Search   You are here:  Home  

 

 

 

   Riduci

  
 ... IN EVIDENZA Riduci

 Stampa   
Messaggio del Parroco  Messaggio del Parroco Ingrandisci

  
Dalla Santa Sede  Dalla Santa Sede Riduci
News.vahttp://www.news.va/2015-07-01T14:49:34+00:00Il Papa: Bédros, voce attenta delle sofferenze del popolo armeno2015-07-01T14:49:34+00:00http://www.news.va/it/news/il-papa-bedros-voce-attenta-delle-sofferenze-del-p Era profondamente radicato sulla Roccia che è Cristo. Riteneva che il tesoro più prezioso che il vescovo è chiamato ad amministrare, sia la fede derivante dalla predicazione apostolica e Sua Beatitudine si è generosamente prodigato per la sua diffusione, in particolare favorendo la formazione permanente del clero affinché, anche in contesti difficili, i ministri di Dio rinnovassero la loro adesione a Cristo, unica speranza e consolazione dell’umanità. Il messaggio letto dal card. Sandri E’ il ricordo che Papa Francesco traccia di Nèrsos Bédros XIX Tarmouni, patriarca di Cilicia degli armeno cattolici, spentosi il 25 giugno scorso per un arresto cardiaco. Il messaggio è stato letto ieri dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, in occasione dei funerali del patriarca nella cattedrale di Sant’Elia a Beirut, in Libano. Il patriarca si è speso per la giusta commemorazione delle sofferenze del popolo armeno Francesco, rattristato dalla notizia della scomparsa del Patriarca,  ricorda l’incontro con lui in occasione della commemorazione delle vittime del Metz Yeghern (il Grande Male) e della proclamazione a Dottore della Chiesa di San Gregorio di Narek, nella Basilica di San Pietro, lo scorso 12 aprile. Sua Beatitudine, si legge ancora nel messaggio, si è speso affinché la giusta commemorazione delle sofferenze subite dal popolo armeno nel corso della sua storia divenisse un’azione di grazia a Dio,  considerando l’esempio dei martiri e dei testimoni,  ottenendo al tempo stesso, da Lui, il balsamo della consolazione e della riconciliazione, il solo che può guarire le più profonde ferite delle anime e dei popoli. Francesco invita tutti a raccogliere l'eredità di Bédros XIX Il patriarca, conclude il Papa, ha potuto gioire, con tutto il popolo armeno, della elevazione a Dottore della Chiesa di San Gregorio di Narek, auspicando che la spiritualità di questo grande santo possa divenire un esempio per pastori e fedeli. Francesco invita quindi tutti a raccogliere l'eredità di Bédros XIX, implorando allo stesso tempo lo Spirito Santo di continuare a rinnovare il volto della Chiesa armeno cattolica, e affidando al Signore le fatiche legate ai limiti e alle fragilità della condizione di essere pellegrini in cammino verso la Patria eterna. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/04/12/REUTERS747089_LancioGrande.JPG" title=""/> <p>Era profondamente radicato sulla Roccia che è Cristo. Riteneva che il tesoro più prezioso che il vescovo è chiamato ad amministrare, sia la fede derivante dalla predicazione apostolica e Sua Beatitudine si è generosamente prodigato per la sua diffusione, in particolare favorendo la formazione permanente del clero affinché, anche in contesti difficili, i ministri di Dio rinnovassero la loro adesione a Cristo, unica speranza e consolazione dell’umanità.</p> <p><span style="line-height: 1.6;"><strong>Il messaggio letto dal card. Sandri</strong><br/> E’ il ricordo che Papa Francesco traccia di Nèrsos Bédros XIX Tarmouni, patriarca di Cilicia degli armeno cattolici, spentosi il 25 giugno scorso per un arresto cardiaco. Il messaggio è stato letto ieri dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, in occasione dei funerali del patriarca nella cattedrale di Sant’Elia a Beirut, in Libano.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;"><strong>Il patriarca si è speso per la giusta commemorazione delle sofferenze del popolo armeno</strong><br/> Francesco, rattristato dalla notizia della scomparsa del Patriarca,  ricorda l’incontro con lui in occasione della commemorazione delle vittime del Metz Yeghern (il Grande Male) e della proclamazione a Dottore della Chiesa di San Gregorio di Narek, nella Basilica di San Pietro, lo scorso 12 aprile. Sua Beatitudine, si legge ancora nel messaggio, si è speso affinché la giusta commemorazione delle sofferenze subite dal popolo armeno nel corso della sua storia divenisse un’azione di grazia a Dio,  considerando l’esempio dei martiri e dei testimoni,  ottenendo al tempo stesso, da Lui, il balsamo della consolazione e della riconciliazione, il solo che può guarire le più profonde ferite delle anime e dei popoli.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;"><strong>Francesco invita tutti a raccogliere l'eredità di Bédros XIX</strong><br/> Il patriarca, conclude il Papa, ha potuto gioire, con tutto il popolo armeno, della elevazione a Dottore della Chiesa di San Gregorio di Narek, auspicando che la spiritualità di questo grande santo possa divenire un esempio per pastori e fedeli. Francesco invita quindi tutti a raccogliere l'eredità di Bédros XIX, implorando allo stesso tempo lo Spirito Santo di continuare a rinnovare il volto della Chiesa armeno cattolica, e affidando al Signore le fatiche legate ai limiti e alle fragilità della condizione di essere pellegrini in cammino verso la Patria eterna.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/01/il_papa_bédros,_voce_attenta_delle_sofferenze_degli_armeni/1155317">(Da Radio Vaticana)</a>Papa: sono vicino al popolo greco, si salvi la sua dignità2015-07-01T14:41:41+00:00http://www.news.va/it/news/papa-sono-vicino-al-popolo-greco-si-salvi-la-sua-d Prima la dignità delle persone, poi il resto. Papa Francesco interviene nel febbrile negoziato in corso tra la Grecia e l’Unione Europea, teso a evitare il “default” del Paese ellenico, per esprimere solidarietà alla gente e ricordare l’ordine delle priorità. “Le notizie provenienti dalla Grecia – afferma in una dichiarazione il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi – preoccupano per la situazione economica e sociale del Paese. Il Santo Padre desidera far sentire la propria vicinanza a tutto il popolo ellenico, con speciale pensiero alle tante famiglie gravemente provate da una crisi umana e sociale, tanto complessa e sofferta”. “La dignità della persona umana – conclude la dichiarazione – deve rimanere al centro di ogni dibattito politico e tecnico, così come nell’assunzione di scelte responsabili. Papa Francesco invita tutti i fedeli ad unirsi in preghiera per il bene dell’amato popolo greco”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/07/01/AFP4312487_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Prima la dignità delle persone, poi il resto. Papa Francesco interviene nel febbrile negoziato in corso tra la Grecia e l’Unione Europea, teso a evitare il “default” del Paese ellenico, per esprimere solidarietà alla gente e ricordare l’ordine delle priorità.</p> <p>“Le notizie provenienti dalla Grecia – afferma in una dichiarazione il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi – preoccupano per la situazione economica e sociale del Paese. Il Santo Padre desidera far sentire la propria vicinanza a tutto il popolo ellenico, con speciale pensiero alle tante famiglie gravemente provate da una crisi umana e sociale, tanto complessa e sofferta”.</p> <p>“La dignità della persona umana – conclude la dichiarazione – deve rimanere al centro di ogni dibattito politico e tecnico, così come nell’assunzione di scelte responsabili. Papa Francesco invita tutti i fedeli ad unirsi in preghiera per il bene dell’amato popolo greco”.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/01/papa_sono_vicino_al_popolo_greco,_si_salvi_la_sua_dignità/1155324">(Da Radio Vaticana)</a>Giustizia e pace: cambiare rotta seguendo l'Enciclica del Papa2015-07-01T14:29:37+00:00http://www.news.va/it/news/giustizia-e-pace-cambiare-rotta-seguendo-lenciclic “Cambia il Pianeta - Cura le persone” è la campagna lanciata oggi nel corso della presentazione, in Sala Stampa Vaticana, della Conferenza: “Le persone e il pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta”, in programma domani e venerdì a Roma. L’incontro è organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace insieme alla rete Cisde, associazioni di ong cattoliche. Ce ne parla Benedetta Capelli : L’Enciclica di Papa Francesco: “Laudato si’” è la guida, il faro che indica la strada per invertire la rotta sul fronte dei cambiamenti climatici. I relatori che in Sala Stampa vaticana hanno presentato la Conferenza di domani e venerdì a Roma lo hanno sottolineato più volte mettendone in luce la prospettiva innovativa e il richiamo urgente all’azione. Secondo il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, bisogna partire dall’osservazione del Papa ovvero che il clima è un bene comune, che siamo di fronte ad una delle sfide più importanti di questi tempi, che l’attività umana ha danneggiato l’ambiente con inevitabili ripercussioni a livello sociale, economico e politico. Pertanto è necessario cercare nuovi modi di intendere l’economia e il progresso. L’intervento del porporato è stato letto da Flaminia Giovanelli , sottosegretario del dicastero vaticano: “Yet the single biggest obstacle… L’unico grandissimo ostacolo ancora all’imperativo di cambiare corso non è economico, scientifico o anche tecnologico, ma piuttosto interno alle nostre menti e ai nostri cuori. Le stesse menti, che impediscono di prendere decisioni radicali e invertire il trend del riscaldamento globale, impediscono anche di raggiungere l’obiettivo di eliminare la povertà. E’ necessario un approccio nel complesso più responsabile per affrontare entrambi i problemi: la riduzione dell’inquinamento e lo sviluppo dei Paesi e delle regioni più povere”. Bernd Nilles , segretario generale della Cisde, "International Alliance of Catholic Development Organisation", ha messo in luce la necessità di lavorare insieme perché la solidarietà aiuta ad affrontare alla radice i problemi. Il suo è un invito alla partecipazione, a combattere la sfida del cambiamento climatico mettendo in campo soluzioni che possono partire dal basso, dai nostri stili di vita, dal far sentire la propria voce facendo pressioni sui governi e per questo la Conferenza di Parigi sul clima sarà cruciale. E in vista di questo appuntamento ha lanciato una campagna ad hoc: “We launched today… Abbiamo lanciato oggi, con questa conferenza stampa, la nuova campagna internazionale 'Change for the planet, care for the people' sullo stile di vita, che invita le persone a cambiare la propria vita e a percorrere una strada verso un futuro sostenibile”. Sette i punti toccati dal prof. Ottmar Edenhofer, co-chair dell'"Intergovernmental Panel on Climate Change", per raccontare l’Enciclica del Papa che non è solo un testo sul clima ma riguarda anche la povertà e l’ineguaglianza. “Difficile ma non impossibile”: così Naomi Klein , giornalista e scrittrice canadese, da anni teorica e attivista del movimento no-global, ha voluto invitare la politica a non nascondersi di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Un intervento di grande impatto per lei che si definisce “femminista, ebrea e laica”, stupita dall’invito ma particolarmente colpita dall’Enciclica di Papa Francesco, che ha invitato a leggere con il cuore. Sotto accusa anche il sentirsi più forti della natura che ha portato all’incapacità di rispettare il creato: "We can save ourselves… Possiamo salvarci, ma solo se abbandoniamo il dominio e la supremazia e impariamo a lavorare con la natura". Nella sua analisi, Naomi Klein evidenzia come i modelli economici dominanti abbiano calpestato le persone: “The truth is that we have arrived… La verità è che siamo arrivati ad un punto pericoloso, in parte perché molti degli esperti economici ci hanno deluso, esercitando le loro forti capacità tecnocratiche senza saggezza. Hanno prodotti modelli che davano scandalosamente pochissimo valore alla vita umana, soprattutto a quella dei poveri, proteggendo i profitti aziendali e la crescita economica a tutti i costi. “La posta in gioco è alta – afferma – e non possiamo dividerci, né permettere alle differenze di dividerci”. Naomi Klein ha ricordato la marcia di 400 mila persone nel settembre scorso a New York e il grido lanciato che va ascoltato: “But difficult is not the same… ‘Difficile’ non è ‘impossibile’. Smettere di avere fiducia in un lavoro che può salvare innumerevoli vite e prevenire tanta sofferenza, semplicemente perché è difficile, costoso e richiede sacrificio, non è un atteggiamento pratico: è il tipo più vigliacco di resa”. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/07/01/AFP4312427_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>“Cambia il Pianeta - Cura le persone” è la campagna lanciata oggi nel corso della presentazione, in Sala Stampa Vaticana, della Conferenza: “Le persone e il pianeta al primo posto: l’imperativo di cambiare rotta”, in programma domani e venerdì a Roma. L’incontro è organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace insieme alla rete Cisde, associazioni di ong cattoliche. Ce ne parla <strong>Benedetta Capelli</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_4371082" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00484568.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">L’Enciclica di Papa Francesco: “Laudato si’” è la guida, il faro che indica la strada per invertire la rotta sul fronte dei cambiamenti climatici. I relatori che in Sala Stampa vaticana hanno presentato la Conferenza di domani e venerdì a Roma lo hanno sottolineato più volte mettendone in luce la prospettiva innovativa e il richiamo urgente all’azione. Secondo il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, bisogna partire dall’osservazione del Papa ovvero che il clima è un bene comune, che siamo di fronte ad una delle sfide più importanti di questi tempi, che l’attività umana ha danneggiato l’ambiente con inevitabili ripercussioni a livello sociale, economico e politico. Pertanto è necessario cercare nuovi modi di intendere l’economia e il progresso. L’intervento del porporato è stato letto da </span><strong style="line-height: 1.6;">Flaminia Giovanelli</strong><span style="line-height: 1.6;">, sottosegretario del dicastero vaticano:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“Yet the single biggest obstacle…</span><br/> <span style="line-height: 1.6;">L’unico grandissimo ostacolo ancora all’imperativo di cambiare corso non è economico, scientifico o anche tecnologico, ma piuttosto interno alle nostre menti e ai nostri cuori. Le stesse menti, che impediscono di prendere decisioni radicali e invertire il trend del riscaldamento globale, impediscono anche di raggiungere l’obiettivo di eliminare la povertà. E’ necessario un approccio nel complesso più responsabile per affrontare entrambi i problemi: la riduzione dell’inquinamento e lo sviluppo dei Paesi e delle regioni più povere”.</span></p> <p><strong style="line-height: 1.6;">Bernd Nilles</strong><span style="line-height: 1.6;">, segretario generale della Cisde, "International Alliance of Catholic Development Organisation", ha messo in luce la necessità di lavorare insieme perché la solidarietà aiuta ad affrontare alla radice i problemi. Il suo è un invito alla partecipazione, a combattere la sfida del cambiamento climatico mettendo in campo soluzioni che possono partire dal basso, dai nostri stili di vita, dal far sentire la propria voce facendo pressioni sui governi e per questo la Conferenza di Parigi sul clima sarà cruciale. E in vista di questo appuntamento ha lanciato una campagna ad hoc:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“We launched today…</span><br/> <span style="line-height: 1.6;">Abbiamo lanciato oggi, con questa conferenza stampa, la nuova campagna internazionale 'Change for the planet, care for the people' sullo stile di vita, che invita le persone a cambiare la propria vita e a percorrere una strada verso un futuro sostenibile”.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Sette i punti toccati dal prof. Ottmar Edenhofer, co-chair dell'"Intergovernmental Panel on Climate Change", per raccontare l’Enciclica del Papa che non è solo un testo sul clima ma riguarda anche la povertà e l’ineguaglianza. “Difficile ma non impossibile”: così </span><strong style="line-height: 1.6;">Naomi Klein</strong><span style="line-height: 1.6;">, giornalista e scrittrice canadese, da anni teorica e attivista del movimento no-global, ha voluto invitare la politica a non nascondersi di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. Un intervento di grande impatto per lei che si definisce “femminista, ebrea e laica”, stupita dall’invito ma particolarmente colpita dall’Enciclica di Papa Francesco, che ha invitato a leggere con il cuore. Sotto accusa anche il sentirsi più forti della natura che ha portato all’incapacità di rispettare il creato:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">"We can save ourselves…</span><br/> <span style="line-height: 1.6;">Possiamo salvarci, ma solo se abbandoniamo il dominio e la supremazia e impariamo a lavorare con la natura".</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Nella sua analisi, Naomi Klein evidenzia come i modelli economici dominanti abbiano calpestato le persone:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“The truth is that we have arrived…</span><br/> <span style="line-height: 1.6;">La verità è che siamo arrivati ad un punto pericoloso, in parte perché molti degli esperti economici ci hanno deluso, esercitando le loro forti capacità tecnocratiche senza saggezza. Hanno prodotti modelli che davano scandalosamente pochissimo valore alla vita umana, soprattutto a quella dei poveri, proteggendo i profitti aziendali e la crescita economica a tutti i costi.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“La posta in gioco è alta – afferma – e non possiamo dividerci, né permettere alle differenze di dividerci”. Naomi Klein ha ricordato la marcia di 400 mila persone nel settembre scorso a New York e il grido lanciato che va ascoltato:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">“But difficult is not the same…</span><br/> <span style="line-height: 1.6;">‘Difficile’ non è ‘impossibile’. Smettere di avere fiducia in un lavoro che può salvare innumerevoli vite e prevenire tanta sofferenza, semplicemente perché è difficile, costoso e richiede sacrificio, non è un atteggiamento pratico: è il tipo più vigliacco di resa”.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/01/cambiare_rotta_seguendo_lenciclica_di_papa_francesco/1155302">(Da Radio Vaticana)</a>Papa prega per l'America Latina: società sia più fraterna2015-07-01T11:30:38+00:00http://www.news.va/it/news/papa-prega-per-lamerica-latina-societa-sia-piu-fra A pochi giorni dalla partenza per il suo nono viaggio apostolico in Ecuador, Bolivia e Paraguay, dal 5 al 13 luglio prossimi, il Papa dedica l’intenzione di preghiera di questo mese ai cristiani dell’America Latina: “Di fronte alle disuguaglianze sociali – si legge – possano dare testimonianza di amore per i poveri e contribuire ad una società più fraterna”. Sulle attese per questa visita,  Paolo Ondarza ha raggiunto telefonicamente in Bolivia mons. Eugenio Scarpellini , vescovo di El Alto, città dove il Papa atterrerà mercoledì 8 direttamente dall’Ecuador: R. – Siamo contentissimi, abbiamo una gioia immensa, siamo in attesa del Santo Padre! C’è un lavoro enorme di preparazione, però lo facciamo con gioia! E speriamo che anche il mondo intero possa cogliere da questa visita del Santo Padre nei tre Paesi dell’America Latina un messaggio grande di attenzione verso un popolo credente. Un popolo che ancora deve crescere nella dignità, nel superamento dei limiti, delle difficoltà, delle crisi e delle ingiustizie che ci sono, ma un popolo che guarda con speranza al futuro. D. – Il tema della gioia, l’"alegria", è centrale in questo viaggio. Ed è stato ricordato anche da Papa Francesco in un videomessaggio diffuso in questi giorni… R. – Esattamente. Lui vuole venire per essere vicino a noi, per percepire le nostre preoccupazioni ma anche per portarci questa gioia del Vangelo. Leggere la nostra vita e su questa vita darci la gioia, la speranza che il Vangelo ci annuncia. Vuole essere, giustamente, il pastore che vive in mezzo alla sua gente, che non solo conosce perché ha informazioni, ma vuole guardare in faccia la gente: vuole vedere gli occhi, le espressioni e cogliere da questi volti la nostra vita in Bolivia e in questa vita inserire la sua parola, il suo messaggio di speranza e di gioia. D. – Per utilizzare un’espressione cara al Papa, vuole “essere un pastore con l’odore delle sue pecore”… R. – Esattamente. E lui atterrerà proprio in una grande città che è l’ultima città che è sorta in Bolivia. Pensiamo che 30 anni fa questa città aveva 200 mila abitanti, oggi ne ha più di un milione e 50 mila, con quartieri periferici grandi, con situazioni ancora di mancanza di strutture basilari, quindi con problematiche sociali, di vita, molto preoccupanti. Il Papa atterrerà qui a El Alto, la mia città, la mia diocesi. D. – Il Papa prega pensando all’America Latina: di fronte alle disuguaglianze sociali i cristiani di queste terre possano dare testimonianza dell’amore per i poveri e contribuire a una società più fraterna… R. – Sicuramente, in Bolivia si sono fatti passi importanti per superare le disuguaglianze. Passi importanti che però non possono distogliere lo sguardo dalla realtà che abbiamo e che è ancora molto, molto preoccupante. Disuguaglianze a livello di divario economico, fra ricchi e poveri, disuguaglianze  a livello culturale, di accesso all’educazione, disuguaglianze a livello di salute… Tutte queste situazioni ancora preoccupano e stimolano noi tutti, come Chiesa, in generale, a testimoniare la carità. Dobbiamo ricordare che in Bolivia la Chiesa ancora ha molte opere sociali, è al servizio della gente. Abbiamo più di 1.500 scuole, opere di salute, centri per ragazzi con disabilità, orfanotrofi, che sono a carico nostro. Quindi, la Chiesa svolge un lavoro grosso, purtroppo di supplenza. Noi speriamo che la visita del Santo Padre svegli la società intera su queste realtà in modo tale che ci sia un lavoro fatto insieme, fatto in comune, senza pensare se apparteniamo alla Chiesa o alla società civile, se siamo privati o pubblici… D. – E’ questo l’auspicio che come vescovo formula in vista di questa importante visita del Papa? R. – Senz’altro. Noi abbiamo fissato due parole, come motivo conduttore di questa visita: rinnovamento e riconciliazione. Il rinnovamento nasce da un desiderio di cambiare atteggiamenti e di essere attenti l’uno all’altro, superare le particolarità e sentire che nella diversità siamo una ricchezza uno per l’altro. La riconciliazione perché dobbiamo mettere da parte quello che può dividerci, negli aspetti  culturali, storici, religiosi. Le diversità, le divisioni del passato non possono continuare a ferire la nostra società, il nostro Paese. Bisogna avere il coraggio di guardare avanti e in Gesù riscoprire il senso del perdono reciproco per unire le forze e camminare verso una società più giusta, più degna per ogni persona che qui vive. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/04/16/AP2842410_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>A pochi giorni dalla partenza per il suo nono viaggio apostolico in Ecuador, Bolivia e Paraguay, dal 5 al 13 luglio prossimi, il Papa dedica l’intenzione di preghiera di questo mese ai cristiani dell’America Latina: “Di fronte alle disuguaglianze sociali – si legge – possano dare testimonianza di amore per i poveri e contribuire ad una società più fraterna”. Sulle attese per questa visita, <strong>Paolo Ondarza</strong> ha raggiunto telefonicamente in Bolivia <strong>mons. Eugenio Scarpellini</strong>, vescovo di El Alto, città dove il Papa atterrerà mercoledì 8 direttamente dall’Ecuador:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_4363370" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00484467.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p>R. – Siamo contentissimi, abbiamo una gioia immensa, siamo in attesa del Santo Padre! C’è un lavoro enorme di preparazione, però lo facciamo con gioia! E speriamo che anche il mondo intero possa cogliere da questa visita del Santo Padre nei tre Paesi dell’America Latina un messaggio grande di attenzione verso un popolo credente. Un popolo che ancora deve crescere nella dignità, nel superamento dei limiti, delle difficoltà, delle crisi e delle ingiustizie che ci sono, ma un popolo che guarda con speranza al futuro.</p> <p>D. – Il tema della gioia, l’"alegria", è centrale in questo viaggio. Ed è stato ricordato anche da Papa Francesco in un videomessaggio diffuso in questi giorni…</p> <p>R. – Esattamente. Lui vuole venire per essere vicino a noi, per percepire le nostre preoccupazioni ma anche per portarci questa gioia del Vangelo. Leggere la nostra vita e su questa vita darci la gioia, la speranza che il Vangelo ci annuncia. Vuole essere, giustamente, il pastore che vive in mezzo alla sua gente, che non solo conosce perché ha informazioni, ma vuole guardare in faccia la gente: vuole vedere gli occhi, le espressioni e cogliere da questi volti la nostra vita in Bolivia e in questa vita inserire la sua parola, il suo messaggio di speranza e di gioia.</p> <p>D. – Per utilizzare un’espressione cara al Papa, vuole “essere un pastore con l’odore delle sue pecore”…</p> <p>R. – Esattamente. E lui atterrerà proprio in una grande città che è l’ultima città che è sorta in Bolivia. Pensiamo che 30 anni fa questa città aveva 200 mila abitanti, oggi ne ha più di un milione e 50 mila, con quartieri periferici grandi, con situazioni ancora di mancanza di strutture basilari, quindi con problematiche sociali, di vita, molto preoccupanti. Il Papa atterrerà qui a El Alto, la mia città, la mia diocesi.</p> <p>D. – Il Papa prega pensando all’America Latina: di fronte alle disuguaglianze sociali i cristiani di queste terre possano dare testimonianza dell’amore per i poveri e contribuire a una società più fraterna…</p> <p>R. – Sicuramente, in Bolivia si sono fatti passi importanti per superare le disuguaglianze. Passi importanti che però non possono distogliere lo sguardo dalla realtà che abbiamo e che è ancora molto, molto preoccupante. Disuguaglianze a livello di divario economico, fra ricchi e poveri, disuguaglianze  a livello culturale, di accesso all’educazione, disuguaglianze a livello di salute… Tutte queste situazioni ancora preoccupano e stimolano noi tutti, come Chiesa, in generale, a testimoniare la carità. Dobbiamo ricordare che in Bolivia la Chiesa ancora ha molte opere sociali, è al servizio della gente. Abbiamo più di 1.500 scuole, opere di salute, centri per ragazzi con disabilità, orfanotrofi, che sono a carico nostro. Quindi, la Chiesa svolge un lavoro grosso, purtroppo di supplenza. Noi speriamo che la visita del Santo Padre svegli la società intera su queste realtà in modo tale che ci sia un lavoro fatto insieme, fatto in comune, senza pensare se apparteniamo alla Chiesa o alla società civile, se siamo privati o pubblici…</p> <p>D. – E’ questo l’auspicio che come vescovo formula in vista di questa importante visita del Papa?</p> <p>R. – Senz’altro. Noi abbiamo fissato due parole, come motivo conduttore di questa visita: rinnovamento e riconciliazione. Il rinnovamento nasce da un desiderio di cambiare atteggiamenti e di essere attenti l’uno all’altro, superare le particolarità e sentire che nella diversità siamo una ricchezza uno per l’altro. La riconciliazione perché dobbiamo mettere da parte quello che può dividerci, negli aspetti  culturali, storici, religiosi. Le diversità, le divisioni del passato non possono continuare a ferire la nostra società, il nostro Paese. Bisogna avere il coraggio di guardare avanti e in Gesù riscoprire il senso del perdono reciproco per unire le forze e camminare verso una società più giusta, più degna per ogni persona che qui vive.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/01/papa_prega_per_lamerica_latina_società_sia_più_fraterna/1155234">(Da Radio Vaticana)</a>La gioia dell'annuncio, tema viaggio Papa in America Latina2015-06-30T15:44:36+00:00http://www.news.va/it/news/la-gioia-dellannuncio-tema-viaggio-papa-in-america Il prossimo in America Latina, sarà il nono viaggio internazionale per il Papa. Dal 5 al 13 luglio, Francesco sarà in Ecuador, Bolivia e Paraguay, tre Paesi già visitati da San Giovanni Paolo II. Quarantotto ore e due tappe in ciascuna nazione, con 22 discorsi previsti in spagnolo. E’ un "programma impegnativo", ha spiegato il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, e avrà sempre lo sguardo rivolto alle periferie e con un tema unitario: la gioia dell’annuncio evangelico. Il servizio di Gabriella Ceraso: Un viaggio impegnativo che vedrà il Papa tornare nel suo continente e parlare la sua lingua, lo spagnolo. Per la prima volta la visita sarà a tre Paesi e non i più grandi né i primi nella geopolitica internazionale, in linea con la logica delle periferie cara al Pontefice. La storia di questi Paesi, fatta anche di conflitti e dittature, farà da sfondo importante, ha detto padre Federico Lombardi , anche per capire i messaggi che il Papa vuole lasciarvi: "E’ bene che questa storia dei regimi autoritari, militari, in questi Paesi sia presente un po’ come sfondo e anche l’incoraggiamento che il Papa intende dare e che i popoli si aspettano per un rinnovamento della loro vita sociale, politica in generale, nel senso della pace, dello sviluppo partecipativo e democratico" Da notare la vastità e varietà geografica di questo viaggio, compreso tra le Ande, l’Oceano Atlantico e il Rio della Plata: cambieranno altitudini e temperature in soli 7 giorni, fa notare padre Lomabrdi, passando dai 4.000 metri di altitudine della Bolivia al livello del mare in Paraguay. E variegato sarà il quadro etnico-culturale e questo avrà grande spazio in incontri e celebrazioni, come anche il tema della povertà: "Quello che ho notato nella preparazione degli eventi, nelle note che ho ricevuto anche dagli organizzatori, è che cercano di fare intervenire anche le persone che hanno delle partecipazioni attive, delle testimonianza da dare, nelle letture da fare, nei canti da fare e così via. Esprimo con molta attenzione la composizione variegata di questi popoli e di questi Paesi, venendo dalle diverse località, caratterizzate anche etnicamente in un modo diverso, dei diversi Paesi. Quindi, ci sarà da essere attenti a questa caratteristica etnica e culturale del viaggio". Quarantotto ore circa e due tappe in ogni Paese: nessun problema di sicurezza, ha detto il direttore della Sala Stampa vaticana, e spostamenti ampi per il Papa su papamobili create in loco. Documenti da tenere presenti sulle tematiche ecclesiali saranno quello di Aparecida e, per il tema del viaggio, l’"Evangelii Gaudium", espressa anche nei loghi e nei motti dei singoli Paesi: "Il tema del viaggio è un tema unitario: la gioia dell’annuncio del Vangelo. L’Ecuador ha come motto “Evangelizar con alegria”, la Bolivia “Con Francisco anunciamos la alegria del evangelio” e il Paraguay “Mensajero de la alegria y de la paz”. Quindi, 'Evangelii Gaudium'. Lo sfondo evidentemente dei motti, dei loghi, dello spirito del viaggio è: 'Evangelii Gaudium', la gioia di annunziare il Vangelo" Nel programma, oltre agli incontri istituzionali con gli episcopati - che saranno in questa occasione tutti informali, con le autorità civili e con la società civile in tutti i suoi volti - padre Lomabrdi ha evidenziato alcune tappe significative. Il primo abbraccio con la folla sarà a Guayaquil in Ecaudor, dove sono attese, come in altri grandi eventi del viaggio, circa un milione mezzo di persone, con la Messa dedicata alla famiglia. Due importanti visite ai Santuari mariani, quello della Divina misericordia a Guayaquil e dell’Immacolata a Caacupé, in Paraguay, cui anche il Papa è tanto devoto. A segnare il viaggio del Papa, diversi incontri con  le fasce più svantaggiate: gli anziani in Ecuador, i carcerati a Palmasol in Bolivia e i bambini malati all’ospedale pediatrico di Asunciòn in Paraguay. Ma anche la visita al quartiere povero e acquitrinoso di Asunciòn, il Banado Norte, e la partecipazione all II incontro mondiale dei Movimenti popolari a Santa Cruz in Bolivia: "Realtà popolari di base, che nascono dal basso, a cui il Papa tiene a offrire un sostegno, un incoraggiamento per un impegno di costruzione della società, che non cada dall’alto ma che nasca dal basso. Questo si collega anche poi alla sua impostazioni di attività pastorale e sociale a Buenos Aires e in Argentina e che adesso assume anche una raggio di significato mondiale più ampio". L'appuntamento conclusivo del viaggio sarà quello con i giovani a Costanera il lungo fiume domenica 12 luglio in Paraguay, alla vigilia della partenza per Roma. Ancora padre Lombardi: "Si prevedono un 200 mila persone, di nuovo un evento piuttosto grande. E sarà come sono questi incontri con i giovani, si porta la Croce, poi ci sono rappresentazioni allegoriche o coreografiche delle testimonianze e così via. Il Papa venera la Croce pellegrina e la consegna ai giovani inviandoli prima della benedizione finale". (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/11/13/RV645_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Il prossimo in America Latina, sarà il nono viaggio internazionale per il Papa. Dal 5 al 13 luglio, Francesco sarà in Ecuador, Bolivia e Paraguay, tre Paesi già visitati da San Giovanni Paolo II. Quarantotto ore e due tappe in ciascuna nazione, con 22 discorsi previsti in spagnolo. E’ un "programma impegnativo", ha spiegato il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, e avrà sempre lo sguardo rivolto alle periferie e con un tema unitario: la gioia dell’annuncio evangelico. Il servizio di <strong>Gabriella Ceraso:</strong></p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_4363199" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00484463.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Un viaggio impegnativo che vedrà il Papa tornare nel suo continente e parlare la sua lingua, lo spagnolo. Per la prima volta la visita sarà a tre Paesi e non i più grandi né i primi nella geopolitica internazionale, in linea con la logica delle periferie cara al Pontefice. La storia di questi Paesi, fatta anche di conflitti e dittature, farà da sfondo importante, ha detto<strong> padre Federico Lombardi</strong>, anche per capire i messaggi che il Papa vuole lasciarvi:</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">"E’ bene che questa storia dei regimi autoritari, militari, in questi Paesi sia presente un po’ come sfondo e anche l’incoraggiamento che il Papa intende dare e che i popoli si aspettano per un rinnovamento della loro vita sociale, politica in generale, nel senso della pace, dello sviluppo partecipativo e democratico"</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Da notare la vastità e varietà geografica di questo viaggio, compreso tra le Ande, l’Oceano Atlantico e il Rio della Plata: cambieranno altitudini e temperature in soli 7 giorni, fa notare padre Lomabrdi, passando dai 4.000 metri di altitudine della Bolivia al livello del mare in Paraguay. E variegato sarà il quadro etnico-culturale e questo avrà grande spazio in incontri e celebrazioni, come anche il tema della povertà:</span></p> <p>"Quello che ho notato nella preparazione degli eventi, nelle note che ho ricevuto anche dagli organizzatori, è che cercano di fare intervenire anche le persone che hanno delle partecipazioni attive, delle testimonianza da dare, nelle letture da fare, nei canti da fare e così via. Esprimo con molta attenzione la composizione variegata di questi popoli e di questi Paesi, venendo dalle diverse località, caratterizzate anche etnicamente in un modo diverso, dei diversi Paesi. Quindi, ci sarà da essere attenti a questa caratteristica etnica e culturale del viaggio".</p> <p><span style="line-height: 1.6;">Quarantotto ore circa e due tappe in ogni Paese: nessun problema di sicurezza, ha detto il direttore della Sala Stampa vaticana, e spostamenti ampi per il Papa su papamobili create in loco. Documenti da tenere presenti sulle tematiche ecclesiali saranno quello di Aparecida e, per il tema del viaggio, l’"Evangelii Gaudium", espressa anche nei loghi e nei motti dei singoli Paesi:</span></p> <p>"Il tema del viaggio è un tema unitario: la gioia dell’annuncio del Vangelo. L’Ecuador ha come motto “Evangelizar con alegria”, la Bolivia “Con Francisco anunciamos la alegria del evangelio” e il Paraguay “Mensajero de la alegria y de la paz”. Quindi, 'Evangelii Gaudium'. Lo sfondo evidentemente dei motti, dei loghi, dello spirito del viaggio è: 'Evangelii Gaudium', la gioia di annunziare il Vangelo"</p> <p><span style="line-height: 1.6;">Nel programma, oltre agli incontri istituzionali con gli episcopati - che saranno in questa occasione tutti informali, con le autorità civili e con la società civile in tutti i suoi volti - padre Lomabrdi ha evidenziato alcune tappe significative. Il primo abbraccio con la folla sarà a Guayaquil in Ecaudor, dove sono attese, come in altri grandi eventi del viaggio, circa un milione mezzo di persone, con la Messa dedicata alla famiglia. Due importanti visite ai Santuari mariani, quello della Divina misericordia a Guayaquil e dell’Immacolata a Caacupé, in Paraguay, cui anche il Papa è tanto devoto. A segnare il viaggio del Papa, diversi incontri con </span><span style="line-height: 1.6;">le fasce più svantaggiate: gli anziani in Ecuador, i carcerati a Palmasol in Bolivia e i bambini malati all’ospedale pediatrico di Asunciòn in Paraguay. Ma anche la visita al quartiere povero e acquitrinoso di Asunciòn, il Banado Norte, e la partecipazione all II incontro mondiale dei Movimenti popolari a Santa Cruz in Bolivia:</span></p> <p>"Realtà popolari di base, che nascono dal basso, a cui il Papa tiene a offrire un sostegno, un incoraggiamento per un impegno di costruzione della società, che non cada dall’alto ma che nasca dal basso. Questo si collega anche poi alla sua impostazioni di attività pastorale e sociale a Buenos Aires e in Argentina e che adesso assume anche una raggio di significato mondiale più ampio".</p> <p>L'appuntamento conclusivo del viaggio sarà quello con i giovani <span style="line-height: 1.6;">a Costanera il lungo fiume domenica 12 luglio in Paraguay, alla vigilia della partenza per Roma. Ancora padre Lombardi:</span></p> <p>"Si prevedono un 200 mila persone, di nuovo un evento piuttosto grande. E sarà come sono questi incontri con i giovani, si porta la Croce, poi ci sono rappresentazioni allegoriche o coreografiche delle testimonianze e così via. Il Papa venera la Croce pellegrina e la consegna ai giovani inviandoli prima della benedizione finale".</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/06/30/la_gioia_dellannuncio,_tema_viaggio_papa_in_america_latina_/1155098">(Da Radio Vaticana)</a>Papa, le tappe della visita di settembre a Cuba e negli Usa2015-06-30T15:11:37+00:00http://www.news.va/it/news/papa-le-tappe-della-visita-di-settembre-a-cuba-e-n Saranno nove giorni densi di appuntamenti per Papa Francesco, quelli del viaggio apostolico a Cuba e negli Stati Uniti, scanditi da incontri, discorsi e celebrazioni eucaristiche, secondo il programma del viaggio reso noto dalla Sala Stampa vaticana. La partenza è prevista per sabato 19 settembre da Roma alle 10.15 con arrivo all’aeroporto de La Habana alle 16 ora locale dello stesso giorno, con la giornata chiusa dalla cerimonia di benvenuto. Nella capitale cubana, il giorno dopo, domenica, Francesco celebra la Messa sulla Plaza de la Revolucion, seguita dalla visita di cortesia a Raùl Castro, presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri della Repubblica, e successivamente dalla celebrazione dei Vespri con sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi nella cattedrale della città. La giornata termina con il saluto ai giovani del Centro Cultural Padre Félix Varela. Lunedì 21, il Papa lascia La Habana per Holguin, dove celebra la Santa Messa prima di partire per Santiago. A Santiago, dove trascorre la notte, incontra i Vescovi, nel Seminario San Basilio Magno, si sposta poi al Santuario della “Virgen de la Caridad del Cobre” per la preghiera con i vescovi e il seguito papale. Il giorno successivo, martedì 22 settembre, sempre nel Santuario, celebra la Santa Messa, mentre nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione incontra le famiglie. Dall’aeroporto di Santiago, Francesco si congeda dalla città e dall’isola di Cuba per volare a Washington, prima tappa della visita agli Stati Uniti. Alla Andrews Air Force Base si svolge la cerimonia di accoglienza ufficiale, mentre la cerimonia di benvenuto è spostata al giorno successivo, il 23 settembre, nel South Lawn della Casa Bianca con la visita di cortesia al presidente degli Usa, Barack Obama. Nella cattedrale cittadina, subito dopo, il Papa incontra i vescovi Usa, mentre nel pomeriggio, come ultimo appuntamento della giornata, celebra la Santa Messa con la canonizzazione del Beato P. Junipero Serra nel Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione. Giovedì 24, la giornata prevede la visita al Congresso degli Stati Uniti d’America, la visita al Centro caritativo della parrocchia di St. Patrick, con l’incontro con i senzatetto, e poi la partenza per l’aeroporto JFK di New York dove, prima della fine della giornata, celebra i Vespri con il clero, le religiose e i religiosi nella Cattedrale di S. Patrizio. E’ per il 25 settembre la visita alla sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, poi l’incontro interreligioso al Memorial di Ground Zero e la visita alla scuola “Nostra Signora, Regina degli Angeli”, ad Harlem, con l’appuntamento con bambini e famiglie immigrati. Alle 18 la Santa Messa nel Madison Square Garden. Sabato 26 inizia con la partenza per Philadelphia, dove giunge meno di un’ora dopo per celebrare la Santa Messa con i vescovi, il clero, religiosi e religiose della Pennsylvania nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Nel pomeriggio, l’incontro per la libertà religiosa con la comunità ispanica e altri immigrati nella Independence Mall. Spostamento poi al B.Franklin Parkwau per la festa delle famiglie e la veglia di preghiera. L’ultimo giorno, domenica 27 settembre, si apre con l’incontro con i vescovi ospiti dell’Incontro Mondiale delle Famiglie nel Seminario San Carlo Borromeo e prosegue con la visita ai detenuti nell’Istituto di Correzione Curran-Fromhold, con la Santa Messa conclusiva dell’VIII Incontro Mondiale delle Famiglie di nuovo nel B.Franklin Parkway. All’aeroporto di Philadelphia, prima del volo che lo riporterà in Vaticano, Francesco saluta il comitato organizzatore, i volontari e i benefattori e si congeda dagli Stati Uniti. L’arrivo all’aeroporto di Roma Ciampino è previsto per lunedì 28 settembre alle ore 10. (A cura di Francesca Sabatinelli) (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2015/05/11/REUTERS794771_LancioGrande.JPG" title=""/> <p>Saranno nove giorni densi di appuntamenti per Papa Francesco, quelli del viaggio apostolico a Cuba e negli Stati Uniti, scanditi da incontri, discorsi e celebrazioni eucaristiche, secondo il programma del viaggio reso noto dalla Sala Stampa vaticana.</p> <p><span style="line-height: 1.6;">La partenza è prevista per sabato 19 settembre da Roma alle 10.15 con arrivo all’aeroporto de La Habana alle 16 ora locale dello stesso giorno, con la giornata chiusa dalla cerimonia di benvenuto. Nella capitale cubana, il giorno dopo, domenica, Francesco celebra la Messa sulla Plaza de la Revolucion, seguita dalla visita di cortesia a Raùl Castro, presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri della Repubblica, e successivamente dalla celebrazione dei Vespri con sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi nella cattedrale della città. La giornata termina con il saluto ai giovani del Centro Cultural Padre Félix Varela.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Lunedì 21, il Papa lascia La Habana per Holguin, dove celebra la Santa Messa prima di partire per Santiago. A Santiago, dove trascorre la notte, incontra i Vescovi, nel Seminario San Basilio Magno, si sposta poi al Santuario della “Virgen de la Caridad del Cobre” per la preghiera con i vescovi e il seguito papale. Il giorno successivo, martedì 22 settembre, sempre nel Santuario, celebra la Santa Messa, mentre nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione incontra le famiglie.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Dall’aeroporto di Santiago, Francesco si congeda dalla città e dall’isola di Cuba per volare a Washington, prima tappa della visita agli Stati Uniti. Alla Andrews Air Force Base si svolge la cerimonia di accoglienza ufficiale, mentre la cerimonia di benvenuto è spostata al giorno successivo, il 23 settembre, nel South Lawn della Casa Bianca con la visita di cortesia al presidente degli Usa, Barack Obama. Nella cattedrale cittadina, subito dopo, il Papa incontra i vescovi Usa, mentre nel pomeriggio, come ultimo appuntamento della giornata, celebra la Santa Messa con la canonizzazione del Beato P. Junipero Serra nel Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione. Giovedì 24, la giornata prevede la visita al Congresso degli Stati Uniti d’America, la visita al Centro caritativo della parrocchia di St. Patrick, con l’incontro con i senzatetto, e poi la partenza per l’aeroporto JFK di New York dove, prima della fine della giornata, celebra i Vespri con il clero, le religiose e i religiosi nella Cattedrale di S. Patrizio.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">E’ per il 25 settembre la visita alla sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, poi l’incontro interreligioso al Memorial di Ground Zero e la visita alla scuola “Nostra Signora, Regina degli Angeli”, ad Harlem, con l’appuntamento con bambini e famiglie immigrati. Alle 18 la Santa Messa nel Madison Square Garden. Sabato 26 inizia con la partenza per Philadelphia, dove giunge meno di un’ora dopo per celebrare la Santa Messa con i vescovi, il clero, religiosi e religiose della Pennsylvania nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo. Nel pomeriggio, l’incontro per la libertà religiosa con la comunità ispanica e altri immigrati nella Independence Mall. Spostamento poi al B.Franklin Parkwau per la festa delle famiglie e la veglia di preghiera.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">L’ultimo giorno, domenica 27 settembre, si apre con l’incontro con i vescovi ospiti dell’Incontro Mondiale delle Famiglie nel Seminario San Carlo Borromeo e prosegue con la visita ai detenuti nell’Istituto di Correzione Curran-Fromhold, con la Santa Messa conclusiva dell’VIII Incontro Mondiale delle Famiglie di nuovo nel B.Franklin Parkway. All’aeroporto di Philadelphia, prima del volo che lo riporterà in Vaticano, Francesco saluta il comitato organizzatore, i volontari e i benefattori e si congeda dagli Stati Uniti. L’arrivo all’aeroporto di Roma Ciampino è previsto per lunedì 28 settembre alle ore 10. <strong>(A cura di Francesca Sabatinelli)</strong></span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2015/06/30/papa,_le_tappe_della_visita_di_settembre_a_cuba_e_negli_usa/1155082">(Da Radio Vaticana)</a>

  
 Repository Dashboard Riduci
 

 Stampa   
 Il saluto a don Peppino dopo 21 anni a S. Bernardo Riduci

 Stampa   
 Papa Francesco - Udienza 4 giugno 2014 Riduci
Papa Francesco - Foto Udienza 4 giugno 2014

 Stampa   


 Avvisi ai Naviganti Riduci
Lettura documenti in formato PDF - sabato 27 agosto 2011

get_adobe_reader.gifPer visualizzare alcuni documenti presenti in questo sito, è necessario avere installato sul proprio computer il programma Adobe Reader. Se non lo possiedi, puoi scaricarlo gratuitamente seguendo il collegamento...

 maggiori informazioni ...

  
Home:La Parrocchia:News dalla Parrocchia:Lo Sport :L'album dei Ricordi
Copyright (c) 2000-2006 Condizioni d'Uso Dichiarazione per la Privacy