Search   You are here:  Home  

 

 

 

   Riduci
Il News Feed non è disponibile. Messaggio di errore:The remote server returned an error: (404) Not Found.


  
 ... IN EVIDENZA Riduci

 Stampa   
Nuovo Parroco a S. Bernardo  Nuovo Parroco a S. Bernardo Ingrandisci

  
Dalla Santa Sede  Dalla Santa Sede Riduci
News.vahttp://www.news.va/2014-07-23T12:05:36+00:00Il Papa alla Chiesa britannica: difendete la vita da ogni fragilità2014-07-23T12:05:36+00:00http://www.news.va/it/news/il-papa-alla-chiesa-britannica-difendete-la-vita-d Difendere la vita contro “la cultura della morte” e portare l’amore di Cristo nei luoghi dove si manifestano “nuove forme di povertà e fragilità”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio – a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – indirizzato ai cattolici di Regno Unito e Irlanda che il 27 luglio celebreranno l’annuale Giornata per la vita. Il servizio di Alessandro De Carolis : Non serve voltare le spalle, perché la “carne di Cristo”, quella che soffre, non sparisce. Senza tetto, tossicodipendenti, rifugiati, migranti, anziani: l’identikit della povertà ha cento facce e tutte interrogano la coscienza cristiana. Papa Francesco lo scrive a chiare lettere nella Evangelii gaudium , al numero 210, quando invita la Chiesa a essere “senza frontiere” e “madre di tutti”. Un’eco chiara di questo pensiero si trova nel Messaggio scritto dal Papa per l’imminente Giornata per la vita che domenica prossima coinvolgerà anzitutto le Chiese di Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles, col titolo “# livelife proteggi e ama la vita dal suo inizio alla sua fine naturale”. Papa Francesco riprende un passaggio della sua Esortazione apostolica rivolgendosi in particolare ai giovani. La Giornata dedicata a riflettere sulla “santità del dono della vita” che viene da Dio vi ispiri, scrive, “a combattere la cultura della morte, non solo lavorando per garantire un'adeguata tutela legale per il diritto umano fondamentale alla vita, ma anche cercando di portare l'amore misericordioso di Cristo come un balsamo che dà vita a quelle preoccupanti ‘nuove forme di povertà e fragilità’, sempre più evidenti nella società contemporanea”. I proventi della prossima Giornata per la raccolta Vita nel Regno Unito e in Irlanda saranno devoluti a sostegno delle strutture della Chiesa locale che si occupano della promozione e della difesa della vita. (Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/06/11/AFP3290533_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Difendere la vita contro “la cultura della morte” e portare l’amore di Cristo nei luoghi dove si manifestano “nuove forme di povertà e fragilità”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio – a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – indirizzato ai cattolici di Regno Unito e Irlanda che il 27 luglio celebreranno l’annuale Giornata per la vita. Il servizio di <strong>Alessandro De Carolis</strong>:</p> <p><span style="display: inline-block;"> <audio class="video-js vjs-default-skin vjs-big-play-button-centered" controls="" height="50" id="audioItem_1784189" width="245"><source src="http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00437600.mp3" type="audio/mp3"></source></audio> </span></p> <p>Non serve voltare le spalle, perché la “carne di Cristo”, quella che soffre, non sparisce. Senza tetto, tossicodipendenti, rifugiati, migranti, anziani: l’identikit della povertà ha cento facce e tutte interrogano la coscienza cristiana. Papa Francesco lo scrive a chiare lettere nella <em>Evangelii gaudium</em>, al numero 210, quando invita la Chiesa a essere “senza frontiere” e “madre di tutti”.</p> <p>Un’eco chiara di questo pensiero si trova nel Messaggio scritto dal Papa per l’imminente Giornata per la vita che domenica prossima coinvolgerà anzitutto le Chiese di Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles, col titolo “# livelife proteggi e ama la vita dal suo inizio alla sua fine naturale”.</p> <p>Papa Francesco riprende un passaggio della sua Esortazione apostolica rivolgendosi in particolare ai giovani. La Giornata dedicata a riflettere sulla “santità del dono della vita” che viene da Dio vi ispiri, scrive, “a combattere la cultura della morte, non solo lavorando per garantire un'adeguata tutela legale per il diritto umano fondamentale alla vita, ma anche cercando di portare l'amore misericordioso di Cristo come un balsamo che dà vita a quelle preoccupanti ‘nuove forme di povertà e fragilità’, sempre più evidenti nella società contemporanea”.</p> <p>I proventi della prossima Giornata per la raccolta Vita nel Regno Unito e in Irlanda saranno devoluti a sostegno delle strutture della Chiesa locale che si occupano della promozione e della difesa della vita.</p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/07/23/papa,_messaggio_per_la_giornata_della_vita_in_gb_e_irlanda/1103266">(Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)</a>A novembre III Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali2014-07-23T12:05:34+00:00http://www.news.va/it/news/a-novembre-iii-congresso-mondiale-dei-movimenti-ec “La gioia del Vangelo: una gioia missionaria”: sarà questo il tema del il terzo Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, in programma a Roma, presso il Pontificio Collegio Internazionale “Maria Mater Ecclesiae”, dal 20 al 22 novembre 2014. All’evento parteciperanno, su invito del Pontificio Consiglio per i Laici, i delegati delle realtà associative internazionali più diffuse nel mondo, in costante dialogo con il dicastero vaticano. Il tema dell’incontro è ispirato ad un passo dell’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco (n.21), in cui si legge: “La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria. Ha sempre la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre. Il Signore dice: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (Mc 1,38). Quando la semente è stata seminata in un luogo, non si trattiene più là per spiegare meglio o per fare segni ulteriori, bensì lo Spirito lo conduce a partire verso altri villaggi”. “L’esortazione apostolica Evangelii gaudium – spiega in una nota il Pontificio Consiglio per i Laici - appare essere un vero e proprio vademecum per i movimenti ecclesiali e le nuove comunità. In questo documento la necessità di una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia, “la dolce e confortante gioia di evangelizzare” (cfr. n. 9), è ritenuta da Papa Francesco l’obiettivo prioritario per il cammino della Chiesa dei nostri giorni”. Lo scopo principale del Congresso, dunque, è quello di “rendere evidente e incoraggiare ancora di più la gioiosa adesione dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità al pressante invito del Pontefice ad entrare nella dinamica di uscita missionaria”. All’evento risultano iscritti più di ottanta realtà associative internazionali ed oltre cinquantacinque fondatori e responsabili generali di varie comunità sparse nel mondo, che saranno accompagnate, durante i giorni del Congresso, dalla partecipazione di alcuni vescovi, provenienti da realtà diocesane e da organismi della Curia romana, quale segno concreto di comunione ecclesiale. Linea portante di preparazione al Congresso – spiega il card. Stanislaw Rylko, presidente del dicastero – è l’invito di Papa Francesco all’edificazione di una Chiesa in uscita, che si renda protagonista della propria trasformazione missionaria, anche attraverso il contributo di movimenti ecclesiali e nuove comunità, perché “comunità di base e piccole comunità, movimenti e altre forme di associazione, sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori”. (EG, n. 29). “Il Congresso di novembre – continua mons. Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici - vuole essere una risposta chiara e decisa dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità circa il loro apporto a un risveglio missionario di tutta la Chiesa”. Il carattere dell’evento, sottolinea poi il presule, sarà quello “dell’incontro, del dialogo e del mutuo ascolto. Non si tratterà quindi di un incontro a carattere accademico, che veda esperti in materia dare conferenze ad una platea di partecipanti uditori, bensì di un mutuo scambio di idee, riflessioni ed esperienze in cui gli stessi congressisti, nei molti ed ampi spazi riservati al dibattito e nei momenti comunitari, possano rendersi attori principali del Congresso stesso, condividendo con tutti le proprie considerazioni e valutazioni in ordine ai temi proposti”. Da ricordare che le precedenti edizioni del Congresso si tennero nel 1998 e nel 2006, in stretta coincidenza, logica e cronologica, con gli incontri di queste realtà ecclesiali con Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI, per riflettere insieme sulle tematiche più urgenti ed emergenti in seno all’identità e missione delle associazioni di fedeli nella Chiesa e nel mondo. (I.P.)    (Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2013/07/07/AFP2434050_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>“La gioia del Vangelo: una gioia missionaria”: sarà questo il tema del il terzo Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, in programma a Roma, presso il Pontificio Collegio Internazionale “Maria Mater Ecclesiae”, dal 20 al 22 novembre 2014.</p> <p>All’evento parteciperanno, su invito del Pontificio Consiglio per i Laici, i delegati delle realtà associative internazionali più diffuse nel mondo, in costante dialogo con il dicastero vaticano.</p> <p>Il tema dell’incontro è ispirato ad un passo dell’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco (n.21), in cui si legge: “La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria. Ha sempre la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre. Il Signore dice: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!» (Mc 1,38). Quando la semente è stata seminata in un luogo, non si trattiene più là per spiegare meglio o per fare segni ulteriori, bensì lo Spirito lo conduce a partire verso altri villaggi”.</p> <p>“L’esortazione apostolica Evangelii gaudium – spiega in una nota il Pontificio Consiglio per i Laici - appare essere un vero e proprio vademecum per i movimenti ecclesiali e le nuove comunità. In questo documento la necessità di una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia, “la dolce e confortante gioia di evangelizzare” (cfr. n. 9), è ritenuta da Papa Francesco l’obiettivo prioritario per il cammino della Chiesa dei nostri giorni”. Lo scopo principale del Congresso, dunque, è quello di “rendere evidente e incoraggiare ancora di più la gioiosa adesione dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità al pressante invito del Pontefice ad entrare nella dinamica di uscita missionaria”.</p> <p>All’evento risultano iscritti più di ottanta realtà associative internazionali ed oltre cinquantacinque fondatori e responsabili generali di varie comunità sparse nel mondo, che saranno accompagnate, durante i giorni del Congresso, dalla partecipazione di alcuni vescovi, provenienti da realtà diocesane e da organismi della Curia romana, quale segno concreto di comunione ecclesiale.</p> <p>Linea portante di preparazione al Congresso – spiega il card. Stanislaw Rylko, presidente del dicastero – è l’invito di Papa Francesco all’edificazione di una Chiesa in uscita, che si renda protagonista della propria trasformazione missionaria, anche attraverso il contributo di movimenti ecclesiali e nuove comunità, perché “comunità di base e piccole comunità, movimenti e altre forme di associazione, sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori”. (EG, n. 29).</p> <p>“Il Congresso di novembre – continua mons. Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici - vuole essere una risposta chiara e decisa dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità circa il loro apporto a un risveglio missionario di tutta la Chiesa”. Il carattere dell’evento, sottolinea poi il presule, sarà quello “dell’incontro, del dialogo e del mutuo ascolto. Non si tratterà quindi di un incontro a carattere accademico, che veda esperti in materia dare conferenze ad una platea di partecipanti uditori, bensì di un mutuo scambio di idee, riflessioni ed esperienze in cui gli stessi congressisti, nei molti ed ampi spazi riservati al dibattito e nei momenti comunitari, possano rendersi attori principali del Congresso stesso, condividendo con tutti le proprie considerazioni e valutazioni in ordine ai temi proposti”.</p> <p>Da ricordare che le precedenti edizioni del Congresso si tennero nel 1998 e nel 2006, in stretta coincidenza, logica e cronologica, con gli incontri di queste realtà ecclesiali con Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI, per riflettere insieme sulle tematiche più urgenti ed emergenti in seno all’identità e missione delle associazioni di fedeli nella Chiesa e nel mondo. (I.P.) <br/>  </p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/07/23/a_novembre_iii_congresso_mondiale_dei_movimenti_ecclesiali/1103259">(Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)</a>A colloquio con il cardinale Ouellet: per fare un vescovo2014-07-23T06:53:57+00:00http://www.news.va/it/news/a-colloquio-con-il-cardinale-ouellet-per-fare-un-vUomo di preghiera, di annuncio, di testimonianza. Ma soprattutto «pastore con l’odore delle pecore, cioè vicino alla gente». È questa la figura del vescovo che emerge dall’insegnamento di Papa Francesco, il quale — sottolinea in questa intervista al nostro giornale il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi — non ha «la pretesa di dire cose nuove» ma ha «il dono di mettere in luce con maggior forza quegli aspetti irrinunciabili» che costituiscono il cuore della missione episcopale. È possibile tracciare un identikit del vescovo secondo le indicazioni di Papa Francesco? Credo proprio di sì. Ai rappresentanti pontifici convocati a Roma l’anno scorso, il Pontefice ha detto che non ha la pretesa di dire cose nuove. Ha però il dono di mettere in luce con maggior forza quegli aspetti irrinunciabili che, nel nostro caso, costituiscono l’identità del vescovo. Incontrando la Congregazione per i vescovi, nel febbraio scorso, ha specificato alcuni tratti della figura dei vescovi quali testimoni del Risorto, kerigmatici, oranti e pastori. Spesso Papa Francesco fa uso di immagini che colpiscono e veicolano con immediatezza il suo pensiero. Quali in particolare? Per esempio, ha detto che il vescovo deve essere un pastore con l’odore delle pecore, cioè vicino alla gente. Questo è il primo criterio indicato dal Papa per la scelta dei candidati all’episcopato. Inoltre, che non abbia una psicologia da «principe», ma sia padre e fratello, mite, misericordioso e, soprattutto, paziente. Un altro lineamento identitario è che il vescovo viva da sposo di una Chiesa, senza essere in costante ricerca di un’altra, così da spendersi senza calcoli umani per il popolo che gli è affidato.  Nicola Gori...<p><img alt="" src="http://vaticanresources.s3.amazonaws.com:80/images%2F93ea6ee75b7a118593d563bad95d58e0_3.jpg" style="float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" title=""/></p><p style="text-align: justify;">Uomo di preghiera, di annuncio, di testimonianza. Ma soprattutto «pastore con l’odore delle pecore, cioè vicino alla gente». È questa la figura del vescovo che emerge dall’insegnamento di Papa Francesco, il quale — sottolinea in questa intervista al nostro giornale il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi — non ha «la pretesa di dire cose nuove» ma ha «il dono di mettere in luce con maggior forza quegli aspetti irrinunciabili» che costituiscono il cuore della missione episcopale.</p><p style="text-align: justify;">È possibile tracciare un identikit del vescovo secondo le indicazioni di Papa Francesco?</p><p style="text-align: justify;">Credo proprio di sì. Ai rappresentanti pontifici convocati a Roma l’anno scorso, il Pontefice ha detto che non ha la pretesa di dire cose nuove. Ha però il dono di mettere in luce con maggior forza quegli aspetti irrinunciabili che, nel nostro caso, costituiscono l’identità del vescovo. Incontrando <st1>la Congregazione per i vescovi, nel febbraio scorso, ha specificato alcuni tratti della figura dei vescovi quali testimoni del Risorto, kerigmatici, oranti e pastori. Spesso Papa Francesco fa uso di immagini che colpiscono e veicolano con immediatezza il suo pensiero.</st1></p><p style="text-align: justify;">Quali in particolare?</p><p style="text-align: justify;">Per esempio, ha detto che il vescovo deve essere un pastore con l’odore delle pecore, cioè vicino alla gente. Questo è il primo criterio indicato dal Papa per la scelta dei candidati all’episcopato. Inoltre, che non abbia una psicologia da «principe», ma sia padre e fratello, mite, misericordioso e, soprattutto, paziente. Un altro lineamento identitario è che il vescovo viva da sposo di una Chiesa, senza essere in costante ricerca di un’altra, così da spendersi senza calcoli umani per il popolo che gli è affidato. </p><p style="text-align: right;">Nicola Gori</p>Papa Francesco: costruire convivenza più giusta tra i popoli del Mediterraneo2014-07-22T08:31:34+00:00http://www.news.va/it/news/papa-francesco-costruire-convivenza-piu-giusta-tra "Un rinnovato impegno nella costruzione di una convivenza più giusta e fraterna" tra i popoli del Mediterraneo: è quanto ha chiesto Papa Francesco, in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, per la prima edizione, a Trapani, della manifestazione Fly for peace. L’iniziativa mira a riportare al centro dell’interesse internazionale l’urgenza della pace, della cooperazione e del dialogo tra culture e religioni nelle diverse realtà del mare Mediterraneo, valorizzando la vocazione della Sicilia nel processo di integrazione e di solidarietà tra le genti, come testimoniato anche dalle tragiche vicende collegate agli sbarchi di migliaia di immigrati sulle coste della regione. Il Papa ha auspicato che la manifestazione possa contribuire "a favorire la presa di coscienza degli universali valori della pace e della solidarietà" e ha invitato a privilegiare soprattutto "il dialogo come forma di incontro, per fuggire dalla globalizzazione dell’indifferenza, che fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro". Francesco ha affidato i frutti di Fly for peace all’intercessione di Maria "perché le popolazioni di Sicilia e del Mediterraneo siano colme di prosperità e di speranza". (Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/07/18/ANSA629877_LancioGrande.jpg" title=""/> <p><span style="line-height: 1.6;">"Un rinnovato impegno nella costruzione di una convivenza più giusta e fraterna" tra i popoli del Mediterraneo: è quanto ha chiesto Papa Francesco, in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, per la prima edizione, a Trapani, della manifestazione Fly for peace. L’iniziativa mira a riportare al centro dell’interesse internazionale l’urgenza della pace, della cooperazione e del dialogo tra culture e religioni nelle diverse realtà del mare Mediterraneo, valorizzando la vocazione della Sicilia nel processo di integrazione e di solidarietà tra le genti, come testimoniato anche dalle tragiche vicende collegate agli sbarchi di migliaia di immigrati sulle coste della regione.</span></p> <p><span style="line-height: 1.6;">Il Papa ha auspicato che la manifestazione possa contribuire "a favorire la presa di coscienza degli universali valori della pace e della solidarietà" e ha invitato a privilegiare soprattutto "il dialogo come forma di incontro, per fuggire dalla globalizzazione dell’indifferenza, che fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro". Francesco ha affidato i frutti di Fly for peace all’intercessione di Maria "perché le popolazioni di Sicilia e del Mediterraneo siano colme di prosperità e di speranza".</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/07/21/papa_costruire_convivenza_giusta_tra_popoli_mediterraneo/1103179">(Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)</a>Pubblicato il programma della visita del Papa a Caserta2014-07-22T08:31:33+00:00http://www.news.va/it/news/pubblicato-il-programma-della-visita-del-papa-a-2 Durerà poco più di cinque ore la visita che Papa Francesco compirà a Caserta sabato prossimo 26 luglio. La partenza dal Vaticano in elicottero - secondo il programma pubblicato dalla Sala Stampa vaticana - è prevista verso le 15.00. Tre quarti d’ora dopo, l’atterraggio nell'eliporto della Scuola Sottufficiali dell'Aeronautica Militare, presso la Reggia di Caserta. Alle 16.00 il Papa incontrerà i sacerdoti della Diocesi nel Circolo Ufficiali dell'Aeronautica, sempre nella Reggia. Alle 18.00 la Messa sulla piazza antistante la Reggia in occasione della festa di Sant’Anna patrona della città campana. Alle 19.30 la partenza. Il rientro in Vaticano è previsto alle 20.15.                                                                                                                                                                     Due giorni dopo, lunedì 28, Papa Francesco tornerà a Caserta in visita strettamente privata per incontrare il pastore evangelico Giovanni Traettino, suo amico dai tempi di Buenos Aires. (Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)...<img align="left" alt="" hspace="5" src="http://media02.radiovaticana.va/photo/2014/07/17/1537027_LancioGrande.jpg" title=""/> <p>Durerà poco più di cinque ore la visita che Papa Francesco compirà a Caserta sabato prossimo 26 luglio. La partenza dal Vaticano in elicottero - secondo il programma pubblicato dalla Sala Stampa vaticana - è prevista verso le 15.00. Tre quarti d’ora dopo, l’atterraggio nell'eliporto della Scuola Sottufficiali dell'Aeronautica Militare, presso la Reggia di Caserta. Alle 16.00 il Papa incontrerà i sacerdoti della Diocesi nel Circolo Ufficiali dell'Aeronautica, sempre nella Reggia. Alle 18.00 la Messa sulla piazza antistante la Reggia in occasione della festa di Sant’Anna patrona della città campana. Alle 19.30 la partenza. Il rientro in Vaticano è previsto alle 20.15.                                                                                                                                                                    </p> <p><span style="line-height: 1.6;">Due giorni dopo, lunedì 28, Papa Francesco tornerà a Caserta in visita strettamente privata per incontrare il pastore evangelico Giovanni Traettino, suo amico dai tempi di Buenos Aires.</span></p> <a href="http://it.radiovaticana.va/news/2014/07/21/pubblicato_il_programma_della_visita_del_papa_a_caserta/1103158">(Tratto dall'archivio della Radio Vaticana)</a>Il Cardinale Sandri ai cristiani orientali: le vostre lacrime sono le nostre2014-07-21T12:11:00+00:00http://www.news.va/it/news/il-cardinale-sandri-ai-cristiani-orientali-le-vostCittà del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, nella Cattedrale maronita di Los Angeles (Stati Uniti d'America), il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha celebrato la Santa Messa per la festa di San Charbel e di Sant'Elia, che i libanesi maroniti celebrano in tutto il mondo la terza domenica di luglio. Alla celebrazione eucaristica hanno preso parte circa quattrocento fedeli delle Chiese Orientali. Il Cardinale Sandri - rende noto un Comunicato della Congregazione per le Chiese Orientali - si è fatto interprete, nell'omelia, dell'immenso dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti fra le quali le più colpite sono i cristiani di Mossul (Iraq) e di Aleppo (Siria). "Le loro case e chiese sono state saccheggiate e incendiate. Se essi sono oggi i più minacciati, è tutta la regione che è nell'insicurezza, purtroppo favorita dall'indifferenza di molti". Non dimenticando che la Palestina "è in lacrime" e che i suoi abitanti non possono essere cristiani in serenità e dignità, il Cardinale ha affermato: "Le loro lacrime sono le nostre, ma noi condividiamo la stessa Speranza che è Cristo; e Gesù Cristo è fedele. Per questo perseveriamo insieme nello stesso cammino". Dopo aver dato lettura dell'appello in favore dei cristiani perseguitati lanciato da Papa Francesco nell'Angelus di ieri, il Cardinale ha invitato alla preghiera silenziosa ed ha rinnovato tutta la vicinanza della Congregazione per le Chiese Orientali a quanti sono gravemente colpiti dall’odio e dalla violenza, in particolare ai Patriarchi Siro-cattolico e Caldeo, che sono accanto ai loro fedeli con gli altri vescovi per condividere la sofferenza e la perseveranza nella difesa dei diritti umani e della libertà religiosa anche per i cristiani, che non sono stranieri in Oriente: là è nato il cristianesimo; là hanno mantenuto la fede per due millenni, edificando come cittadini generosi il bene delle rispettive nazioni; là devono poter continuare a dare il proprio contributo alla comunità umana....<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, nella Cattedrale maronita di Los Angeles (Stati Uniti d'America), il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha celebrato la Santa Messa per la festa di San Charbel e di Sant'Elia, che i libanesi maroniti celebrano in tutto il mondo la terza domenica di luglio. Alla celebrazione eucaristica hanno preso parte circa quattrocento fedeli delle Chiese Orientali.</span></p><p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"></p><p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il Cardinale Sandri - rende noto un Comunicato della Congregazione per le Chiese Orientali - si è fatto interprete, nell'omelia, dell'immenso dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti fra le quali le più colpite sono i cristiani di Mossul (Iraq) e di Aleppo (Siria). "Le loro case e chiese sono state saccheggiate e incendiate. Se essi sono oggi i più minacciati, è tutta la regione che è nell'insicurezza, purtroppo favorita dall'indifferenza di molti". Non dimenticando che la Palestina "è in lacrime" e che i suoi abitanti non possono essere cristiani in serenità e dignità, il Cardinale ha affermato: "Le loro lacrime sono le nostre, ma noi condividiamo la stessa Speranza che è Cristo; e Gesù Cristo è fedele. Per questo perseveriamo insieme nello stesso cammino".</span></p><p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"></p><p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dopo aver dato lettura dell'appello in favore dei cristiani perseguitati lanciato da Papa Francesco nell'Angelus di ieri, il Cardinale ha invitato alla preghiera silenziosa ed ha rinnovato tutta la vicinanza della Congregazione per le Chiese Orientali a quanti sono gravemente colpiti dall’odio e dalla violenza, in particolare ai Patriarchi Siro-cattolico e Caldeo, che sono accanto ai loro fedeli con gli altri vescovi per condividere la sofferenza e la perseveranza nella difesa dei diritti umani e della libertà religiosa anche per i cristiani, che non sono stranieri in Oriente: là è nato il cristianesimo; là hanno mantenuto la fede per due millenni, edificando come cittadini generosi il bene delle rispettive nazioni; là devono poter continuare a dare il proprio contributo alla comunità umana.</span></p>

  
 Repository Dashboard Riduci
 

 Stampa   
 Papa Francesco - Udienza 4 giugno 2014 Riduci
Papa Francesco - Foto Udienza 4 giugno 2014

 Stampa   
 27-05-2011 - 50° di Ordinazione Sacerdotale Riduci


 Stampa   


 Avvisi ai Naviganti Riduci
Lettura documenti in formato PDF - sabato 27 agosto 2011

get_adobe_reader.gifPer visualizzare alcuni documenti presenti in questo sito, è necessario avere installato sul proprio computer il programma Adobe Reader. Se non lo possiedi, puoi scaricarlo gratuitamente seguendo il collegamento...

 maggiori informazioni ...

  
Home:La Parrocchia:News dalla Parrocchia:Lo Sport :L'album dei Ricordi
Copyright (c) 2000-2006 Condizioni d'Uso Dichiarazione per la Privacy