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Terremoto nella notte, danni e vittime nel Centro Italia
Per i lodigiani e i sudmilanesi che si trovano nelle zone del sisma e che vogliono farci avere informazioni mettiamo a disposizione il nostro indirizzo mail redazione@ilcittadino.it

Violenze a Sant’Angelo, la Regione chiede al governo altri agenti
L’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali, questa mattina ha incontrato a Sant’Angelo Andrea Grossi, il pensionato di 67 anni aggredito per futili motivi da un mendicante egiziano

«Controlli antiterrorismo, ma a Lodi c’è una sola pattuglia»


Scontro tra un’auto e una moto: muore un 16enne


Degrado e inciviltà, una notte di vandalismi a Lodi


Schianto sulla provinciale: muore pensionato di Brembio


Festa dell’Unità, a Lodi arrivano la Boschi e Poletti


Muore dopo 15 anni in coma: Casale piange Claudio Zanoni


Turista lodigiano bloccato in montagna in Liguria: salvato dai pompieri


Lodi, il commissario Savastano incontra l’ex sindaco Uggetti


Blitz antidroga dei carabinieri, militari accerchiati e aggrediti


Ancora cani avvelenati: è allarme a San Bernardo


Stroncato da un infarto durante una passeggiata lo storico presidente dei marciatori


Un cantiere “sprint” per il palazzetto del ghiaccio


A Salerano la maxi raccolta dei presepi


Amatori, si parte: il sogno da inseguire è lo scudetto


Concorso bar e gelaterie, che rimonta per Cornali di Casalpusterlengo


Lastre di Eternit accatastate nella piazzola e mai smaltite


Fanfulla, in coppa esordio col sorriso


Lo spazio è costato 700 mila euro ma è ancora incompleto


  
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AVVISO AI NAVIGANTI - lunedì 2 novembre 2015
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Dalla Santa Sede  Dalla Santa Sede Riduci
News.vahttp://www.news.va/2016-08-24T11:22:22+00:00Appello del Papa per l'Ucraina: risolvere conflitto e liberare ostaggi2016-08-24T11:22:22+00:00http://www.news.va/it/news/appello-del-papa-per-lucraina-risolvere-conflitto Dopo il Rosario, salutando i tanti pellegrini presenti in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un nuovo appello per l’Ucraina e ha rinnovato la sua preghiera per la Francia. Ce ne parla Sergio Centofanti: In Ucraina si continua  a combattere e in queste ultime settimane gli osservatori internazionali - ha detto il Papa - hanno espresso preoccupazione per il peggioramento della situazione nelle regioni orientali del Paese: “Oggi, mentre quella cara Nazione celebra la sua festa nazionale, che coincide quest’anno con il 25° anniversario dell’indipendenza, assicuro la mia preghiera per la pace e rinnovo il mio appello a tutte le parti coinvolte e alle istanze internazionali affinché rafforzino le iniziative per risolvere il conflitto, rilasciare gli ostaggi e rispondere all’emergenza umanitaria”. A lla vigilia della festa di San Luigi, ha quindi pregato “per il popolo di Francia e per i suoi governanti” invitando alla speranza nonostante i timori. Ha rivolto poi un saluto agli atleti che si accingono a celebrare i prossimi giochi paralimpici a Rio de Janeiro e ai partecipanti all’assemblea generale promossa dalla Conferenza mondiale degli Istituti secolari e al Congresso che celebra i 50 anni di attività dell’Associazione teologica italiana per lo studio della morale. Tutti ha esortato ad andare incontro alle necessità del prossimo: “Noi tocchiamo Gesù quando usciamo ad aiutare i fratelli e le sorelle nel bisogno, e toccando Cristo nostro salvatore rinnoviamo la nostra vita. Dio benedica tutti”. Infine, ricordando l’odierna festa dell’Apostolo San Bartolomeo, ha rivolto un pensiero ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli: “Cari giovani, imparate da lui che la vera forza è l’umiltà. Cari ammalati, non stancatevi di chiedere nella preghiera l’aiuto del Signore. E voi, cari sposi novelli, gareggiate nello stimarvi e aiutarvi a vicenda”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/08/23/REUTERS1677818_LancioGrande.JPG" title=""/> <p>Dopo il Rosario, salutando i tanti pellegrini presenti in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un nuovo appello per l’Ucraina e ha rinnovato la sua preghiera per la Francia. Ce ne parla<strong> Sergio Centofanti:</strong></p> <p><strong><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_8149096" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00545043.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00545043.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></strong></p> <p>In Ucraina si continua  a combattere e in queste ultime settimane gli osservatori internazionali - ha detto il Papa - hanno espresso preoccupazione per il peggioramento della situazione nelle regioni orientali del Paese:</p> <p>“Oggi, mentre quella cara Nazione celebra la sua festa nazionale, che coincide quest’anno con il 25° anniversario dell’indipendenza, assicuro la mia preghiera per la pace e rinnovo il mio appello a tutte le parti coinvolte e alle istanze internazionali affinché rafforzino le iniziative per risolvere il conflitto, rilasciare gli ostaggi e rispondere all’emergenza umanitaria”.</p> <p><strong>A</strong>lla vigilia della festa di San Luigi, ha quindi pregato “per il popolo di Francia e per i suoi governanti” invitando alla speranza nonostante i timori. Ha rivolto poi un saluto agli atleti che si accingono a celebrare i prossimi giochi paralimpici a Rio de Janeiro e ai partecipanti all’assemblea generale promossa dalla Conferenza mondiale degli Istituti secolari e al Congresso che celebra i 50 anni di attività dell’Associazione teologica italiana per lo studio della morale.</p> <p>Tutti ha esortato ad andare incontro alle necessità del prossimo:</p> <p>“Noi tocchiamo Gesù quando usciamo ad aiutare i fratelli e le sorelle nel bisogno, e toccando Cristo nostro salvatore rinnoviamo la nostra vita. Dio benedica tutti”.</p> <p>Infine, ricordando l’odierna festa dell’Apostolo San Bartolomeo, ha rivolto un pensiero ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli:</p> <p>“Cari giovani, imparate da lui che la vera forza è l’umiltà. Cari ammalati, non stancatevi di chiedere nella preghiera l’aiuto del Signore. E voi, cari sposi novelli, gareggiate nello stimarvi e aiutarvi a vicenda”.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/24/udienza_generale_appello_del_papa_per_lucraina/1253259">(Da Radio Vaticana)</a>Terremoto in Italia. Il Papa rinvia catechesi e prega Rosario per le vittime2016-08-24T10:07:14+00:00http://www.news.va/it/news/terremoto-in-italia-il-papa-rinvia-catechesi-e-pre Da Piazza San Pietro, il Papa ha espresso il suo dolore e la sua vicinanza alle popolazioni colpite dal forte terremoto che questa notte ha scosso il Centro Italia, in particolare la zona al confine fra Lazio, Marche ed Umbria con epicentro ad Accumoli. Si contano decine di morti e si scava ancora fra la macerie alla ricerca di superstiti. Di fronte a questa tragedia, Francesco ha rinviato la consueta catechesi del mercoledì per pregare il Rosario con i pellegrini presenti. Le sue parole nel servizio di  Debora Donnini :     “Dinanzi alla notizia del terremoto che ha colpito il centro d’Italia, devastando intere zone e lasciando morti e feriti, non posso non esprimere il mio grande dolore e la mia vicinanza a tutte le persone presenti nei luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura e dal terrore”. Francesco ha voluto esprimere con forza il suo abbraccio e quello della Chiesa alle persone colpite dal sisma, sia con le sue parole in Piazza San Pietro sia con un tweet, e ha deciso di rimandare alla prossima settimana la catechesi prevista per l’udienza generale di questo mercoledì, che doveva essere dedicata alla vicinanza di Gesù: “Sentire il sindaco di Amatrice dire: ‘Il paese non c’è più’ e sapere che tra i morti ci sono anche i bambini, mi commuove davvero tanto”. Il Papa, visibilmente commosso, pensa alla commozione di Gesù davanti al dolore umano. E di fronte al dolore chiede di unirsi a Lui nella preghiera affinché Gesù “consoli questi cuori addolorati e doni loro la pace”: “E per questo voglio assicurare a tutte queste persone nei pressi di Accumoli, Amatrice o altrove, nella diocesi di Rieti, di Ascoli Piceno e le altre in tutto il Lazio e l’Umbria e nelle Marche, la preghiera e dire loro di essere sicure della carezza e dell’abbraccio di tutta la Chiesa che in questo momento desidera stringervi con il suo amore materno, anche del nostro abbraccio, qui, in piazza”. Francesco non dimentica di ringraziare quanti in queste ore si stanno spendendo per aiutare  le popolazioni colpite: tutti i volontari e gli operatori della Protezione civile. Invita, quindi, i fedeli alla preghiera del Rosario, che viene recitato in Piazza San Pietro con i misteri dolorosi e non gloriosi nonostante sia mercoledì. E conclude chiedendo ancora una volta unione: “Lasciamoci commuovere con Gesù”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/06/15/AP3488766_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Da Piazza San Pietro, il Papa ha espresso il suo dolore e la sua vicinanza alle popolazioni colpite dal forte terremoto che questa notte ha scosso il Centro Italia, in particolare la zona al confine fra Lazio, Marche ed Umbria con epicentro ad Accumoli. Si contano decine di morti e si scava ancora fra la macerie alla ricerca di superstiti. Di fronte a questa tragedia, Francesco ha rinviato la consueta catechesi del mercoledì per pregare il Rosario con i pellegrini presenti. Le sue parole nel servizio di <strong>Debora Donnini</strong>:</p> <p><span> <audio controls="" height="50" id="audioItem_8148993" width="245"> </audio>  <a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00545035.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span></p> <p>“Dinanzi alla notizia del terremoto che ha colpito il centro d’Italia, devastando intere zone e lasciando morti e feriti, non posso non esprimere il mio grande dolore e la mia vicinanza a tutte le persone presenti nei luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura e dal terrore”.</p> <p>Francesco ha voluto esprimere con forza il suo abbraccio e quello della Chiesa alle persone colpite dal sisma, sia con le sue parole in Piazza San Pietro sia con un tweet, e ha deciso di rimandare alla prossima settimana la catechesi prevista per l’udienza generale di questo mercoledì, che doveva essere dedicata alla vicinanza di Gesù:</p> <p>“Sentire il sindaco di Amatrice dire: ‘Il paese non c’è più’ e sapere che tra i morti ci sono anche i bambini, mi commuove davvero tanto”.</p> <p>Il Papa, visibilmente commosso, pensa alla commozione di Gesù davanti al dolore umano. E di fronte al dolore chiede di unirsi a Lui nella preghiera affinché Gesù “consoli questi cuori addolorati e doni loro la pace”:</p> <p>“E per questo voglio assicurare a tutte queste persone nei pressi di Accumoli, Amatrice o altrove, nella diocesi di Rieti, di Ascoli Piceno e le altre in tutto il Lazio e l’Umbria e nelle Marche, la preghiera e dire loro di essere sicure della carezza e dell’abbraccio di tutta la Chiesa che in questo momento desidera stringervi con il suo amore materno, anche del nostro abbraccio, qui, in piazza”.</p> <p>Francesco non dimentica di ringraziare quanti in queste ore si stanno spendendo per aiutare  le popolazioni colpite: tutti i volontari e gli operatori della Protezione civile. Invita, quindi, i fedeli alla preghiera del Rosario, che viene recitato in Piazza San Pietro con i misteri dolorosi e non gloriosi nonostante sia mercoledì. E conclude chiedendo ancora una volta unione: “Lasciamoci commuovere con Gesù”.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/24/terremoto_in_italia_il_dolore_del_papa_/1253219">(Da Radio Vaticana)</a>Vescovo di Ascoli tra la gente in mezzo alle macerie a Pescara del Tronto2016-08-24T07:55:09+00:00http://www.news.va/it/news/vescovo-di-ascoli-tra-la-gente-in-mezzo-alle-macer Cresce il bilancio delle vittime del terremoto di questa notte anche nella diocesi di Ascoli. Secondo un bilancio ancora provvisorio si parla di tre morti accertate ad Arquata del Tronto e di altre due vittime nella frazione di Pescara del Tronto, dove ci si sono ancora almeno un centinaio di dispersi sotto le macerie. Proprio a Pescara del Tronto si è recato immediatamente il vescovo di Ascoli, mons. Giovanni D’Ercole raggiunto telefonicamente da Debora Donnini : R. – Mi trovo nel paese di Pescara del Tronto, dove lo spettacolo è desolante. Quando sono arrivate le luci dell’alba, ho visto un paese distrutto, grida, morti… Non sappiamo quanti siano. Siamo veramente in una situazione disperata e purtroppo non è l’unico paese, perché anche altri sono in questa situazione. Addirittura in alcune frazioni non riusciamo ad arrivare.  Ci sono diverse persone che non rispondono ed io sono andato adesso a benedire sotto le macerie i corpi di due ragazzi. Non posso dire quanti siano i morti. I feriti sono diversi ma i morti non lo so. La complicazione è che fa freddo, i soccorsi fanno fatica ad arrivare, anche perché le strade sono state fortemente lesionate dal sisma, che è stato molto duro. D. – Mons. D’Ercole, come è la situazione ad Ascoli e nei comuni limitrofi, a parte Pescara del Tronto? Che notizie ha? R. – Una certa fascia della diocesi sta soffrendo. Penso però – da quello che mi segnalano tutti e quello che riesco a percepire – che la parte più sofferente, quella distrutta, è la parte confinante con Rieti, che si trova praticamente fra Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto, Arquata e poi gira su per andare verso Force. D. – I soccorsi, comunque, stanno arrivando? R. – Sì, in questo momento i soccorsi sono arrivati: ci sono le ambulanze, ci sono i Vigili del fuoco, ma è veramente ancora troppo poco    (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/08/24/ANSA1055880_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Cresce il bilancio delle vittime del terremoto di questa notte anche nella diocesi di Ascoli. Secondo un bilancio ancora provvisorio si parla di tre morti accertate ad Arquata del Tronto e di altre due vittime nella frazione di Pescara del Tronto, dove ci si sono ancora almeno un centinaio di dispersi sotto le macerie. Proprio a Pescara del Tronto si è recato immediatamente il vescovo di Ascoli, <strong>mons. Giovanni D’Ercole</strong> raggiunto telefonicamente da <strong>Debora Donnini</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_8148383" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00545020.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00545020.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">R. – Mi trovo nel paese di Pescara del Tronto, dove lo spettacolo è desolante. Quando sono arrivate le luci dell’alba, ho visto un paese distrutto, grida, morti… Non sappiamo quanti siano. Siamo veramente in una situazione disperata e purtroppo non è l’unico paese, perché anche altri sono in questa situazione. Addirittura in alcune frazioni non riusciamo ad arrivare.</span><span style="line-height: 1.6;"> Ci sono diverse persone che non rispondono ed io sono andato adesso a benedire sotto le macerie i corpi di due ragazzi. Non posso dire quanti siano i morti. I feriti sono diversi ma i morti non lo so. La complicazione è che fa freddo, i soccorsi fanno fatica ad arrivare, anche perché le strade sono state fortemente lesionate dal sisma, che è stato molto duro.</span></p> <p>D. – Mons. D’Ercole, come è la situazione ad Ascoli e nei comuni limitrofi, a parte Pescara del Tronto? Che notizie ha?</p> <p>R. – Una certa fascia della diocesi sta soffrendo. Penso però – da quello che mi segnalano tutti e quello che riesco a percepire – che la parte più sofferente, quella distrutta, è la parte confinante con Rieti, che si trova praticamente fra Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto, Arquata e poi gira su per andare verso Force.</p> <p>D. – I soccorsi, comunque, stanno arrivando?</p> <p>R. – Sì, in questo momento i soccorsi sono arrivati: ci sono le ambulanze, ci sono i Vigili del fuoco, ma è veramente ancora troppo poco   </p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/24/terremoto_il_vescovo_di_ascoli_spettacolo_desolante/1253200">(Da Radio Vaticana)</a>Roma cristiana: quando il vescovo diventa figura centrale tra II e III secolo2016-08-24T07:11:20+00:00http://www.news.va/it/news/roma-cristiana-quando-il-vescovo-diventa-figura-ceCome era la Chiesa, a Roma, nei primi decenni del Primo Secolo? Come è evoluta la gerarchia tra Secondo e Terzo secolo? Il tema viene approfondito e spiegato nella terza puntata della mini-serie estiva realizzata dalla Radio nell'appuntamento settimanale Roma: la Chiesa nella città, che va in onda il mercoledì alle ore 18.30 sui 105 FM. La trasmissione è ideata, curata e condotta da Fabrizio Mastrofini che intervista il prof. Emanuele Castelli, docente di Storia della Chiesa Antica, filologo classico. Nelle prime due puntate del ciclo, il 10 ed il 17 agosto, il prof. Castelli ha parlato della presenza a Roma di Pietro e Paolo, tra il 56 e il 64 dell'Era cristiana, di quello che sappiamo della loro predicazione ed ha spiegato quali tappe la Chiesa primitiva ha dovuto affrontare. In questa puntata ci si sofferma sulle fasi successive alla morte degli Apostoli. "La graduale evoluzione - spiega il prof. Castelli  - da un'organizzazione di carattere presbiteriale a un'organizzazione fondata sul vescovo che è a capo di tutta la comunità anche a capo del collegio dei presbiteri, è un processo che caratterizzerà il cristianesimo a Roma per tutto il II secolo e fino ai primi decenni del III secolo almeno fino al 230 -240", Roma: la Chiesa nella Città, mercoledì 24 agosto ore 18.30 sui 105 fm a Roma. ...<p>Come era la Chiesa, a Roma, nei primi decenni del Primo Secolo? Come è evoluta la gerarchia tra Secondo e Terzo secolo? Il tema viene approfondito e spiegato nella terza puntata della mini-serie estiva realizzata dalla Radio nell'appuntamento settimanale Roma: la Chiesa nella città, che va in onda il mercoledì alle ore 18.30 sui 105 FM. La trasmissione è ideata, curata e condotta da Fabrizio Mastrofini che intervista il prof. Emanuele Castelli, docente di Storia della Chiesa Antica, filologo classico. Nelle prime due puntate del ciclo, il 10 ed il 17 agosto, il prof. Castelli ha parlato della presenza a Roma di Pietro e Paolo, tra il 56 e il 64 dell'Era cristiana, di quello che sappiamo della loro predicazione ed ha spiegato quali tappe la Chiesa primitiva ha dovuto affrontare. In questa puntata ci si sofferma sulle fasi successive alla morte degli Apostoli. "La graduale evoluzione - spiega il prof. Castelli  - da un'organizzazione di carattere presbiteriale a un'organizzazione fondata sul vescovo che è a capo di tutta la comunità anche a capo del collegio dei presbiteri, è un processo che caratterizzerà il cristianesimo a Roma per tutto il II secolo e fino ai primi decenni del III secolo almeno fino al 230 -240",</p><p>Roma: la Chiesa nella Città, mercoledì 24 agosto ore 18.30 sui 105 fm a Roma. </p>Il "grazie" del Papa alla Chiesa polacca dopo la Gmg2016-08-23T15:18:10+00:00http://www.news.va/it/news/il-grazie-del-papa-alla-chiesa-polacca-dopo-la-gmg Gratitudine per la cordiale accoglienza e gioia per aver fatto memoria del venerato predecessore San Giovanni Paolo II. Questi i sentimenti espressi a poche settimane dalla Giornata Mondiale della Gioventù da Papa Francesco in due diversi messaggi, datati 3 agosto e indirizzati a Mons Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale polacca e al cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo di Cracovia. Indomita speranza “Sono stato profondamente toccato dalla solidità della vostra fede, dall’indomita speranza che avete conservato, nonostante le difficoltà e le tragedie, e dalla fervida carità che anima il vostro cammino umano e cristiano”, scrive Francesco a mons. Gadecki, ricordando gli incontri con la Chiesa polacca. “Conservo un intenso e caro ricordo – prosegue – della solenne Celebrazione eucaristica al Santuario di Częstochowa, nel 1050 anniversario del Battesimo della Polonia, come pure della sosta commossa e orante nel campo di concentramento di Auschwitz. Grande gioia mi dà ripensare poi agli incontri con i giovani provenienti da diverse Nazioni”. Amore a Giovanni Paolo II Anche nel messaggio al card. Dziwisz il Santo Padre ricorda “l’entusiasmo della fede di una immensa folla di giovani provenienti dai diversi Continenti”, e ringrazia “quanti hanno lavorato per la buona riuscita di quelle indimenticabili giornate di fede e preghiera”. Il Papa esprime poi gratitudine per il profondo affetto manifestato dalla Polonia nei confronti del Successore di Pietro: “Tutto ciò – commenta – è segno di amore alla Chiesa, nel solco dell’imperituro e devoto affetto verso San Giovanni Paolo II”. Francesco incoraggia la Chiesa polacca a proseguire nel cammino di testimonianza della Misericordia divina e invoca per i giovani una stagione di “sempre più convinta adesione al Vangelo”, assicurando la sua preghiera: “Anche voi pregate per me. Di cuore vi benedico”, conclude il Santo Padre. (A cura di Paolo Ondarza) (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/08/01/OSSROM128745_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Gratitudine per la cordiale accoglienza e gioia per aver fatto memoria del venerato predecessore San Giovanni Paolo II. Questi i sentimenti espressi a poche settimane dalla Giornata Mondiale della Gioventù da Papa Francesco in due diversi messaggi, datati 3 agosto e indirizzati a Mons Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale polacca e al cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo di Cracovia.</p> <p><strong>Indomita speranza</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">“Sono stato profondamente toccato dalla solidità della vostra fede, dall’indomita speranza che avete conservato, nonostante le difficoltà e le tragedie, e dalla fervida carità che anima il vostro cammino umano e cristiano”, scrive Francesco a mons. Gadecki, ricordando gli incontri con la Chiesa polacca. “Conservo un intenso e caro ricordo – prosegue – della solenne Celebrazione eucaristica al Santuario di Częstochowa, nel 1050 anniversario del Battesimo della Polonia, come pure della sosta commossa e orante nel campo di concentramento di Auschwitz. Grande gioia mi dà ripensare poi agli incontri con i giovani provenienti da diverse Nazioni”.</span></p> <p><strong>Amore a Giovanni Paolo II</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">Anche nel messaggio al card. Dziwisz il Santo Padre ricorda “l’entusiasmo della fede di una immensa folla di giovani provenienti dai diversi Continenti”, e ringrazia “quanti hanno lavorato per la buona riuscita di quelle indimenticabili giornate di fede e preghiera”. Il Papa esprime poi gratitudine per il profondo affetto manifestato dalla Polonia nei confronti del Successore di Pietro: “Tutto ciò – commenta – è segno di amore alla Chiesa, nel solco dell’imperituro e devoto affetto verso San Giovanni Paolo II”. Francesco incoraggia la Chiesa polacca a proseguire nel cammino di testimonianza della Misericordia divina e invoca per i giovani una stagione di “sempre più convinta adesione al Vangelo”, assicurando la sua preghiera: “Anche voi pregate per me. Di cuore vi benedico”, conclude il Santo Padre. <strong>(A cura di Paolo Ondarza)</strong></span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/23/il_grazie_del_papa_alla_chiesa_polacca_dopo_la_gmg/1253096">(Da Radio Vaticana)</a>In un museo che sarà inaugurato dal segretario di Stato a Canale d’Agordo - La figura e il mondo di Luciani2016-08-23T11:23:39+00:00http://www.news.va/it/news/in-un-museo-che-sara-inaugurato-dal-segretario-diNon solo una raccolta di documenti e di oggetti, ma il tentativo di offrire un incontro vero e proprio con la persona e il mondo di Papa Giovanni Paolo I. Questo si propone il nuovo museo Albino Luciani (Musal) che verrà inaugurato venerdì 26 agosto a Canale d’Agordo dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.  A rendere emotivamente coinvolgente il percorso dei visitatori all’interno del quattrocentesco palazzo che sorge accanto alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nel centro del paese, saranno infatti vari filmati, registrazioni audio e fotografie che faranno conoscere con calore e immediatezza il percorso umano e spirituale di colui che divenne il “Papa del sorriso”, ma anche il tessuto sociale ed ecclesiale nel quale egli si formò fino ad arrivare al soglio pontificio. Il cardinale Parolin sarà a Canale d’Agordo già da giovedì 25, quando interverrà alla presentazione del numero speciale della rivista «Le Tre Venezie» intitolato Giovanni Paolo I. Albino Luciani. Un Papa attuale. Le prefazioni al volume sono state curate dallo stesso segretario di Stato, che ha voluto evidenziare l’humus sociale e culturale dal quale proviene il Papa di origine veneta, e dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero e attuale Postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione, che si sofferma sull’esemplare pastoralità del servo di Dio e offre il suo personale ricordo di seminarista e prete della diocesi di Vittorio Veneto negli anni in cui Luciani ne fu vescovo. Il giorno dopo, il porporato, parteciperà in mattinata, a Misurina, alla presentazione di un accordo tra il locale istituto Pio XII e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, primo tassello di una rete pediatrica di eccellenza in alta quota dedicata alle malattie del respiro. Il pomeriggio sarà invece dedicato interamente ad Albino Luciani, con una rievocazione della sua nascita nel giardino della casa natale, la celebrazione della messa e, infine, l’inaugurazione del Musal....<p style="text-align: justify;">Non solo una raccolta di documenti e di oggetti, ma il tentativo di offrire un incontro vero e proprio con la persona e il mondo di Papa Giovanni Paolo I. Questo si propone il nuovo museo Albino Luciani (Musal) che verrà inaugurato venerdì 26 agosto a Canale d’Agordo dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. </p><p><img alt="Interno del museo" src="/vaticanresources/images/396f6050514dcb2cae53eedf6a9cf7a7_2.jpg" style="float: left; margin: 0px 10px 10px 0px;" title="Interno del museo"/></p><p style="text-align: justify;">A rendere emotivamente coinvolgente il percorso dei visitatori all’interno del quattrocentesco palazzo che sorge accanto alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nel centro del paese, saranno infatti vari filmati, registrazioni audio e fotografie che faranno conoscere con calore e immediatezza il percorso umano e spirituale di colui che divenne il “Papa del sorriso”, ma anche il tessuto sociale ed ecclesiale nel quale egli si formò fino ad arrivare al soglio pontificio.</p><p style="text-align: justify;"> Il cardinale Parolin sarà a Canale d’Agordo già da giovedì 25, quando interverrà alla presentazione del numero speciale della rivista «Le Tre Venezie» intitolato Giovanni Paolo I. Albino Luciani. Un Papa attuale. Le prefazioni al volume sono state curate dallo stesso segretario di Stato, che ha voluto evidenziare l’humus sociale e culturale dal quale proviene il Papa di origine veneta, e dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero e attuale Postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione, che si sofferma sull’esemplare pastoralità del servo di Dio e offre il suo personale ricordo di seminarista e prete della diocesi di Vittorio Veneto negli anni in cui Luciani ne fu vescovo.</p><p style="text-align: justify;">Il giorno dopo, il porporato, parteciperà in mattinata, a Misurina, alla presentazione di un accordo tra il locale istituto Pio XII e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, primo tassello di una rete pediatrica di eccellenza in alta quota dedicata alle malattie del respiro. Il pomeriggio sarà invece dedicato interamente ad Albino Luciani, con una rievocazione della sua nascita nel giardino della casa natale, la celebrazione della messa e, infine, l’inaugurazione del Musal.</p>Papa: perdono di Dio non sia autoconsolatorio, ma vinca rancori umanità2016-08-22T12:01:13+00:00http://www.news.va/it/news/papa-perdono-di-dio-non-sia-autoconsolatorio-ma-vi Ogni cristiano si senta chiamato ad essere testimone di misericordia, vincendo il rancore che affligge il mondo: è quanto auspica Papa Francesco in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Parolin in occasione della 67 a Settimana Liturgica Nazionale, che si è aperta oggi a Gubbio. L’evento si svolge sul tema della Liturgia come luogo della Misericordia. Il servizio di Sergio Centofanti : Tutto parte “dalla consapevolezza che si è perdonati”. E’ questa coscienza - ricorda il Papa - che spinge a  perdonare. Il punto è che “si è riconciliati per riconciliare”. Infatti, “la misericordia del Padre non può essere rinchiusa in atteggiamenti intimistici ed autoconsolatori, perché essa si dimostra potente nel rinnovare le persone e renderle capaci di offrire agli altri l’esperienza viva dello stesso dono”. Occorre, dunque, “essere testimoni di misericordia in ogni ambiente, suscitando desiderio e capacità di perdono. Questo è un compito a cui tutti siamo chiamati – sottolinea - specialmente di fronte al rancore nel quale sono rinchiuse troppe persone, le quali hanno bisogno di ritrovare la gioia della serenità interiore e il gusto della pace”. Il Papa auspica che “maturi sempre più la comprensione della liturgia come fons et culmen di una vita ecclesiale e personale piena di misericordia e di compassione, perché costantemente formata alla scuola del Vangelo”. Quando ci sforziamo di vivere ogni evento liturgico “con lo sguardo fisso su Gesù e il suo volto misericordioso – afferma Papa Francesco - possiamo cogliere l’amore della SS. Trinità”. Questo amore “è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù”. Tutto “in lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione”. Come diceva Papa San Leone Magno: «Quello che era visibile [e tangibile] del nostro Redentore è passato nei sacramenti».  Un tale accostamento “aiuta a percepire tutta la liturgia quale luogo della misericordia incontrata e accolta per essere donata, luogo dove il grande mistero della riconciliazione è reso presente, annunciato, celebrato e comunicato”. “Il dono della Misericordia - si legge nel messaggio - risplende in modo tutto particolare nel sacramento della Penitenza o Riconciliazione”. Il rito della Penitenza sacramentale – conclude – va percepito “come espressione di una ‘Chiesa in uscita’, come ‘porta’ non solo per ri-entrare dopo l’essersi allontanati, ma altresì ‘soglia’ aperta verso le varie periferie di un’umanità sempre più bisognosa di compassione. In esso, infatti, si compie l’incontro con la misericordia ricreatrice di Dio da cui escono donne e uomini nuovi per annunciare la vita buona del Vangelo attraverso un’esistenza riconciliata e riconciliatrice”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/04/23/AP3414495_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Ogni cristiano si senta chiamato ad essere testimone di misericordia, vincendo il rancore che affligge il mondo: è quanto auspica Papa Francesco in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Parolin in occasione della 67<sup>a</sup> Settimana Liturgica Nazionale, che si è aperta oggi a Gubbio. L’evento si svolge sul tema della Liturgia come luogo della Misericordia. Il servizio di <strong>Sergio Centofanti</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_8139319" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00544755.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00544755.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></p> <p>Tutto parte “dalla consapevolezza che si è perdonati”. E’ questa coscienza - ricorda il Papa - che spinge a  perdonare. Il punto è che “si è riconciliati per riconciliare”. Infatti, “la misericordia del Padre non può essere rinchiusa in atteggiamenti intimistici ed autoconsolatori, perché essa si dimostra potente nel rinnovare le persone e renderle capaci di offrire agli altri l’esperienza viva dello stesso dono”.</p> <p>Occorre, dunque, “essere testimoni di misericordia in ogni ambiente, suscitando desiderio e capacità di perdono. Questo è un compito a cui tutti siamo chiamati – sottolinea - specialmente di fronte al rancore nel quale sono rinchiuse troppe persone, le quali hanno bisogno di ritrovare la gioia della serenità interiore e il gusto della pace”.</p> <p>Il Papa auspica che “maturi sempre più la comprensione della liturgia come <em>fons et culmen</em> di una vita ecclesiale e personale piena di misericordia e di compassione, perché costantemente formata alla scuola del Vangelo”.</p> <p>Quando ci sforziamo di vivere ogni evento liturgico “con lo sguardo fisso su Gesù e il suo volto misericordioso – afferma Papa Francesco - possiamo cogliere l’amore della SS. Trinità”. Questo amore “è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù”. Tutto “in lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione”.</p> <p>Come diceva Papa San Leone Magno: «Quello che era visibile [e tangibile] del nostro Redentore è passato nei sacramenti».  Un tale accostamento “aiuta a percepire tutta la liturgia quale luogo della misericordia incontrata e accolta per essere donata, luogo dove il grande mistero della riconciliazione è reso presente, annunciato, celebrato e comunicato”.</p> <p>“Il dono della Misericordia - si legge nel messaggio - risplende in modo tutto particolare nel sacramento della Penitenza o Riconciliazione”. Il rito della Penitenza sacramentale – conclude – va percepito “come espressione di una ‘Chiesa in uscita’, come ‘porta’ non solo per ri-entrare dopo l’essersi allontanati, ma altresì ‘soglia’ aperta verso le varie periferie di un’umanità sempre più bisognosa di compassione. In esso, infatti, si compie l’incontro con la misericordia ricreatrice di Dio da cui escono donne e uomini nuovi per annunciare la vita buona del Vangelo attraverso un’esistenza riconciliata e riconciliatrice”.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/22/messaggio_del_papa_per_la_settimana_nazionale_liturgica/1252793">(Da Radio Vaticana)</a>Papa: la porta della salvezza è stretta ma sempre aperta per tutti2016-08-21T12:35:18+00:00http://www.news.va/it/news/papa-la-porta-della-salvezza-e-stretta-ma-sempre-a La salvezza promessa da Gesù non è una “telenovela”. Richiede impegno per raggiungerla, ma con una certezza: che per quanto stretta sia la porta per arrivarvi, Dio la tiene sempre spalancata con la sua misericordia. Papa Francesco ha dedicato come sempre alla spiegazione del Vangelo domenicale il suo discorso all’Angelus, tenuto dalla finestra del suo studio privato su Piazza San Pietro. Il servizio di Alessandro De Carolis : Non è una questione di numeri, quanti ce la faranno e quanti no. E nemmeno una questione di cardini che girano una volta per tutte e chi resta fuori è condannato. Papa Francesco indica che per capire la pagina del Vangelo domenicale – l’entrare per “la porta stretta” – bisogna leggerla dal punto di vista della misericordia, lì è la chiave – dice – di ciò che Gesù intende con quella immagine. Misericordia incessante A innescare la risposta di Cristo è la domanda di un tale incrociato lungo la strada verso Gerusalemme: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. Gesù replica invitando a sforzarsi per varcare la soglia di una porta non facile da superare. Ma, afferma il Papa: “È una porta stretta non perché sia oppressiva, no; ma perché ci chiede di restringere e contenere il nostro orgoglio e la nostra paura, per aprirci con cuore umile e fiducioso a Lui, riconoscendoci peccatori, bisognosi del suo perdono. Per questo è stretta: per contenere il nostro orgoglio, che ci gonfia. La porta della misericordia di Dio è stretta ma è sempre spalancata, è spalancata per tutti! Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni”. Uscire dalle cattive abitudini Francesco ripete alla folla la convinzione che è l’architrave non solo del Giubileo ma di tutto il suo magistero: Gesù “aspetta ciascuno di noi, qualunque peccato abbiamo commesso, per abbracciarci, per offrirci il suo perdono” con un “flusso incessante di misericordia”. Il suo, insiste, è sempre un “pressante invito ad andare da Lui, a varcare la porta della vita piena, riconciliata e felice”: “Entrando per la porta di Gesù, la porta della fede e del Vangelo, noi potremo uscire dagli atteggiamenti mondani, dalle cattive abitudini, dagli egoismi e dalle chiusure. Quando c’è il contatto con l’amore e la misericordia di Dio, c’è il cambiamento autentico. E la nostra vita è illuminata dalla luce dello Spirito Santo: una luce inestinguibile!”. La salvezza è una cosa seria Francesco propone alla folla di riflettere qualche istante in silenzio sugli ostacoli – egoismi personali, peccati – che impediscono di passare la porta della salvezza assieme al fatto che quella porta è sempre spalancata dal perdono di Dio. Quindi, conclude soffermandosi sulla considerazione di Gesù sul fatto che a un certo punto quella porta non sarà più accessibile. Anche questo va ben compreso: “Questa porta è l’occasione che non va sprecata: non dobbiamo fare discorsi accademici sulla salvezza (...) Perché a un certo momento ‘il padrone di casa si alzerà e chiuderà quella porta’, come ci ha ricordato il Vangelo. Ma se Dio è buono e ci ama, perché chiude la porta, chiuderà la porta a un certo punto? Perché la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2016/08/15/ANSA1052947_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>La salvezza promessa da Gesù non è una “telenovela”. Richiede impegno per raggiungerla, ma con una certezza: che per quanto stretta sia la porta per arrivarvi, Dio la tiene sempre spalancata con la sua misericordia. Papa Francesco ha dedicato come sempre alla spiegazione del Vangelo domenicale il suo discorso all’Angelus, tenuto dalla finestra del suo studio privato su Piazza San Pietro. Il servizio di <strong>Alessandro De Carolis</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered rv-custom-audio" controls="" height="50" id="audioItem_8115433" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00544681.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> <span class="rv-audio-download"><a href="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00544681.mp3" title="Download audio"><img src="http://it.radiovaticana.va/Modules/Presentation/Styles/images-common/icons/download-audio-mp3_off.png" style="height: 30px;"/></a></span> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Non è una questione di numeri, quanti ce la faranno e quanti no. E nemmeno una questione di cardini che girano una volta per tutte e chi resta fuori è condannato. Papa Francesco indica che per capire la pagina del Vangelo domenicale – l’entrare per “la porta stretta” – bisogna leggerla dal punto di vista della misericordia, lì è la chiave – dice – di ciò che Gesù intende con quella immagine.</span></p> <p><strong>Misericordia incessante</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">A innescare la risposta di Cristo è la domanda di un tale incrociato lungo la strada verso Gerusalemme: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. Gesù replica invitando a sforzarsi per varcare la soglia di una porta non facile da superare. Ma, afferma il Papa:</span></p> <p>“È una porta stretta non perché sia oppressiva, no; ma perché ci chiede di restringere e contenere il nostro orgoglio e la nostra paura, per aprirci con cuore umile e fiducioso a Lui, riconoscendoci peccatori, bisognosi del suo perdono. Per questo è stretta: per contenere il nostro orgoglio, che ci gonfia. La porta della misericordia di Dio è stretta ma è sempre spalancata, è spalancata per tutti! Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni”.</p> <p><strong>Uscire dalle cattive abitudini</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">Francesco ripete alla folla la convinzione che è l’architrave non solo del Giubileo ma di tutto il suo magistero: Gesù “aspetta ciascuno di noi, qualunque peccato abbiamo commesso, per abbracciarci, per offrirci il suo perdono” con un “flusso incessante di misericordia”. Il suo, insiste, è sempre un “pressante invito ad andare da Lui, a varcare la porta della vita piena, riconciliata e felice”:</span></p> <p>“Entrando per la porta di Gesù, la porta della fede e del Vangelo, noi potremo uscire dagli atteggiamenti mondani, dalle cattive abitudini, dagli egoismi e dalle chiusure. Quando c’è il contatto con l’amore e la misericordia di Dio, c’è il cambiamento autentico. E la nostra vita è illuminata dalla luce dello Spirito Santo: una luce inestinguibile!”.</p> <p><strong>La salvezza è una cosa seria</strong><br/> <span style="line-height: 1.6;">Francesco propone alla folla di riflettere qualche istante in silenzio sugli ostacoli – egoismi personali, peccati – che impediscono di passare la porta della salvezza assieme al fatto che quella porta è sempre spalancata dal perdono di Dio. Quindi, conclude soffermandosi sulla considerazione di Gesù sul fatto che a un certo punto quella porta non sarà più accessibile. Anche questo va ben compreso:</span></p> <p>“Questa porta è l’occasione che non va sprecata: non dobbiamo fare discorsi accademici sulla salvezza (...) Perché a un certo momento ‘il padrone di casa si alzerà e chiuderà quella porta’, come ci ha ricordato il Vangelo. Ma se Dio è buono e ci ama, perché chiude la porta, chiuderà la porta a un certo punto? Perché la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna”.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/21/papa,_angelus_porta_della_salvezza_stretta_ma_sempre_aperta/1252707">(Da Radio Vaticana)</a>

  
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