesa e la nazione polacca, nel 1050.mo anniversario del Battesimo della Polonia, e naturalmente la visita ad Auschwitz-Birkenau, contrassegnata dal silenzio e dalla preghiera. Un momento toccante, per il quale il Pontefice ha chiesto il “dono delle lacrime”, e che si preannuncia tra le tappe più significative non solo di questo viaggio, ma di tutto il Pontificato di Papa Francesco.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/26/papa_cari_giovani_restiamo_uniti_perché_la_gmg_porti_frutto/1246664">(Da Radio Vaticana)</a>Alla vigilia della visita del Papa ad Auschwitz - Da simbolo dello sterminio a luogo di rinascita2016-07-25T11:48:36+00:00http://www.news.va/it/news/alla-vigilia-della-visita-del-papa-ad-auschwitz-daFra qualche giorno Papa Francesco visiterà l’ex campo di sterminio tedesco di Auschwitz-Birkenau e gli occhi del mondo intero saranno ancora una volta rivolti al simbolo più sconvolgente del xx secolo e al destino che degli esseri umani hanno riservato ad altri esseri umani. Giovanni Paolo ii e Benedetto xvi erano venuti in questo luogo con una preghiera prima che diventassero successori di Pietro e avevano portato la loro esperienza personale della guerra, ma anche la storia dei loro popoli, quello polacco e quello tedesco, in ognuno dei quali c’era la presenza della diaspora ebraica. Lo sterminio degli ebrei realizzato dai tedeschi in terra polacca ha cambiato per sempre il loro destino, ma anche il destino delle altre nazioni, tra cui anche la nostra. Il noto giornalista israeliano Yossi Halevi ha osservato una volta che Giovanni Paolo II — ovunque andasse in pellegrinaggio, si incontrava con i rappresentanti di due sole nazioni: dei polacchi e degli ebrei. Ciò dimostra quanto sia forte il legame che ci unisce. Quando 1050 anni fa iniziò la storia della Polonia cristiana, nel suo territorio gli ebrei erano già presenti. Ibrāhīm ibn Yaʿqūb, un mercante e viaggiatore originario dalla lontana Spagna del X secolo, scrive che «il Paese di Mieszko è quello più ampio dei paesi slavi» e la sua relazione di viaggio è entrata a far parte della nostra storia. Poco dopo, gli ebrei, espulsi dall’Europa occidentale, trovano rifugio nella Repubblica polacca. I loro diritti sono regolati dai privilegi reali, emessi dal 1264 al 1367. Il nome ebraico del nostro Paese, Po-lin è spiegato come un luogo preparato da Dio. Oggi, a portare questo nome è il moderno Museo di storia degli ebrei polacchi a Varsavia. Un luogo che ha lo scopo di mostrare lo sviluppo della cultura, della scienza e della spiritualità ebraiche che irradiavano verso il mondo intero da centri come Vilnius o Lublino, una volta chiamati “la Gerusalemme del Nord”. Il museo mostra luci e ombre della storia degli ebrei polacchi. La spartizione della Polonia compiuta alla fine del xviii secolo dalle potenze limitrofe, che si avvalgono abilmente della presenza nel territorio polacco di varie minoranze nazionali, cambia in modo drammatico la situazione del Paese. Poi, è il tempo delle due guerre mondiali. Lo sterminio degli ebrei e la loro assenza nel mondo del dopoguerra ha un significato speciale per la Polonia perché la sua comunità è rimasta orfana in un due modi diversi: i nazisti tedeschi sterminarono i “nostri” ebrei, mentre i bolscevichi russi sterminarono a Katyń la nostra élite intellettuale. Inoltre, durante i 45 anni di schiavitù comunista la verità sulla storia fu sistematicamente distorta, anche circa l’attività del movimento organizzato dallo Stato clandestino polacco per salvare gli ebrei, evento unico nell’Europa in guerra. Di quella politica ipocrita fu vittima in modo eccezionale anche la comunità dei fedeli della Chiesa cattolica che a causa delle restrizioni politiche vigenti a quei tempi non aveva né la possibilità di portare la propria testimonianza sui fatti, né la possibilità di partecipare in maniera attiva all’azione post-conciliare volta a trasformare i rapporti tra il cristianesimo e l’ebraismo. Solo dopo la caduta del comunismo, cioè dopo il 1989, hanno potuto esprimersi in modo libero e indipendente sia i gruppi di dialogo cattolico-ebraico che le stesse comunità religiose ebraiche (che ora sono otto con due filiali, e hanno scuole, cori, club e associazioni). di Barbara Sułek-Kowalska Membro del Comitato dell’Episcopato di Polonia per il dialogo con l’ebraismo...<p style="text-align: justify;">Fra qualche giorno Papa Francesco visiterà l’ex campo di sterminio tedesco di Auschwitz-Birkenau e gli occhi del mondo intero saranno ancora una volta rivolti al simbolo più sconvolgente del xx secolo e al destino che degli esseri umani hanno riservato ad altri esseri umani. Giovanni Paolo ii e Benedetto xvi erano venuti in questo luogo con una preghiera prima che diventassero successori di Pietro e avevano portato la loro esperienza personale della guerra, ma anche la storia dei loro popoli, quello polacco e quello tedesco, in ognuno dei quali c’era la presenza della diaspora ebraica.</p><p><img alt="Una strada del quartiere ebraico ricostruita nel Museo Polin di Varsavia" src="/vaticanresources/images/90a777b97989bc5d7099f465c1b6ff15.jpg" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" title="Una strada del quartiere ebraico ricostruita nel Museo Polin di Varsavia"/></p><p style="text-align: justify;"> Lo sterminio degli ebrei realizzato dai tedeschi in terra polacca ha cambiato per sempre il loro destino, ma anche il destino delle altre nazioni, tra cui anche la nostra. Il noto giornalista israeliano Yossi Halevi ha osservato una volta che Giovanni Paolo II — ovunque andasse in pellegrinaggio, si incontrava con i rappresentanti di due sole nazioni: dei polacchi e degli ebrei. Ciò dimostra quanto sia forte il legame che ci unisce. </p><p style="text-align: justify;">Quando 1050 anni fa iniziò la storia della Polonia cristiana, nel suo territorio gli ebrei erano già presenti. Ibrāhīm ibn Yaʿqūb, un mercante e viaggiatore originario dalla lontana Spagna del X secolo, scrive che «il Paese di Mieszko è quello più ampio dei paesi slavi» e la sua relazione di viaggio è entrata a far parte della nostra storia. Poco dopo, gli ebrei, espulsi dall’Europa occidentale, trovano rifugio nella Repubblica polacca. I loro diritti sono regolati dai privilegi reali, emessi dal 1264 al 1367. Il nome ebraico del nostro Paese, Po-lin è spiegato come un luogo preparato da Dio. Oggi, a portare questo nome è il moderno Museo di storia degli ebrei polacchi a Varsavia. Un luogo che ha lo scopo di mostrare lo sviluppo della cultura, della scienza e della spiritualità ebraiche che irradiavano verso il mondo intero da centri come Vilnius o Lublino, una volta chiamati “la Gerusalemme del Nord”. Il museo mostra luci e ombre della storia degli ebrei polacchi.</p><p style="text-align: justify;">La spartizione della Polonia compiuta alla fine del xviii secolo dalle potenze limitrofe, che si avvalgono abilmente della presenza nel territorio polacco di varie minoranze nazionali, cambia in modo drammatico la situazione del Paese. Poi, è il tempo delle due guerre mondiali.</p><p style="text-align: justify;">Lo sterminio degli ebrei e la loro assenza nel mondo del dopoguerra ha un significato speciale per la Polonia perché la sua comunità è rimasta orfana in un due modi diversi: i nazisti tedeschi sterminarono i “nostri” ebrei, mentre i bolscevichi russi sterminarono a Katyń la nostra élite intellettuale. Inoltre, durante i 45 anni di schiavitù comunista la verità sulla storia fu sistematicamente distorta, anche circa l’attività del movimento organizzato dallo Stato clandestino polacco per salvare gli ebrei, evento unico nell’Europa in guerra. Di quella politica ipocrita fu vittima in modo eccezionale anche la comunità dei fedeli della Chiesa cattolica che a causa delle restrizioni politiche vigenti a quei tempi non aveva né la possibilità di portare la propria testimonianza sui fatti, né la possibilità di partecipare in maniera attiva all’azione post-conciliare volta a trasformare i rapporti tra il cristianesimo e l’ebraismo. </p><p style="text-align: justify;">Solo dopo la caduta del comunismo, cioè dopo il 1989, hanno potuto esprimersi in modo libero e indipendente sia i gruppi di dialogo cattolico-ebraico che le stesse comunità religiose ebraiche (che ora sono otto con due filiali, e hanno scuole, cori, club e associazioni).</p><p style="text-align: right;">di Barbara Sułek-Kowalska<br/>Membro del Comitato dell’Episcopato di Polonia per il dialogo con l’ebraismo</p>Papa: Monaco e Kabul, deplorevoli atti di terrorismo. A Gmg, uniti nella preghiera2016-07-24T12:56:25+00:00http://www.news.va/it/news/papa-monaco-e-kabul-deplorevoli-atti-di-terrorismo Il pensiero ai “deplorevoli” atti di terrorismo e di violenza di Monaco di Baviera, in Germania, e di Kabul, in Afghanistan. La preghiera per l’imminente Gmg di Cracovia. Il senso della preghiera del Padre Nostro, che con Gesù ci aiuta a capire come non si possa vivere senza pane, senza perdono e senza l’aiuto di Dio nelle tentazioni. E' l'Angelus di Papa Francesco, recitato oggi in Piazza San Pietro. Il servizio di Giada Aquilino : Sono “deplorevoli” gli atti di terrorismo e di violenza che in queste ore hanno scosso “il nostro animo”. All’Angelus domenicale, il Papa pensa ai “drammatici eventi” di Monaco, in Germania, con la strage di venerdì pomeriggio che ha causato 10 morti, compreso il giovane killer, e di Kabul, in Afghanistan, dove un duplice attentato ha provocato ieri oltre 80 vittime. Francesco si dice “vicino” ai familiari degli scomparsi e ai feriti. E prega con i presenti: “Vi invito ad unirvi alla mia preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di bene e di fraternità. Quanto più sembrano insormontabili le difficoltà e oscure le prospettive di sicurezza e di pace, tanto più insistente deve farsi la nostra preghiera”. Nella domenica in cui il Vangelo di Luca invita a riflettere sul senso della preghiera a Dio, il “Padre Nostro”, Papa Francesco ricorda che il Signore “conosce meglio di noi stessi” le nostre necessità, ma vuole che gliele presentiamo “con audacia e con insistenza”, perché questo è il nostro modo di partecipare alla sua “opera di salvezza”: “La preghiera è il primo e principale ‘strumento di lavoro’ nelle nostre mani! Insistere con Dio non serve a convincerlo, ma a irrobustire la nostra fede e la nostra pazienza, cioè la nostra capacità di lottare insieme a Dio per le cose davvero importanti e necessarie. Nella preghiera siamo in due: Dio e io a lottare insieme per le cose importanti”. La preghiera di Gesù e quindi la preghiera cristiana, ricorda, sono prima di tutto “un fare posto a Dio”, lasciandogli manifestare la sua santità in noi e facendo avanzare il suo regno, a partire dalla possibilità di esercitare “la sua signoria d’amore nella nostra vita”. Lo si comprende quando Gesù insegna ai discepoli il “Padre Nostro”, da cui emergono tre “necessità fondamentali”: il pane, il perdono e l’aiuto nelle tentazioni. “Non si può vivere senza pane, non si può vivere senza perdono e non si può vivere senza l’aiuto di Dio nelle tentazioni”. Perché il pane “è quello necessario”, “giusto”, “non il superfluo”: è quello dei pellegrini, “che non si accumula e non si spreca, che non appesantisce la nostra marcia”. Il perdono - prosegue il Papa - è, prima di tutto, quello che noi stessi riceviamo da Dio: “Soltanto la consapevolezza di essere peccatori perdonati dall’infinita misericordia divina può renderci capaci di compiere concreti gesti di riconciliazione fraterna. Se una persona non si sente peccatore perdonato, mai potrà fare un gesto di perdono o di riconciliazione. Si comincia dal cuore dove ci si sente peccatore perdonato”. Il Pontefice cita quindi “la consapevolezza della nostra condizione, sempre esposta alle insidie del male e della corruzione”: tutti – osserva – “conosciamo cosa è una tentazione”. Esorta poi a chiedere al Padre lo Spirito Santo: “Serve a vivere bene, a vivere con sapienza e amore, facendo la volontà di Dio. Che bella preghiera sarebbe, in questa settimana, che ognuno di noi chiedesse al Padre: ‘Padre, dammi lo Spirito Santo’”. Lo dimostra la Madonna “con la sua esistenza”, aggiunge Francesco, auspicando che la Vergine ci aiuti a pregare “per vivere non in maniera mondana, ma secondo il Vangelo, guidati dallo Spirito Santo”. Quindi, al termine della preghiera mariana, osserva che in questi giorni tanti giovani, da ogni parte del mondo, si stanno incamminando verso Cracovia, per la trentunesima Giornata Mondiale della Gioventù. Il Papa li raggiungerà mercoledì prossimo, per celebrare “con loro e per loro” - sottolinea - il Giubileo della Misericordia, “con l’intercessione di San Giovanni Paolo II”: “Vi chiedo di accompagnarci con la preghiera. Fin da ora saluto e ringrazio quanti stanno lavorando per accogliere i giovani pellegrini, con numerosi vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici. Un pensiero speciale rivolgo ai tantissimi loro coetanei che, non potendo essere presenti di persona, seguiranno l’evento attraverso i mezzi di comunicazione. Saremo tutti uniti nella preghiera”! Nei saluti finali, un pensiero ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro e provenienti dall’Italia e da altri Paesi, in particolare per i giovani di Valperga e Pertusio Canavese, Torino: “Continuate a provare a vivere e non vivacchiare, come avete scritto sulla vostra maglietta”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/07/18/OSSROM127872_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Il pensiero ai “deplorevoli” atti di terrorismo e di violenza di Monaco di Baviera, in Germania, e di Kabul, in Afghanistan. La preghiera per l’imminente Gmg di Cracovia. Il senso della preghiera del Padre Nostro, che con Gesù ci aiuta a capire come non si possa vivere senza pane, senza perdono e senza l’aiuto di Dio nelle tentazioni. E' l'Angelus di Papa Francesco, recitato oggi in Piazza San Pietro. Il servizio di <strong>Giada Aquilino</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_7759462" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540617.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00540617.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></p> <p>Sono “deplorevoli” gli atti di terrorismo e di violenza che in queste ore hanno scosso “il nostro animo”. All’Angelus domenicale, il Papa pensa ai “drammatici eventi” di Monaco, in Germania, con la strage di venerdì pomeriggio che ha causato 10 morti, compreso il giovane killer, e di Kabul, in Afghanistan, dove un duplice attentato ha provocato ieri oltre 80 vittime. Francesco si dice “vicino” ai familiari degli scomparsi e ai feriti. E prega con i presenti:</p> <p>“Vi invito ad unirvi alla mia preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di bene e di fraternità. Quanto più sembrano insormontabili le difficoltà e oscure le prospettive di sicurezza e di pace, tanto più insistente deve farsi la nostra preghiera”.</p> <p>Nella domenica in cui il Vangelo di Luca invita a riflettere sul senso della preghiera a Dio, il “Padre Nostro”, Papa Francesco ricorda che il Signore “conosce meglio di noi stessi” le nostre necessità, ma vuole che gliele presentiamo “con audacia e con insistenza”, perché questo è il nostro modo di partecipare alla sua “opera di salvezza”:</p> <p>“La preghiera è il primo e principale ‘strumento di lavoro’ nelle nostre mani! Insistere con Dio non serve a convincerlo, ma a irrobustire la nostra fede e la nostra pazienza, cioè la nostra capacità di lottare insieme a Dio per le cose davvero importanti e necessarie. Nella preghiera siamo in due: Dio e io a lottare insieme per le cose importanti”.</p> <p>La preghiera di Gesù e quindi la preghiera cristiana, ricorda, sono prima di tutto “un fare posto a Dio”, lasciandogli manifestare la sua santità in noi e facendo avanzare il suo regno, a partire dalla possibilità di esercitare “la sua signoria d’amore nella nostra vita”. Lo si comprende quando Gesù insegna ai discepoli il “Padre Nostro”, da cui emergono tre “necessità fondamentali”: il pane, il perdono e l’aiuto nelle tentazioni.</p> <p>“Non si può vivere senza pane, non si può vivere senza perdono e non si può vivere senza l’aiuto di Dio nelle tentazioni”.</p> <p>Perché il pane “è quello necessario”, “giusto”, “non il superfluo”: è quello dei pellegrini, “che non si accumula e non si spreca, che non appesantisce la nostra marcia”. Il perdono - prosegue il Papa - è, prima di tutto, quello che noi stessi riceviamo da Dio:</p> <p>“Soltanto la consapevolezza di essere peccatori perdonati dall’infinita misericordia divina può renderci capaci di compiere concreti gesti di riconciliazione fraterna. Se una persona non si sente peccatore perdonato, mai potrà fare un gesto di perdono o di riconciliazione. Si comincia dal cuore dove ci si sente peccatore perdonato”.</p> <p>Il Pontefice cita quindi “la consapevolezza della nostra condizione, sempre esposta alle insidie del male e della corruzione”: tutti – osserva – “conosciamo cosa è una tentazione”. Esorta poi a chiedere al Padre lo Spirito Santo:</p> <p>“Serve a vivere bene, a vivere con sapienza e amore, facendo la volontà di Dio. Che bella preghiera sarebbe, in questa settimana, che ognuno di noi chiedesse al Padre: ‘Padre, dammi lo Spirito Santo’”.</p> <p>Lo dimostra la Madonna “con la sua esistenza”, aggiunge Francesco, auspicando che la Vergine ci aiuti a pregare “per vivere non in maniera mondana, ma secondo il Vangelo, guidati dallo Spirito Santo”. Quindi, al termine della preghiera mariana, osserva che in questi giorni tanti giovani, da ogni parte del mondo, si stanno incamminando verso Cracovia, per la trentunesima Giornata Mondiale della Gioventù. Il Papa li raggiungerà mercoledì prossimo, per celebrare “con loro e per loro” - sottolinea - il Giubileo della Misericordia, “con l’intercessione di San Giovanni Paolo II”:</p> <p>“Vi chiedo di accompagnarci con la preghiera. Fin da ora saluto e ringrazio quanti stanno lavorando per accogliere i giovani pellegrini, con numerosi vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici. Un pensiero speciale rivolgo ai tantissimi loro coetanei che, non potendo essere presenti di persona, seguiranno l’evento attraverso i mezzi di comunicazione. Saremo tutti uniti nella preghiera”!</p> <p>Nei saluti finali, un pensiero ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro e provenienti dall’Italia e da altri Paesi, in particolare per i giovani di Valperga e Pertusio Canavese, Torino:</p> <p>“Continuate a provare a vivere e non vivacchiare, come avete scritto sulla vostra maglietta”.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/24/papa_monaco_e_kabul,_deplorevoli_atti_di_terrorismo/1246374">(Da Radio Vaticana)</a>

  
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