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News.vahttp://www.news.va/2014-09-21T10:02:15+00:00Papa Francesco ha iniziato il suo viaggio in Albania2014-09-21T10:02:15+00:00http://www.news.va/it/news/papa-francesco-ha-iniziato-il-suo-viaggio-in-alban Papa Francesco è arrivato in Albania. L’aereo papale è atterrato all’aeroporto internazionale “Madre Teresa” di Tirana poco prima delle 9.00. Il nunzio apostolico ed il Capo del protocollo sono saliti a bordo per salutare il Pontefice il quale sceso dalla scaletta dell’aereo, è stato accolto dal premier albanese Edi Rama e nella Sala Vip dell’aeroscalo hanno avuto un incontro di pochi minuti. Quindi il corteo si è diretto al Palazzo Presidenziale dove lo attendeva il Capo dello Stato albanese Bujar Nishani per la cerimonia di benvenuto. E' seguito un incontro con le autorità albanesi, il Corpo diplomatico ed alcuni Capi religiosi del Paese. Quindi Papa Francesco si trasferirà alla piazza Madre Teresa di Tirana per la celebrazione della Santa Messa e la recita dell’Angelus. (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/09/21/AFP3566857_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Papa Francesco è arrivato in Albania. L’aereo papale è atterrato all’aeroporto internazionale “Madre Teresa” di Tirana poco prima delle 9.00. Il nunzio apostolico ed il Capo del protocollo sono saliti a bordo per salutare il Pontefice il quale sceso dalla scaletta dell’aereo, è stato accolto dal premier albanese Edi Rama e nella Sala Vip dell’aeroscalo hanno avuto un incontro di pochi minuti. Quindi il corteo si è diretto al Palazzo Presidenziale dove lo attendeva il Capo dello Stato albanese Bujar Nishani per la cerimonia di benvenuto. E' seguito un incontro con le autorità albanesi, il Corpo diplomatico ed alcuni Capi religiosi del Paese. Quindi Papa Francesco si trasferirà alla piazza Madre Teresa di Tirana per la celebrazione della Santa Messa e la recita dell’Angelus.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/09/21/papa_francesco_ha_iniziato_il_suo_viaggio_in_albania/1106989">(Da Radio Vaticana)</a>Papa crea Commissione riforma del processo matrimoniale canonico2014-09-21T09:23:17+00:00http://www.news.va/it/news/papa-crea-commissione-riforma-del-processo-matrimo Una Commissione speciale di studio per la riforma del processo matrimoniale canonico, con l'obiettivo di "semplificarne la procedura, rendendola più snella e salvaguardando il principio di indissolubilità del matrimonio". A istituirla oggi è stato Papa Francesco, che ha chiamato a presiederla  - informa una nota della Sala Stampa vaticana -  mons. Pio Vito Pinto, decano del Tribunale della Rota Romana. Il nuovo organismo avrà tra i suoi componenti il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Dimitrios Salachas, esarca apostolico per i cattolici greci di rito bizantino. Ne faranno parte anche i monsignori Maurice Monier, Leo Xavier MichaelArokiaraj e Alejandro W. Bunge, prelati uditori del Tribunale della Rota Romana, nonché padre Nikolaus Schöch, O.F.M., promotore di Giustizia Sostituto del Supremo Tribunale dellaSegnatura Apostolica, padre Konštanc  Miroslav Adam, O.P., rettore magnifico della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), padre Jorge Horta Espinoza, O.F.M., decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Antoniamum, e il prof. Paolo Moneta, già docente di Diritto Canonico presso l’Università di Pisa. "I lavori della Commissione speciale - conclude la nota - inizieranno quanto prima e avranno come scopo di preparare una proposta di riforma del processo matrimoniale, cercando di semplificarne la procedura, rendendola più snella e salvaguardando il principio di indissolubilità del matrimonio". (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/02/28/ANSA566643_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Una Commissione speciale di studio per la riforma del processo matrimoniale canonico, con l'obiettivo di "semplificarne la procedura, rendendola più snella e salvaguardando il principio di indissolubilità del matrimonio". A istituirla oggi è stato Papa Francesco, che ha chiamato a presiederla<span style="line-height: 1.6;"> - informa una nota della Sala Stampa vaticana - </span><span style="line-height: 1.6;">mons. Pio Vito Pinto, decano del Tribunale della Rota Romana.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Il nuovo organismo avrà tra i suoi componenti il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Dimitrios Salachas, esarca apostolico per i cattolici greci di rito bizantino. Ne faranno parte anche i monsignori Maurice Monier, Leo Xavier MichaelArokiaraj e Alejandro W. Bunge, prelati uditori del Tribunale della Rota Romana, nonché padre Nikolaus Schöch, O.F.M., promotore di Giustizia Sostituto del Supremo Tribunale dellaSegnatura Apostolica, padre Konštanc </span><span style="line-height: 1.6;">Miroslav Adam, O.P., rettore magnifico della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), padre Jorge Horta Espinoza, O.F.M., decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Antoniamum, e il prof. Paolo Moneta, già docente di Diritto Canonico presso l’Università di Pisa.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">"I lavori della Commissione speciale - conclude la nota - inizieranno quanto prima e avranno come scopo di preparare una proposta di riforma del processo matrimoniale, cercando di semplificarne la procedura, rendendola più snella e salvaguardando il principio di indissolubilità del matrimonio".</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/09/20/papa_crea_commissione_riforma_processo_matrimoniale_canonico/1106944">(Da Radio Vaticana)</a>Francesco in Albania: una Chiesa giovane e vitale, un popolo rafforzato dalla sofferenza2014-09-20T16:18:18+00:00http://www.news.va/it/news/francesco-in-albania-una-chiesa-giovane-e-vitale-u "Francesco arriva in Albania per rendere omaggio alle sofferenze di un popolo.  Attraverserà la via principale di Tirana, dove sono state affisse le immagini dei 40  sacerdoti uccisi dalla dittatura comunista. Noi cattolici albanesi speriamo che sia  accelerato il loro processo di canonizzazione. Soprattutto per lasciare un segno alle nuove generazioni". Così, don Gjergj Meta, responsabile della comunicazione per la visita del Papa in Albania , racconta l'attesa per questo quarto viaggio apostolico internazionale di Francesco, il primo in Europa. "Il Santo Padre - prosegue don Gjergj - sottolineerà e incoraggerà, poi, la capacità di collaborazione e convivenza tra cattolici, ortodossi e musulmani che caratterizza l'Albania. Nel 1912, all'atto dell'indipendenza, il primo ministro era musulmano, il viceministro cattolico e i segretari ortodossi. E questa capacità di dialogo è intatta". "Rispetto alla visita di San Giovanni Paolo II, nel 1993, quando Tirana aveva solo 300mila abitanti, oggi la capitale conta un milione e duecentomila persone ed è la città in cui vive il maggior numero di cristiani", spiega Klaudia Bumci, inviata della Radio Vaticana . "La Chiesa, che allora era appena uscita dal comunismo, è, in questi anni, cresciuta e ha sviluppato le sue strutture dedite alla carità, all'educazione e alla sanità. Oggi deve soprattutto dedicarsi alla cura delle anime". "Francesco - riprende don Gjergj Meta - trova una Chiesa giovane e vitale. Dal Papa ci aspettiamo un incoraggiamento nella valorizzazione dei laicato, e in particolare del ruolo della donna, in una società ancora in gran parte patriarcale. E soprattutto una spinta per il superamento del clericalismo, per vivere davvero nella Chiesa come popolo di Dio, secondo gli insegnamenti del Concilio". "Quella di Papa Francesco è una visita che rappresenta un incoraggiamento per una Chiesa giovane che è emersa dalle catacombe del comunismo ed è in crescita, vuole sentirsi sempre più parte ella Chiesa universale", commenta padre Raffaele Lanzilli, gesuita, per 22 anni in Albania nelle diocesi di Tirana e Scutari . "Ma è anche - aggiunge - un riconoscimento della capacità che questa Chiesa ha avuto di restare salda nella fede, anche nel momento della prova, e del suo desiderio di aderire sempre più alla sequela di Cristo". "Oggi, la sfida è conservare questa fede pur in una realtà mutevole. E i cattolici albanesi hanno le potenzialità per poterlo fare". "Sono molto riconoscente nei confronti degli albanesi e ho imparato molto da loro", aggiunge padre Lanzilli. "Sia dai cattolici, sia da persone appartenenti ad altri credo religiosi. Ho imparato da loro la capacità di resistere alle difficoltà della vita, la capacità di restare umili e di guardare alla storia con occhi penetranti, per riconoscere la presenza del Signore e incarnare il motto ignaziano che invita a trovare Dio in tutte le cose". "I decenni del comunismo, e prima i secoli della dominazione turca, hanno lasciato in Albania le ferite della sfiducia in sé stessi e nel futuro. La diffidenza nei confronti degli altri. Ma ci sono tanti tesori nei cuori di questa gente. Abbiamo molto da imparare da chi ha sofferto come loro". "Anche le giovani generazioni, che non hanno vissuto la dittatura - conclude padre lanzilli -, seppur attirate dalle luci di un benessere vuoto, hanno molto da dire ai loro coetanei di tutto il mondo. C'è tanta forza di amare nel cuore di tanti giovani albanesi".  (Da Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/09/20/AP2574596_LancioGrande.jpg" title=""/> <p><strong>"Francesco arriva in Albania per rendere omaggio alle sofferenze di un popolo. <span style="line-height: 1.6;">Attraverserà la via principale di Tirana, dove sono state affisse le immagini dei 40 </span><span style="line-height: 1.6;">sacerdoti uccisi dalla dittatura comunista. Noi cattolici albanesi speriamo che sia </span></strong><span style="line-height: 1.6;"><strong>accelerato il loro processo di canonizzazione. Soprattutto per lasciare un segno alle nuove generazioni".</strong> Così, <strong>don Gjergj Meta, responsabile della comunicazione per la visita del Papa in Albania</strong>, racconta l'attesa per questo quarto viaggio apostolico internazionale di Francesco, il primo in Europa. "Il Santo Padre - prosegue don Gjergj - sottolineerà e incoraggerà, poi, la capacità di collaborazione e convivenza tra cattolici, ortodossi e musulmani che caratterizza l'Albania. Nel 1912, all'atto dell'indipendenza, il primo ministro era musulmano, il viceministro cattolico e i segretari ortodossi. E questa capacità di dialogo è intatta". </span></p> <p><span style="line-height: 1.6;"><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_2202072" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00445033.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></span></p> <p><span style="line-height: 1.6;"><strong>"Rispetto alla visita di San Giovanni Paolo II, nel 1993, quando Tirana aveva solo 300mila abitanti, oggi la capitale conta un milione e duecentomila persone ed è la città in cui vive il maggior numero di cristiani", </strong>spiega <strong>Klaudia Bumci, inviata della Radio Vaticana</strong>. "La Chiesa, che allora era appena uscita dal comunismo, è, in questi anni, cresciuta e ha sviluppato le sue strutture dedite alla carità, all'educazione e alla sanità. Oggi deve soprattutto dedicarsi alla cura delle anime". "Francesco - riprende don Gjergj Meta - trova una Chiesa giovane e vitale. Dal Papa ci aspettiamo un incoraggiamento nella valorizzazione dei laicato, e in particolare del ruolo della donna, in una società ancora in gran parte patriarcale. E soprattutto una spinta per il superamento del clericalismo, per vivere davvero nella Chiesa come popolo di Dio, secondo gli insegnamenti del Concilio".</span></p> <p><strong>"Quella di Papa Francesco è una visita che rappresenta un incoraggiamento per una Chiesa giovane che è emersa dalle catacombe del comunismo ed è in crescita, vuole sentirsi sempre più parte ella Chiesa universale", </strong>commenta<strong> padre Raffaele Lanzilli, gesuita, per 22 anni in Albania nelle diocesi di Tirana e Scutari</strong>. "Ma è anche - aggiunge - un riconoscimento della capacità che questa Chiesa ha avuto di restare salda nella fede, anche nel momento della prova, e del suo desiderio di aderire sempre più alla sequela di Cristo". "Oggi, la sfida è conservare questa fede pur in una realtà mutevole. E i cattolici albanesi hanno le potenzialità per poterlo fare". <strong>"Sono molto riconoscente nei confronti degli albanesi e ho imparato molto da loro", aggiunge padre Lanzilli. "Sia dai cattolici, sia da persone appartenenti ad altri credo religiosi. Ho imparato da loro la capacità di resistere alle difficoltà della vita, la capacità di restare umili e di guardare alla storia con occhi penetranti, per riconoscere la presenza del Signore e incarnare il motto ignaziano che invita a trovare Dio in tutte le cose".</strong> "I decenni del comunismo, e prima i secoli della dominazione turca, hanno lasciato in Albania le ferite della sfiducia in sé stessi e nel futuro. La diffidenza nei confronti degli altri. Ma ci sono tanti tesori nei cuori di questa gente. Abbiamo molto da imparare da chi ha sofferto come loro". "Anche le giovani generazioni, che non hanno vissuto la dittatura - conclude padre lanzilli -, seppur attirate dalle luci di un benessere vuoto, hanno molto da dire ai loro coetanei di tutto il mondo. C'è tanta forza di amare nel cuore di tanti giovani albanesi". </p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/09/20/francesco_in_albania_una_chiesa_giovane_e_vitale/1106969">(Da Radio Vaticana)</a>Papa Francesco: la Chiesa accorci le distanze dalla gente2014-09-20T14:52:16+00:00http://www.news.va/it/news/francesco-la-chiesa-accorci-le-distanze-dalla-gent“Si avverte oggi l’imperiosa necessità di una conversione missionaria”. Una conversione che riguarda ogni battezzato e ogni parrocchia, ma che i pastori “sono chiamati a vivere e a testimoniare per primi”. E’ quanto ha sottolineato Papa Francesco incontrando i vescovi partecipanti al Seminario promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Il servizio di Amedeo Lomonaco : Le sfide del mondo attuale “rendono ancora più ardua la missione dei vescovi”. Il servizio all’umanità – ha ricordato Papa Francesco – è il fulcro della “conversione missionaria della Chiesa”, chiamata a imitare “il Signore che ha lavato i piedi ai suoi discepoli”. “La Chiesa, in quanto comunità evangelizzatrice, è chiamata a crescere nella prossimità, ad accorciare le distanze, ad abbassarsi fino all’umiliazione se è necessario”. “I vescovi – ha osservato il Papa - devono comportarsi ‘come coloro che servono’, avendo sempre sotto gli occhi l’esempio del Buon Pastore”. La Chiesa – ha sottolineato - ha bisogno di pastori, di servitori, “di vescovi che sappiano mettersi in ginocchio davanti agli altri per lavare loro i piedi”. “Pastori vicini alla gente, padri e fratelli miti, pazienti e misericordiosi; che amano la povertà, sia come libertà per il Signore sia come semplicità e austerità di vita”.   Un esempio luminoso di tale servizio pastorale – ha ricordato il Pontefice – “sono i santi Martiri coreani, Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni”, la cui memoria liturgica si celebra oggi. “Ancorati in Cristo, Buon Pastore, non hanno esitato a versare il proprio sangue per il Vangelo, di cui erano dispensatori fedeli e testimoni eroici". Il pensiero del Papa è poi andato ai vescovi cinesi che, per varie ragioni, non hanno potuto partecipare all’incontro odierno. “Come vorrei – si è augurato il Papa – fossero presenti all’incontro di oggi! In fondo al cuore, però, auspico che non sia lontano quel giorno”. Se a volte possono avere l’impressione di essere soli – ha aggiunto il Santo Padre – “più forte è la certezza che le loro sofferenze porteranno frutto” per il bene dei loro fedeli e di tutta la Chiesa. Papa Francesco, ricordando il cammino sinodale sulla famiglia, ha poi chiesto ai vescovi partecipanti al Seminario di pregare per la prossima Assemblea del Sinodo. “Le famiglie – ha spiegato – sono alla base dell’opera evangelizzatrice”. Il Papa ha incoraggiato infine i presuli “a promuovere la pastorale familiare, affinché le famiglie, accompagnate e formate, possano dare sempre meglio il loro apporto alla vita della Chiesa e della società”. (Da Radio Vaticana)...<p><img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/09/10/AFP3540296_LancioGrande.jpg" title=""/></p><p><span style="line-height: 1.6;">“Si avverte oggi l’imperiosa necessità di una conversione missionaria”. Una conversione che riguarda ogni battezzato e ogni parrocchia, ma che i pastori “sono chiamati a vivere e a testimoniare per primi”. E’ quanto ha sottolineato Papa Francesco incontrando i vescovi partecipanti al Seminario promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Il servizio di <strong>Amedeo Lomonaco</strong>:</span></p><p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_2201553" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00445014.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p><p><span style="line-height: 1.6;">Le sfide del mondo attuale “rendono ancora più ardua la missione dei vescovi”. Il servizio all’umanità – ha ricordato Papa Francesco – è il fulcro della “conversione missionaria della Chiesa”, chiamata a imitare “il Signore che ha lavato i piedi ai suoi discepoli”. “La Chiesa, in quanto comunità evangelizzatrice, è chiamata a crescere nella prossimità, ad accorciare le distanze, ad abbassarsi fino all’umiliazione se è necessario”.</span></p><p>“I vescovi – ha osservato il Papa - devono comportarsi ‘come coloro che servono’, avendo sempre sotto gli occhi l’esempio del Buon Pastore”. La Chiesa – ha sottolineato - ha bisogno di pastori, di servitori, “di vescovi che sappiano mettersi in ginocchio davanti agli altri per lavare loro i piedi”. “Pastori vicini alla gente, padri e fratelli miti, pazienti e misericordiosi; che amano la povertà, sia come libertà per il Signore sia come semplicità e austerità di vita”.  </p><p>Un esempio luminoso di tale servizio pastorale – ha ricordato il Pontefice – “sono i santi Martiri coreani, Andrea Kim Taegŏn, sacerdote, Paolo Chŏng Hasang e compagni”, la cui memoria liturgica si celebra oggi. “Ancorati in Cristo, Buon Pastore, non hanno esitato a versare il proprio sangue per il Vangelo, di cui erano dispensatori fedeli e testimoni eroici".</p><p>Il pensiero del Papa è poi andato ai vescovi cinesi che, per varie ragioni, non hanno potuto partecipare all’incontro odierno. “Come vorrei – si è augurato il Papa – fossero presenti all’incontro di oggi! In fondo al cuore, però, auspico che non sia lontano quel giorno”. Se a volte possono avere l’impressione di essere soli – ha aggiunto il Santo Padre – “più forte è la certezza che le loro sofferenze porteranno frutto” per il bene dei loro fedeli e di tutta la Chiesa.</p><p>Papa Francesco, ricordando il cammino sinodale sulla famiglia, ha poi chiesto ai vescovi partecipanti al Seminario di pregare per la prossima Assemblea del Sinodo. “Le famiglie – ha spiegato – sono alla base dell’opera evangelizzatrice”. Il Papa ha incoraggiato infine i presuli “a promuovere la pastorale familiare, affinché le famiglie, accompagnate e formate, possano dare sempre meglio il loro apporto alla vita della Chiesa e della società”.</p><p><a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/09/20/francesco_la_chiesa_accorci_le_distanze_dalla_gente/1106945">(Da Radio Vaticana)</a></p>Il Papa incontra i presidenti di Lettonia e Argentina2014-09-20T14:20:17+00:00http://www.news.va/it/news/francesco-incontra-i-presidenti-di-lettonia-e-argeLa soluzione alla crisi in Ucraina sia “politica, fondata sul diritto” e “mediante il dialogo”. È l’auspicio che è scaturito dal cordiale incontro avvenuto stamattina nel Palazzo Apostolico fra Papa Francesco e il presidente della Lettonia, Andris Bērziņš. Nel corso dei colloqui, riferisce un comunicato ufficiale, “sono state evocate le buone relazioni esistenti fra la Lettonia e la Santa Sede, nonché il positivo apporto della Chiesa cattolica alla società, specialmente in ambito educativo e sociale”. Inoltre, sono stati affrontati “alcuni aspetti della vita del Paese”, assieme a “tematiche internazionali di mutuo interesse, in particolare nel contesto del turno di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, che la Lettonia assumerà dal 1° gennaio 2015”. “Speciale attenzione –precisa la nota – è stata riservata alla situazione in Ucraina, auspicando che sia privilegiata la ricerca di una soluzione politica, fondata sul diritto, mediante il dialogo”. Dopo l’incontro con il Papa, il presidente lettone si è intrattenuto a colloquio con il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e l’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati. Alla fine della mattinata, verso le 12.30, Papa Francesco ha ricevuto in udienza la presidente dell’Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, con la quale si è intrattenuto per un colloquio privato nella sala di casa S. Marta per una quindicina di minuti. Subito dopo, il Papa si ha incontrato a lungo la delegazione ufficiale per un momento di saluto e di scambio di doni. L’incontro è poi proseguito con il pranzo a S. Marta. (Da Radio Vaticana)...<p><img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/09/20/1561614_LancioGrande.jpg" title=""/></p><p>La soluzione alla crisi in Ucraina sia “politica, fondata sul diritto” e “mediante il dialogo”. È l’auspicio che è scaturito dal cordiale incontro avvenuto stamattina nel Palazzo Apostolico fra Papa Francesco e il presidente della Lettonia, Andris Bērziņš.</p><p>Nel corso dei colloqui, riferisce un comunicato ufficiale, “sono state evocate le buone relazioni esistenti fra la Lettonia e la Santa Sede, nonché il positivo apporto della Chiesa cattolica alla società, specialmente in ambito educativo e sociale”. Inoltre, sono stati affrontati “alcuni aspetti della vita del Paese”, assieme a “tematiche internazionali di mutuo interesse, in particolare nel contesto del turno di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, che la Lettonia assumerà dal 1° gennaio 2015”.</p><p>“Speciale attenzione –precisa la nota – è stata riservata alla situazione in Ucraina, auspicando che sia privilegiata la ricerca di una soluzione politica, fondata sul diritto, mediante il dialogo”.</p><p>Dopo l’incontro con il Papa, il presidente lettone si è intrattenuto a colloquio con il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e l’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati.</p><p>Alla fine della mattinata, verso le 12.30, Papa Francesco ha ricevuto in udienza la presidente dell’Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, con la quale si è intrattenuto per un colloquio privato nella sala di casa S. Marta per una quindicina di minuti. Subito dopo, il Papa si ha incontrato a lungo la delegazione ufficiale per un momento di saluto e di scambio di doni. L’incontro è poi proseguito con il pranzo a S. Marta.</p><p><a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/09/20/francesco_incontra_i_presidenti_di_lettonia_e_argentina/1106953">(Da Radio Vaticana)</a></p>Francesco chiede di pregare per l’Europa, per la Cina e per il Papa stesso-Tre periferie2014-09-20T13:31:38+00:00http://www.news.va/it/news/francesco-chiede-di-pregare-per-leuropa-per-la-cinLa vecchia Europa, la Cina e il Papa stesso sono tre periferie che, per motivi diversi, hanno particolarmente bisogno di preghiere. E queste preghiere Francesco le ha chieste ai giovani vescovi dei territori dipendenti dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Incontrando sabato mattina, 20 settembre, i presuli ordinati nell’ultimo anno che partecipano a un seminario di aggiornamento promosso da Propaganda Fide, il Pontefice ha consegnato loro il discorso preparato e — improvvisando alcune parole in risposta a quelle del cardinale prefetto Filoni — ha parlato dell’Europa, come di «un continente un po’ invecchiato». Per questo ha raccomandato che «le Chiese nuove devono» sostenerla «con le preghiere e con l’aiuto affinché si riprenda». La seconda periferia evocata dal Pontefice è la Cina. «Dobbiamo anche pregare per la Chiesa della Cina, per i nuovi vescovi della Cina» ha esortato. «Preghiamo perché le cose possano andare bene e questa periferia possa venire per incontrarci tutti». Infine l’ultima “periferia” è il Papa stesso. «Pregate pure per me», ha concluso. In precedenza, venerdì pomeriggio, aveva ricevuto nell’aula Paolo VI i partecipanti a un incontro sull’Evangelii gaudium, sottolineando che la Chiesa dev’essere «segno di vicinanza, di bontà, di solidarietà e di misericordia», specie per le persone che soffrono....<p style="text-align: justify;">La vecchia Europa, la Cina e il Papa stesso sono tre periferie che, per motivi diversi, hanno particolarmente bisogno di preghiere. E queste preghiere Francesco le ha chieste ai giovani vescovi dei territori dipendenti dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.</p><p><img alt="Mirco Marchelli, «Il Signore, padre del suo popolo» (2011)" src="http://vaticanresources.s3.amazonaws.com:80/images%2F036d15e3bd10eb9e1c1f32862f88e3bb_1.jpg" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" title="Mirco Marchelli, «Il Signore, padre del suo popolo» (2011)"/></p><p style="text-align: justify;">Incontrando sabato mattina, 20 settembre, i presuli ordinati nell’ultimo anno che partecipano a un seminario di aggiornamento promosso da Propaganda Fide, il Pontefice ha consegnato loro il discorso preparato e — improvvisando alcune parole in risposta a quelle del cardinale prefetto Filoni — ha parlato dell’Europa, come di «un continente un po’ invecchiato». Per questo ha raccomandato che «le Chiese nuove devono» sostenerla «con le preghiere e con l’aiuto affinché si riprenda». La seconda periferia evocata dal Pontefice è la Cina. «Dobbiamo anche pregare per la Chiesa della Cina, per i nuovi vescovi della Cina» ha esortato. «Preghiamo perché le cose possano andare bene e questa periferia possa venire per incontrarci tutti». Infine l’ultima “periferia” è il Papa stesso. «Pregate pure per me», ha concluso. In precedenza, venerdì pomeriggio, aveva ricevuto nell’aula Paolo VI i partecipanti a un incontro sull’Evangelii gaudium, sottolineando che la Chiesa dev’essere «segno di vicinanza, di bontà, di solidarietà e di misericordia», specie per le persone che soffrono.</p>

  
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