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News.vahttp://www.news.va/2015-03-29T11:49:10+00:00Angelus: il pensiero del Papa a vittime di aereo e alla GMG2015-03-29T11:49:10+00:00http://www.news.va/it/news/angelus-il-pensiero-del-papa-a-vittime-di-aereo-e All’Angelus, il pensiero del Papa alle vittime della sciagura aerea di martedì scorso, tra le quali vi era anche un gruppo di studenti tedeschi. E proprio ai giovani Francesco ha rivolto il saluto particolare alla preghiera mariana ricordando l'odierna Giornata diocesana della gioventù e dando a ppuntamento per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, nel 2016 a Cracovia. Papa Francesco ha ricordato che Cracovia è la patria di san Giovanni Paolo II, iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù. E del tema, «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia, ha detto: “Si intona bene con l’Anno Santo della Misericordia. Lasciatevi riempire dalla tenerezza del Padre, per diffonderla intorno a voi!” Nella preghiera a Maria, l’invocazione “a vivere con fede la Settimana Santa”, ricordando che “anche Lei era presente quando Gesù entrò in Gerusalemme acclamato dalla folla; ma il suo cuore, come quello del Figlio, era pronto al sacrificio”. Migliaia le persone in Piazza per questa Domenica delle Palme. Tra loro, pensieri e emozioni.   (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/03/29/AP2815742_LancioGrande.jpg" title=""/> <p><span style="line-height: 1.6;">All’Angelus, il pensiero del Papa alle vittime della sciagura aerea di martedì scorso, tra le quali vi era anche un gruppo di studenti tedeschi. E proprio ai giovani Francesco ha rivolto il saluto particolare alla preghiera mariana ricordando l'odierna Giornata diocesana della gioventù e dando a</span><span style="line-height: 1.6;">ppuntamento per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, nel 2016 a Cracovia. Papa Francesco ha ricordato che Cracovia è la patria di san Giovanni Paolo II, iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù. E del tema, «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia, ha detto:</span></p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_3578625" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00471390.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Si intona bene con l’Anno Santo della Misericordia. Lasciatevi riempire dalla tenerezza del Padre, per diffonderla intorno a voi!”</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Nella preghiera a Maria, l’invocazione “a vivere con fede la Settimana Santa”, ricordando che “anche Lei era presente quando Gesù entrò in Gerusalemme acclamato dalla folla; ma il suo cuore, come quello del Figlio, era pronto al sacrificio”. Migliaia le persone in Piazza per questa Domenica delle Palme. Tra loro, pensieri e emozioni.</span></p> <p> </p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/03/29/angelus_il_pensiero_del_papa_a_vittime_aereo_e_gmg/1133064">(Da Radio Vaticana)</a>Umiltà è la via di Dio: Francesco nella Domenica delle Palme2015-03-29T11:06:09+00:00http://www.news.va/it/news/umilta-e-la-via-di-dio-francesco-nella-domenica-de Non esiste umiltà senza umiliazione. Papa Francesco, nella Domenica delle Palme che apre alla Settimana Santa, ricorda che “Dio si umilia per camminare con il suo popolo” e sottolinea “l’umiliazione di quanti, per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati”. Questa – dice – è la via per seguire Gesù e per vivere la Settimana Santa. Il servizio di Fausta Speranza: “Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio”, chiarisce Papa Francesco. E ammette:  “Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai!”. Francesco afferma: con la celebrazione delle Palme che “appare festosa” si apre la Settimana della Passione di Gesù. Sulla “via dolorosa e sotto la croce, - ci ricorda - sentiremo gli insulti della gente e dei capi”. Lo vedremo, disprezzato, deriso, tradito, abbandonato, schernito. Solo se anche noi “andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù – ci chiarisce il Papa – vivremo una Settimana davvero Santa. Francesco ribadisce: “Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione”. “Dio si umilia per camminare con il suo popolo, - dice - per sopportare le sue infedeltà”. Cita il Libro dell’Esodo, le lamentele del popolo che il Padre aveva fatto “uscire dalla condizione di schiavitù e guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà”. “Umiltà – spiega Francesco - vuol dire servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, “svuotandosi”, come dice la Scrittura. “Questa – avverte il Papa - è l’umiliazione più grande”. E il Papa parla della strada contraria a quella di Cristo con una definizione precisa:  “mondanità”. E con caratteristiche precise:    “La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo… E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. E con Lui, con la sua grazia soltanto, col suo aiuto, anche noi possiamo vincere questa tentazione della vanità, della mondanità, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita”. “Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada, - incoraggia Francesco - con tanto amore per Lui, il nostro Signore e Salvatore”. Inoltre - ci dice Francesco - “ci aiuta e ci conforta in questo l’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile…”. E poi il pensiero a “quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona”. E ai cristiani perseguitati: “E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: ce ne sono tanti! Non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. Lo seguono sulla sua via. Possiamo parlare in verità di “un nugolo di testimoni”: i martiri di oggi ”. Francesco non ha dubbi: sulla via dell’umiltà di Dio, “sarà l’amore a guidarci e a darci forza". (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/03/29/AP2815641_LancioGrande.jpg" title=""/> <p><span style="line-height: 1.6;">Non esiste umiltà senza umiliazione. Papa Francesco, nella Domenica delle Palme che apre alla Settimana Santa, ricorda che “Dio si umilia per camminare con il suo popolo” e sottolinea “l’umiliazione di quanti, per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati”. Questa – dice – è la via per seguire Gesù e per vivere la Settimana Santa. Il servizio di <strong>Fausta Speranza:</strong></span></p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_3578287" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00471386.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p>“Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio”, chiarisce Papa Francesco. E ammette: </p> <p>“Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai!”.</p> <p>Francesco afferma: con la celebrazione delle Palme che “appare festosa” si apre la Settimana della Passione di Gesù. Sulla “via dolorosa e sotto la croce, - ci ricorda - sentiremo gli insulti della gente e dei capi”. Lo vedremo, disprezzato, deriso, tradito, abbandonato, schernito. Solo se anche noi “andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù – ci chiarisce il Papa – vivremo una Settimana davvero Santa. Francesco ribadisce:</p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra. E non esiste umiltà senza umiliazione”.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Dio si umilia per camminare con il suo popolo, - dice - per sopportare le sue infedeltà”. Cita il Libro dell’Esodo, le lamentele del popolo che il Padre aveva fatto “uscire dalla condizione di schiavitù e guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà”.</span></p> <p>“Umiltà – spiega Francesco - vuol dire servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, “svuotandosi”, come dice la Scrittura. “Questa – avverte il Papa - è l’umiliazione più grande”.</p> <p>E il Papa parla della strada contraria a quella di Cristo con una definizione precisa:  “mondanità”. E con caratteristiche precise:   </p> <p><span style="line-height: 1.6;">“La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo… E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. E con Lui, con la sua grazia soltanto, col suo aiuto, anche noi possiamo vincere questa tentazione della vanità, della mondanità, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita”.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Mettiamoci anche noi decisamente su questa strada, - incoraggia Francesco - con tanto amore per Lui, il nostro Signore e Salvatore”. Inoltre - ci dice Francesco - “ci aiuta e ci conforta in questo l’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile…”. E poi il pensiero a “quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona”. E ai cristiani perseguitati:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: ce ne sono tanti! Non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. Lo seguono sulla sua via. Possiamo parlare in verità di “un nugolo di testimoni”: i martiri di oggi ”.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Francesco non ha dubbi: sulla via dell’umiltà di Dio, “sarà l’amore a guidarci e a darci forza".</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/03/29/umiltà_è_via_di_dio_il_papa,_domenica_delle_palme/1133049">(Da Radio Vaticana)</a>Dolore del Papa per le vittime di alluvioni in Cile e Perù2015-03-28T15:56:07+00:00http://www.news.va/it/news/dolore-del-papa-per-le-vittime-di-alluvioni-in-cil Da giorni Perù e Cile sono sferzati da una serie di violentissime piogge che hanno causato inondazioni con numerosi morti e dispersi. Per le vittime e per i superstiti Francesco si è raccolto in preghiera, afferma in un telegramma inviato a nome del Papa dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ai nunzi apostolici dei due Paesi latinoamericani. Dal Papa, prosegue il testo, anche un appello “alle istituzioni e a tutti gli uomini di buona volontà perché, ispirati da sentimenti di fraterna solidarietà e carità cristiana, possano fornire aiuti efficaci in grado di poter superare questi momenti difficili”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/03/27/EPA1696500_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Da giorni Perù e Cile sono sferzati da una serie di violentissime piogge che hanno causato inondazioni con numerosi morti e dispersi. Per le vittime e per i superstiti Francesco si è raccolto in preghiera, afferma in un telegramma inviato a nome del Papa dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, ai nunzi apostolici dei due Paesi latinoamericani.</p> <p>Dal Papa, prosegue il testo, anche un appello “alle istituzioni e a tutti gli uomini di buona volontà perché, ispirati da sentimenti di fraterna solidarietà e carità cristiana, possano fornire aiuti efficaci in grado di poter superare questi momenti difficili”.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/03/28/dolore_del_papa_per_le_vittime_di_alluvioni_in_cile_e_perù/1132942">(Da Radio Vaticana)</a>Morte Mar Dinkha IV. Papa: il mondo perde un grande leader2015-03-28T15:25:10+00:00http://www.news.va/it/news/morte-mar-dinkha-iv-papa-il-mondo-perde-un-grande Con la morte di Sua Santità Mar Dinkha IV, “il mondo cristiano ha perso un importante leader spirituale”. Comincia così il lungo e commosso ricordo che Papa Francesco fa del Patriarca della Chiesa Assira d’Oriente nel telegramma di cordoglio inviato al Metropolita per l’India, Sua Beatitudine Mar Aprem Mooken, attualmente “locum tenens” della Chiesa Assira orientale. Voce dei cristiani perseguitati Il Patriarca scomparso, afferma Francesco, è stato “un pastore coraggioso e saggio che servito fedelmente la sua comunità in tempi estremamente difficili” e che ha sofferto “molto a causa della tragica situazione in Medio Oriente, in particolare in Iraq e in Siria”, richiamando “risolutamente l’attenzione – prosegue il Papa – sulla difficile situazione dei nostri fratelli e sorelle cristiani e di altre minoranze religiose che soffrono una persecuzione quotidiana”. Uomo del dialogo Ricordando la recente visita del Patriarca assiro a Roma, Francesco conclude il telegramma esprimendo la vicinanza dei cattolici alla Chiesa orientale e rendendo “grazie di cuore a Dio” per “l’impegno duraturo” manifestato da “Sua Santità per il miglioramento delle relazioni tra i cristiani e, in particolare, tra la Chiesa cattolica e la Chiesa assira dell'Oriente”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/10/02/1567351_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Con la morte di Sua Santità Mar Dinkha IV, “il mondo cristiano ha perso un importante leader spirituale”. Comincia così il lungo e commosso ricordo che Papa Francesco fa del Patriarca della Chiesa Assira d’Oriente nel telegramma di cordoglio inviato al Metropolita per l’India, Sua Beatitudine Mar Aprem Mooken, attualmente “locum tenens” della Chiesa Assira orientale.</p> <p><strong>Voce dei cristiani perseguitati</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">Il Patriarca scomparso, afferma Francesco, è stato “un pastore coraggioso e saggio che servito fedelmente la sua comunità in tempi estremamente difficili” e che ha sofferto “molto a causa della tragica situazione in Medio Oriente, in particolare in Iraq e in Siria”, richiamando “risolutamente l’attenzione – prosegue il Papa – sulla difficile situazione dei nostri fratelli e sorelle cristiani e di altre minoranze religiose che soffrono una persecuzione quotidiana”.</span></p> <p><strong>Uomo del dialogo</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">Ricordando la recente visita del Patriarca assiro a Roma, Francesco conclude il telegramma esprimendo la vicinanza dei cattolici alla Chiesa orientale e rendendo “grazie di cuore a Dio” per “l’impegno duraturo” manifestato da “Sua Santità per il miglioramento delle relazioni tra i cristiani e, in particolare, tra la Chiesa cattolica e la Chiesa assira dell'Oriente”.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/03/28/morte_mar_dinkha_iv_papa_il_mondo_perde_un_grande_leader/1132934">(Da Radio Vaticana)</a>Francesco: Teresa di Gesù, donna dell'audacia missionaria2015-03-28T12:27:07+00:00http://www.news.va/it/news/francesco-teresa-di-gesu-donna-dellaudacia-mission Una “donna eccezionale” e una “maestra di preghiera”, che servì la Chiesa del 16.mo secolo con “audacia missionaria” e che ai religiosi di oggi insegna a essere, sulla sua scia, comunicatori instancabili del Vangelo. È il ritratto che Papa Francesco fa di S. Teresa d’Avila in una lettera al preposito generale dei Carmelitani Scalzi, scritta per celebrare i 500 anni della nascita della grande mistica spagnola. Il servizio di Alessandro De Carolis : Care consorelle, non perdete tempo a trattare con Dio “interessi di poca importanza” mentre “il mondo è in fiamme”. Basterebbe una frase come questa a dare conto della statura umana e del carisma spirituale di Teresa d’Avila. E in effetti, negli anni in cui la monaca carmelitana percorre la Spagna a dorso di mulo per fondare chiostri su chiostri, dopo aver combattuto il lassismo del suo Ordine riformandolo con una nuova regola dall’interno, la Chiesa è lacerata dallo scisma di Lutero, le corone europee si danno battaglia senza fine e l’Impero ottomano allunga la sua ombra sul Vecchio continente. Preghiera comunque Teresa, scrive il Papa, non si limita a essere “una spettatrice” della realtà circostante, ma diventa una “comunicatrice instancabile del Vangelo”, nonostante la salute malferma, e una “maestra di preghiera” per tutte. “Quella di Teresa – scrive in proposito Francesco – non è stata una preghiera riservata unicamente ad uno spazio o ad un momento della giornata; sorgeva spontanea nelle occasioni più diverse”. “Convinta del valore della preghiera continua, benché non sempre perfetta”, la Santa, osserva il Papa, “ci chiede di essere perseveranti, fedeli, anche in mezzo all’aridità, alle difficoltà personali o alle necessità pressanti che ci chiamano”. Umiltà non è timidezza E maestra, Teresa di Gesù lo fu anche della vita comunitaria, che sentì il bisogno di modificare per ridare slancio al Carmelo. Perciò, nota Francesco, “il fondamento che pose nei suoi monasteri fu la fraternità”, stando “molto attenta ad ammonire le sue religiose circa il pericolo dell’autoreferenzialità nella vita fraterna”. L’antidoto la futura Santa lo individua nell'umiltà, considerata in modo tutt’altro che generico. “Non è – afferma il Papa – trascuratezza esteriore né timidezza interiore dell’anima, bensì conoscere ciascuno le proprie possibilità e ciò che Dio può fare in noi”, evitando quel “falso punto d’onore”, come lo chiama, che è “fonte di pettegolezzi, di gelosie e di critiche”. L’umiltà teresiana, sintetizza Francesco, “è fatta di accettazione di sé, di coscienza della propria dignità, di audacia missionaria, di riconoscenza e di abbandono in Dio”. Appello alla “grande impresa” A cinque secoli dalla nascita, Teresa di Gesù resta per il Papa una “guida sicura e un modello attraente di donazione totale a Dio”. È una “grazia provvidenziale”, riconosce, che l’anniversario cada nell’Anno della Vita Consacrata. Se l’esempio della Santa è per le “comunità teresiane” uno sprone a essere “case di comunione” e segno della “maternità della Chiesa” nel “mondo lacerato dalle divisioni e dalle guerre”, a tutti Teresa di Gesù, conclude Francesco, “apre nuovi orizzonti”: “Ci convoca per una grande impresa, per guardare il mondo con gli occhi di Cristo, per cercare ciò che Lui cerca e amare ciò che Lui ama”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/03/11/RV4547_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Una “donna eccezionale” e una “maestra di preghiera”, che servì la Chiesa del 16.mo secolo con “audacia missionaria” e che ai religiosi di oggi insegna a essere, sulla sua scia, comunicatori instancabili del Vangelo. È il ritratto che Papa Francesco fa di S. Teresa d’Avila in una lettera al preposito generale dei Carmelitani Scalzi, scritta per celebrare i 500 anni della nascita della grande mistica spagnola. Il servizio di <strong>Alessandro De Carolis</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_3569576" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00471296.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Care consorelle, non perdete tempo a trattare con Dio “interessi di poca importanza” mentre “il mondo è in fiamme”. Basterebbe una frase come questa a dare conto della statura umana e del carisma spirituale di Teresa d’Avila. E in effetti, negli anni in cui la monaca carmelitana percorre la Spagna a dorso di mulo per fondare chiostri su chiostri, dopo aver combattuto il lassismo del suo Ordine riformandolo con una nuova regola dall’interno, la Chiesa è lacerata dallo scisma di Lutero, le corone europee si danno battaglia senza fine e l’Impero ottomano allunga la sua ombra sul Vecchio continente.</span></p> <p><strong>Preghiera comunque</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">Teresa, scrive il Papa, non si limita a essere “una spettatrice” della realtà circostante, ma diventa una “comunicatrice instancabile del Vangelo”, nonostante la salute malferma, e una “maestra di preghiera” per tutte. “Quella di Teresa – scrive in proposito Francesco – non è stata una preghiera riservata unicamente ad uno spazio o ad un momento della giornata; sorgeva spontanea nelle occasioni più diverse”. “Convinta del valore della preghiera continua, benché non sempre perfetta”, la Santa, osserva il Papa, “ci chiede di essere perseveranti, fedeli, anche in mezzo all’aridità, alle difficoltà personali o alle necessità pressanti che ci chiamano”.</span></p> <p><strong>Umiltà non è timidezza</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">E maestra, Teresa di Gesù lo fu anche della vita comunitaria, che sentì il bisogno di modificare per ridare slancio al Carmelo. Perciò, nota Francesco, “il fondamento che pose nei suoi monasteri fu la fraternità”, stando “molto attenta ad ammonire le sue religiose circa il pericolo dell’autoreferenzialità nella vita fraterna”. L’antidoto la futura Santa lo individua nell'umiltà, considerata in modo tutt’altro che generico. “Non è – afferma il Papa – trascuratezza esteriore né timidezza interiore dell’anima, bensì conoscere ciascuno le proprie possibilità e ciò che Dio può fare in noi”, evitando quel “falso punto d’onore”, come lo chiama, che è “fonte di pettegolezzi, di gelosie e di critiche”. L’umiltà teresiana, sintetizza Francesco, “è fatta di accettazione di sé, di coscienza della propria dignità, di audacia missionaria, di riconoscenza e di abbandono in Dio”.</span></p> <p><strong>Appello alla “grande impresa”</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">A cinque secoli dalla nascita, Teresa di Gesù resta per il Papa una “guida sicura e un modello attraente di donazione totale a Dio”. È una “grazia provvidenziale”, riconosce, che l’anniversario cada nell’Anno della Vita Consacrata. Se l’esempio della Santa è per le “comunità teresiane” uno sprone a essere “case di comunione” e segno della “maternità della Chiesa” nel “mondo lacerato dalle divisioni e dalle guerre”, a tutti Teresa di Gesù, conclude Francesco, “apre nuovi orizzonti”: “Ci convoca per una grande impresa, per guardare il mondo con gli occhi di Cristo, per cercare ciò che Lui cerca e amare ciò che Lui ama”.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/03/28/francesco_teresa_di_gesù,_donna_dellaudacia_missionaria/1132850">(Da Radio Vaticana)</a>Solidarietà del Papa alle famiglie colpite dalla violenza in Iraq e Nigeria2015-03-27T12:07:09+00:00http://www.news.va/it/news/solidarieta-del-papa-alle-famiglie-colpite-dalla-v Papa Francesco non dimentica le tante famiglie cristiane e di altri gruppi dell’Iraq vittime dell’espulsione dalle proprie case e dai propri villaggi, in particolare nella città di Mosul e nella piana di Ninive, molte delle quali si erano rifugiate nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. “Il Papa – riferisce un comunicato della Sala Stampa vaticana - prega per loro e auspica che possano ritornare e riprendere la propria vita nelle terre e nei luoghi dove, per centinaia di anni, hanno vissuto e intessuto relazioni di buona convivenza con tutti. Nella Settimana Santa ormai prossima, queste famiglie condividono con Cristo l’ingiusta violenza di cui sono fatte vittime, e partecipano al dolore di Cristo stesso”. Volendo essere accanto a queste famiglie, il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ritorna in Iraq – dove era stato già nell’agosto dell’anno scorso – “in segno di vicinanza, di affetto, e in unione di preghiera con esse”. Le famiglie della Diocesi di Roma, “unite al loro Vescovo nei sentimenti di vicinanza e di solidarietà con quelle famiglie, attraverso una colletta speciale nelle parrocchie, inviano loro un dolce pasquale (colomba) per condividere la gioia della Pasqua e quale auspicio di bene basato sulla fede nella Risurrezione di Cristo”. Il Papa, inoltre, “si fa presente in modo concreto con un segno di tangibile solidarietà. E non volendo dimenticare la sofferenza delle famiglie del nord della Nigeria, il Sommo Pontefice ha inviato anche ad esse, tramite la locale Conferenza Episcopale, un segno di uguale solidarietà”.  (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/12/11/EPA1607309_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Papa Francesco non dimentica le tante famiglie cristiane e di altri gruppi dell’Iraq vittime dell’espulsione dalle proprie case e dai propri villaggi, in particolare nella città di Mosul e nella piana di Ninive, molte delle quali si erano rifugiate nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. “Il Papa – riferisce un comunicato della Sala Stampa vaticana - prega per loro e auspica che possano ritornare e riprendere la propria vita nelle terre e nei luoghi dove, per centinaia di anni, hanno vissuto e intessuto relazioni di buona convivenza con tutti. Nella Settimana Santa ormai prossima, queste famiglie condividono con Cristo l’ingiusta violenza di cui sono fatte vittime, e partecipano al dolore di Cristo stesso”.</p> <p><span style="line-height: 1.6;">Volendo essere accanto a queste famiglie, il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ritorna in Iraq – dove era stato già nell’agosto dell’anno scorso – “in segno di vicinanza, di affetto, e in unione di preghiera con esse”.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Le famiglie della Diocesi di Roma, “unite al loro Vescovo nei sentimenti di vicinanza e di solidarietà con quelle famiglie, attraverso una colletta speciale nelle parrocchie, inviano loro un dolce pasquale (colomba) per condividere la gioia della Pasqua e quale auspicio di bene basato sulla fede nella Risurrezione di Cristo”.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Il Papa, inoltre, “si fa presente in modo concreto con un segno di tangibile solidarietà. E non volendo dimenticare la sofferenza delle famiglie del nord della Nigeria, il Sommo Pontefice ha inviato anche ad esse, tramite la locale Conferenza Episcopale, un segno di uguale solidarietà”. </span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/03/27/solidarietà_papa_a_famiglie_in_iraq_e_nigeria/1132589">(Da Radio Vaticana)</a>

  
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